Rapporto sui risultati

Consultazione 2003/207: Riforma delle ferrovie 2 · 26 pagine

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no efficaci. Mentre il PLR non si esprime in modo esplicito sul tema, l’UDC approva il legame in discussione, ma ammonisce che in nessun caso si devono esigere indennità sempre più elevate in base a detti obblighi. Per il PS la domanda mira piuttosto alla protezione dei lavoratori, poiché chiede gli stessi diritti per le FFS e le ferrovie private, nel senso che occorre stabilire anche per queste ultime l’obbligo di stipulare un CCL con il loro personale. Il SEV e la sua capofila, l’USS, approvano il legame indicato senza commenti. Oltre a ciò il sindacato transfair chiede al Consiglio federale di fissare delle norme minime in materia di qualità, sicurezza e statuto del personale.

L’UTP, l’associazione capofila delle IT, approva anzitutto le misure descritte nel progetto di consultazione che rendono possibile il trasporto diretto o il suo ampliamento. Ritiene che la definizione di un „livello minimo di qualità“ dei trasporti pubblici ne faccia parte. Le FFS accettano senza commenti, mentre la BLS esige che questi principi siano ancorati sistematicamente nella legge, dato che gli standard e la qualità minimi rappresentano i parametri per la parità di trattamento a livello giuridico delle IT. La SOB, la RhB, la RBS e la MGB approvano senza formulare ulteriori argomenti. La Posta chiede che gli obblighi supplementari imposti a favore del servizio pubblico vengano indennizzati.

Economiesuisse è del parere che gli standard di qualità debbano essere selezionati in modo da non ostacolare la competitività delle imprese – esigenze minime anziché soluzioni di lusso. Le altre associazioni economiche capofila non si pronunciano su questa domanda. Per il SAB si tratta di una domanda retorica (il legame è considerato ovvio). L’Union des villes suisses coglie l’occasione per integrare nella sua risposta degli argomenti soprattutto attinenti all’ecologia. Gli esponenti del settore delle automobili e dei trasportatori (ASTAG, UPSA), come pure la FRS, danno una risposta di identico tenore a quella di economiesuisse.

Le associazioni che mirano a promuovere i trasporti pubblici approvano senza commenti il legame in questione (ATA) o avanzano rivendicazioni supplementari. Pro Bahn Schweiz, ad esempio, chiede che in futuro gli orari continuino ad essere pubblicati sia in forma elettronica sia stampati su supporto cartaceo. Da parte sua, la IgöV sostiene tutte le misure volte a promuover il buon funzionamento della continuità della catena dei trasporti.

Un’altra domanda intende chiarire se il coordinamento attuale in ambito tariffario è suffi-

ciente e se gli interessi dei viaggiatori, dei committenti e delle imprese di trasporto

pubblico (anche del traffico locale e del traffico turistico) sono sufficientemente tutelati. Su questo punto, la CTP chiede che i Cantoni e i loro interessi siano maggiormente rappresentati in seno alle commissioni che fissano le tariffe. Nelle risposte individuali, i Cantoni condividono sostanzialmente questo punto di vista, ma la maggior parte di essi chiede principalmente una migliore ripartizione delle entrate derivanti dalla vendita degli abbonamenti a metà prezzo e ciò mediante una nuova istanza in cui i Cantoni devono essere rappresentati (FR, JU, VD e VS). I Cantoni SZ e ZH ritengono che l’UFT deve continuare a coordinare le questioni tariffarie con la collaborazione dei Cantoni. Per il Cantone GR la competenza in materia di tariffe spetta alle imprese.

Fra i partiti politici, solo il PCS e il PS danno una risposta esaustiva: il PCS chiede un migliore coordinamento fra le IT. Il PS è dell’avviso che il coordinamento può essere migliorato nell’interesse della trasparenza e del comfort per gli utenti. La risposta del SEV è affermativa.

L’ATA vorrebbe veder realizzati due obiettivi: l’adesione alla tariffa per l’abbonamento a metà prezzo deve diventare obbligatoria per tutte le IT che garantiscono il collegamento con altre imprese (eccezione: esercizi stagionali). Inoltre, è assolutamente necessario, nell’ottica degli utenti, elaborare un sistema tariffario e d’informazione unitario per tutta la Svizzera. Nella sua presa di posizione, l’Union des villes suisses desidera promuovere la creazione di ulteriori consorzi tariffari regionali. La Fondazione per la protezione dei consumatori sottolinea