Rapporto sui risultati

Consultazione 2008/94: Modifica della legge sull'ingegneria genetica per la proroga della moratoria OGM nell'agricoltura · 25 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 15Fedlex · Rapporto sui risultati

Riferimento/numero d’incarto: I102-0837

Internutrition; SGCI; UDC). Anche il PPD è favorevole a una regolamentazione giuridica nel settore degli OGM, ma considera sufficiente la LIG in vigore, dal momento che assicura già dei limiti adeguati e un controllo efficace. Già oggi, l’applicazione sistematica della LIG e dell’ordinanza sull’emissione deliberata nell’ambiente impedisce le utilizzazioni di OGM che secondo lo stato attuale delle conoscenze potrebbero nascondere dei potenziali di pericolo (Accademie svizzere delle scienze; USAM; PLR). Alle condizioni attuali, inoltre, il consumo e la coltivazione di prodotti geneticamente modificati sono sicuri. A livello mondiale, da anni milioni di persone consumano già prodotti geneticamente modificati senza che siano mai stati constatati danni alla salute o all’ambiente attribuibili specificatamente all’utilizzazione dell’ingegneria genetica nell’agricoltura (PLR; Gen Suisse; konsortium-weizen.ch; ASMG).

La moratoria non è giustificata scientificamente

Vi sono basi ed esperienze provenienti dall’estero sufficienti per prendere una decisione di principio sull’utilizzazione di piante geneticamente modificate (Handelskammer beider Basel; Internutrition; SGCI) o a favore di una procedura di autorizzazione severa (economiesuisse; fial; syngenta). Dal punto di vista scientifico non vi è alcun motivo di prorogare la moratoria (economiesuisse; fial; Handelskammer beider Basel; Internutrition; SGCI; syngenta;

konsortium-weizen.ch).

Soprattutto in relazione alla coesistenza esistono numerosi studi molto completi e non vi è da attendersi nuove conoscenze in questo settore (PLR; konsortium-weizen.ch). Secondo il PLR, nulla si oppone all’elaborazione immediata di un’ordinanza sulla coesistenza (PLR). Per il konsortium-weizen.ch, dato lo stato attuale delle conoscenze la coesistenza è un problema politico e non scientifico. Anche le Accademie svizzere delle scienze nonché il Consiglio dei PF ritengono che l’importanza dei risultati del PNR 59 sia sopravvalutata: tali risultati possono sì facilitare le considerazioni dei politici, ma non sostituire una valutazione politica. In proposito, le Accademie svizzere delle scienze attirano l’attenzione sul fatto che secondo i ricercatori coinvolti i risultati principali del PNR 59 sulla sicurezza e sul potenziale di rischio degli OGM nonché sulla coesistenza tra colture OGM e non OGM saranno

disponibili puntualmente. Per il konsortium-weizen.ch, un collegamento della proroga della moratoria ai risultati del PNR 59 non è giustificato materialmente ed è fuorviante: porta infatti ad aspettative eccessive e aumenta la pressione politica sul programma di ricerca (Gen Suisse; konsortium-weizen.ch).

La moratoria è inutile di fronte alla lunga procedura di autorizzazione

La procedura di autorizzazione in varie tappe è rigorosa e lunga e la moratoria scoraggia le imprese dal rischiare una procedura di autorizzazione (economiesuisse; Handelskammer beider Basel). Data la lunga durata delle procedure, inoltre, non bisogna comunque

aspettarsi rilasci di autorizzazioni prima del 2013 (Accademie svizzere delle scienze;

Consiglio dei PF; fial; Handelskammer beider Basel; Internutrition; SGCI; VSF). La VSF è convinta che anche senza moratoria finora non si sarebbe giunti a nessuna coltivazione di piante geneticamente modificate, di fronte alle condizioni giuridiche in vigore.

Via libera al mercato

Le Accademie svizzere delle scienze riconoscono che nel contesto di mercato attuale il label “senza OGM” si ripercuote favorevolmente sull’agricoltura, è tuttavia lecito chiedersi se tale effetto non potrebbe essere ottenuto anche con una dichiarazione trasparente dei prodotti al posto di una moratoria. Il PLR è invece convinto che un’agricoltura senza OGM in Svizzera sia possibile anche senza moratoria, ad esempio attraverso una convenzione tra gli

agricoltori disposti a rinunciare volontariamente alla coltivazione di piante geneticamente modificate. Per il PLR bisognerebbe lasciare a ogni agricoltore la libertà di decidere se utilizzare l’ingegneria genetica verde o rinunciarvi consapevolmente. Anche l’USAM e l’UDC vedono una proroga della moratoria come una messa sotto tutela dell’agricoltura e dei consumatori. Il PLR e la VSF ritengono che anche in questo caso il mercato si

autodisciplinerebbe e dubitano che vi sia effettivamente una domanda che giustifichi la coltivazione di tali prodotti.

15/25 031/2005-02181/01/12/07/17/I102-0837