Rapporto esplicativo
Consultazione 2026/90: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, primavera 2027 · 18 pagine
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Le PFAS rimangono nell’ambiente per secoli a causa della loro persistenza elevata. In particolare, le PFAS a catena lunga si concentrano negli organismi all’apice della catena alimentare mediante biomagnificazione. In Svizzera i valori delle PFAS accertati nella fauna ittica, in particolare nei pesci predatori, sono talvolta talmente elevati da non consentirne il consumo.
In questo contesto, una decuplicazione del valore di concentrazione totale di 200 ng TEQ/l, vale a dire il valore di 2000 ng TEQ/l per la somma di almeno 16 PFAS, non è accettabile e considererebbe in misura insufficiente l’ecotossicologia.
In base ai lavori sulla mozione Maret, il Consiglio federale ha deciso di introdurre una deroga al principio dell’OSiti per le PFAS.
Un sito inquinato da PFAS deve essere risanato in relazione alla protezione delle acque superficiali se nelle acque (p. es. nell’acqua d’infiltrazione o nelle acque superficiali a valle) che pervengono in acque superficiali la concentrazione di sostanze provenienti dal sito supera il valore di concentrazione totale di cui all’allegato 1 OSiti, vale a dire 200 ng TEQ/l, per la somma di almeno 16 PFAS.
Si tratta di una soluzione di compromesso pragmatica e orientata alla pratica tra un valore ecotossicologico rigido e la decuplicazione applicata di norma per le acque superficiali.
4.4 Introduzione di un valore di concentrazione totale ponderato in base alla tossicità per le PFAS ai fini della valutazione della necessità di sorveglianza dei siti inquinati da PFAS in relazione al bene da proteggere «acque superficiali» (art. 10 cpv. 1 lett. b OSiti)
Qualora debba essere valutata la necessità di sorveglianza di un sito inquinato in relazione alle acque superficiali, secondo l’articolo 10 capoverso 1 OSiti vale di norma il valore di concentrazione di cui all’allegato 1 OSiti.
Analogamente all’argomentazione di cui al capitolo 4.3, vale a dire la valutazione della necessità di risanamento per le acque superficiali, occorre definire una deroga al principio dell’OSiti per le PFAS anche per la valutazione della necessità di sorveglianza.
Un sito inquinato da PFAS deve essere sorvegliato in relazione alla protezione delle acque superficiali se nelle acque (p. es. nell’acqua d’infiltrazione o nelle acque superficiali a valle) che pervengono in acque superficiali e provengono dal sito la concentrazione delle PFAS supera il valore di 50 ng TEQ/l per la somma di almeno 16 PFAS.
Un’ulteriore riduzione porterebbe a un aumento dei siti con necessità di sorveglianza con minore utilità per l’ambiente, poiché raramente ne risulterebbe una necessità di risanamento. Un valore più elevato, invece, implicherebbe immissioni nelle acque superficiali rilevanti dal punto di vista tossicologico che non sarebbero sorvegliate in base alla legislazione sui siti contaminati.
Tale valore di concentrazione totale costituirebbe un compromesso basato sulle esperienze maturate dai Cantoni in funzione dei risultati delle loro indagini. Il valore di concentrazione totale si orienta alla pratica, è pragmatico e mira a mantenere il sistema