Rapporto sui risultati

Consultazione 2003/207: Riforma delle ferrovie 2 · 26 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 18Fedlex · Rapporto sui risultati

ritengono appropriate soluzioni particolari per le FFS e per altre imprese di trasporto concessionarie.

Parlando a nome della maggioranza delle IT, l’UTP tiene anzitutto a precisare che prima della distribuzione degli utili occorre costituire degli accantonamenti. Inoltre, gli utili realizzati che vengono reinvestiti anziché distribuiti non dovrebbero essere assoggettati ad imposta poiché ciò avviene nell’interesse dei poteri pubblici. Detto questo, solo gli utili distribuiti sotto forma di dividendi dovrebbero soggetti ad imposta. Un’ampia esenzione fiscale delle infrastrutture appare sensata. Per le FFS, solo la parte degli utili distribuita dovrebbe essere tassata e l’esenzione di diversi settori dell’azienda (p.es. l’infrastruttura) sarebbe in contraddizione con il principio della ferrovia integrata. Diversa l’opinione della BLS, che vorrebbe esonerare le infrastrutture non solo da ogni tipo d’imposta cantonale, bensì anche dalle imposizioni disciplinate dal diritto pubblico cantonale e comunale (promozione del turismo, ecc.). La SOB è favorevole ad una tassazione, limitata all’importo dei dividendi distribuiti, ma vorrebbe esonerare tutti i beni immobili compresi nell’infrastruttura. Mentre la RhB sostiene la distinzione a livello di imposta sugli utili, la MGB vi si oppone per ragioni di neutralità concorrenziale.

Sul versante dell’economia (economiesuisse) si contesta la distinzione a livello di imposta degli utili per motivi di praticabilità, soprattutto perché così vi sarebbero più possibilità di eludere l’imposta. L’ampia esenzione fiscale dell’infrastruttura è accettata, se esiste una società propria. Tuttavia, quando parti dell’infrastruttura sono in competizione con imprese private, l’esenzione fiscale non dovrebbe aver luogo per ragioni di politica concorrenziale. Anche l’USAM e il Centre patronal adottano una posizione meno rigida su questa domanda e concedono, in forma generale, determinati sgravi fiscali ai trasporti pubblici. L’Associazione svizzera degli ingegneri del traffico (SVI) considera giusta la distinzione, poiché le liquidità supplementari risultanti dagli utili tesaurizzati permetterebbero di finanziare con mezzi propri gli investimenti necessari. Per la Società Svizzera degli Albergatori, l’approvazione delle esenzioni fiscali è subordinata alla parità di trattamento tra i diversi partner.

Le organizzazioni che si occupano di politica dei trasporti, come l’ATA, sono favorevoli sia alla distinzione sia all’esenzione fiscale per le infrastrutture, poiché a lungo termine la Confederazione diventerà comunque la proprietaria principale o assoluta di gran parte delle infrastrutture ferroviarie. Condividono questa opinione LITRA, UTP, ZH, IgöV SCHWEIZ e Pro Bahn Schweiz. Il settore delle automobili e dei trasportatori (ASTAG, UPSA) e la FRS non vedono la ragione di una distinzione a livello di imposta sugli utili, ma si pronunciano a favore dell’esenzione fiscale delle infrastrutture.

3.3 Complementi alle riforme precedenti (domande 23 – 29)

In relazione ai complementi a precedenti riforme, si pone la domanda circa l’opportunità di abbinare particolari diritti a determinati obblighi a favore del servizio pubblico. Considerati i quattro obblighi fondamentali a cui sono tenute le imprese concessionarie (esercizio, trasporto, orario e tariffe), i Cantoni (CTP) sostengono il rapporto tra diritti particolari ed obblighi a favore del servizio pubblico. Dalle prese di posizione individuali dei Cantoni emerge fondamentalmente la stessa idea, in parte completata da osservazioni e suggerimenti: VD e VS si aspettano che il diritto all’esercizio della concessione venga legato all’obbligo di effettuare le prestazioni previste dalla concessione. I Cantoni GE e SZ vorrebbero una definizione degli standard minimi in uso nel settore.

Tra i partiti politici, il PPD interpreta la domanda sull’abbinamento di particolari diritti ed obblighi nel senso del diritto all’aiuto da parte dello Stato per imprese che contribuiscono a far funzionare i servizi pubblici. Pertanto lo Stato è tenuto a fare in modo che i servizi offerti sia-