Rapporto esplicativo

Consultazione 2008/72: Legge federale sul numero d'identificazione delle imprese (LIDI) · 20 pagine

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Rapporto esplicativo e commento alla LIDI

3.1.2.3 Sintesi dei costi per la Confederazione

In base ai calcoli sinora effettuati, per la Confederazione i costi d’introduzione dell’IDI ammonteranno ad alcuni milioni di franchi. Di questi, i 4,5 milioni di franchi a carico dell’UST saranno coperti dalla riserva destinata alla promozione delle TIC. I costi restanti si ripartiscono tra i principali registri della Confederazione. Per la gestione vanno previsti costi supplementari pari a 1 milione di franchi all’anno. Grazie agli effetti sinergici e ai guadagni in efficienza è tuttavia possibile ottenere notevoli risparmi netti e ammortizzare i costi entro 4-6 anni (periodo di payback).

3.2 Ripercussioni finanziarie per i Cantoni e i Comuni

3.2.1 Vantaggi

Dato che buona parte dei contatti delle imprese con le autorità avviene con i Cantoni e i Comuni, è indispensabile introdurre l’IDI anche a questo livello. Solo così sussiste la garanzia che tutti – Confederazione, Cantoni, Comuni ed economia – possano approfittare dei vantaggi dell’IDI. Per i Cantoni e i Comuni valgono sostanzialmente le stesse considerazioni come per la Confederazione (vedi capitolo 3.1.1). Tuttavia, a loro livello, i guadagni in efficienza saranno ancora maggiori poiché gli scambi di dati si svolgeranno anche a livello intercantonale o intercomunale (ad esempio nell’ambito delle imposte o delle assicurazioni sociali). Che sussista un interesse anche a livello cantonale nei confronti di un numero unico d’identificazione delle imprese è confermato dal fatto che i Cantoni di Ginevra, Vaud, Ticino e Basilea Città nonché la città di Zurigo hanno già creato, o prevedono di creare, appositi registri delle imprese. Inoltre, i Cantoni di Uri e Lucerna stanno lavorando all’armonizzazione dei propri registri delle imprese nel quadro dell'applicazione della legge sull’armonizzazione dei registri (LArRa). Un beneficio o un’utilità sovracantonale potrà tuttavia essere raggiunta unicamente dopo l’introduzione dell’IDI a livello nazionale. Poiché questi progetti sono tutti coordinati con il RIS, la ripresa dell'IDI si svolgerà senza grandi oneri aggiuntivi. Anche i corrispondenti processi di scambio di dati sono già operativi.

Per i Cantoni e i Comuni, quantificare l’utilità per i singoli servizi è ancora più difficile che per la Confederazione. Secondo stime conservative, una volta completata l’introduzione dell’IDI è tuttavia possibile calcolare con un risparmio pari ad alcuni milioni di franchi all'anno per l'insieme dei Cantoni e comuni.

3.2.2 Ripercussioni finanziarie

L’IDI permetterà ai Cantoni e ai Comuni di conseguire netti risparmi in particolare se ottimizzeranno i propri processi interni e sfrutteranno in modo ottimale i dati disponibili. Durante la fase d’introduzione, i Cantoni e i Comuni dovranno tuttavia effettuare anche determinati investimenti. Analogamente alla Confederazione, dovranno adeguare all’IDI i loro sistemi informatici (banca dati, maschere

d’immissione, eventualmente anche le interfacce o i documenti) e in parte anche i processi.

Per i servizi amministrativi dei Cantoni e dei Comuni che hanno raramente contatti con le imprese o hanno contatti solo con poche imprese e non scambiano dati con altri servizi ufficiali, è eventualmente possibile rinunciare agli adeguamenti informatici e procedurali. Per introdurre l’IDI in modo rapido,

semplice ed economico, ad essi basterà forse ricorrere alle possibilità di consultazione via Internet. Occorre tuttavia tener presente che la consultazione manuale e l’eventuale passaggio supplementare da un supporto all’altro possono provocare un allungamento dei tempi di elaborazione. Questi servizi non sono, tuttavia, esonerati dall’obbligo di riconoscere l’IDI quale identificatore.