Rapporto sui risultati
Consultazione 2008/94: Modifica della legge sull'ingegneria genetica per la proroga della moratoria OGM nell'agricoltura · 25 pagine
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Riferimento/numero d’incarto: I102-0837
4.2.3 Articolo 37 a (nuovo) Periodo di transizione per la messa in commercio di organismi geneticamente modificati (proroga della moratoria)
4.2.3.1 Approvazione della proposta del Consiglio federale
Ad eccezione di Lucerna, tutti i Cantoni sono a favore di una proroga della moratoria. Il Cantone di Lucerna è sostanzialmente d’accordo di creare i presupposti per sospendere le autorizzazioni per la messa in commercio di OGM al di là della scadenza della moratoria in vigore. Pensando alla difesa della piazza della ricerca svizzera, ritiene tuttavia che i risultati del PNR 59 e quindi anche le eventuali tappe legislative necessarie potrebbero essere disponibili anche prima della scadenza di una nuova moratoria. Chiede pertanto una
regolamentazione derogatoria alla proroga della moratoria proposta, che consenta di gestire la prassi in materia di autorizzazioni in funzione dei risultati scientifici. A tal fine sono
ipotizzabili una moratoria di fatto sulle autorizzazioni al di là del termine del 27 novembre 2010 ancorato nella Costituzione o una regolamentazione giuridica che sospenda le
autorizzazioni per la messa in commercio di OGM durante un determinato periodo.
I Cantoni motivano la loro approvazione di una proroga della moratoria come segue: bisogna aspettare i risultati del programma nazionale di ricerca 59 su “vantaggi e rischi
dell’immissione nell’ambiente di piante geneticamente modificate” (PNR 59) per tener conto dei dubbi della società (Argovia, Friburgo, Ginevra, Nidvaldo, Obvaldo, Uri, Vallese, Zurigo), creare le condizioni politiche quadro per la produzione di alimenti geneticamente modificati (Obvaldo, Uri) e disporre di basi decisionali scientifiche per adottare, se del caso, le
necessarie disposizioni giuridiche (Argovia, Appenzello Esterno, San Gallo).
È auspicata maggiore chiarezza sulla coesistenza tra coltivazioni geneticamente modificate e coltivazioni tradizionali (Glarona, Soletta, Vallese, Zurigo) o più in generale sulla
valutazione dei vantaggi e dei rischi (Basilea Campagna, Grigioni, Vallese, Zugo). I Cantoni di Svitto e Vallese si chiedono in particolare se gli organismi con un patrimonio
geneticamente modificato non comprometteranno le coltivazioni soggette ai requisiti della prova che le esigenze ecologiche sono rispettate o della produzione biologica.
Alcuni Cantoni considerano il label “senza OGM” un importante vantaggio di mercato
dell’agricoltura svizzera (Berna, Ginevra, Grigioni, Soletta, Svitto) per far fronte alla
concorrenza nel contesto dei mercati agricoli sempre più liberalizzati. I Cantoni del Giura, del Vallese e del Ticino non vedono alcun bisogno di utilizzare l’ingegneria genetica
nell’agricoltura svizzera.
Ginevra e il Ticino sostengono la proroga della moratoria tanto più che hanno già elaborato regolamentazioni cantonali analoghe. Per allineare la versione francese dell’articolo a quella tedesca, il Cantone di Vaud propone una modifica linguistica, e cioè di sostituire “ne doit” con “ne peut” per il termine tedesco “dürfen”.
Considerati la discussione politica attuale e i lavori di ricerca tuttora in corso, anche il
Cantone di Basilea Città è favorevole alla proroga della moratoria, ma nell’interesse di una piazza economica e della ricerca svizzera efficiente chiede che a partire dal 2013 non si miri a un’ulteriore proroga, bensì nuovamente a una cornice giuridica stabile. Attira inoltre
l’attenzione sul fatto che la moratoria svizzera non corrisponde al diritto in vigore nella Comunità europea e potrebbe essere vista come un ostacolo non tariffario al commercio e chiede una verifica puntuale della compatibilità con gli impegni internazionali.
I Cantoni di Friburgo, Ginevra, Giura, Lucerna, Nidvaldo, Svitto e Uri approvano
espressamente la regolamentazione della proroga della moratoria a livello di legge. Vaud propone delle modifiche linguistiche: “dürfen” va tradotto con “ne peut” invece di “ne doit”.
La Conferenza dei direttori cantonali dell’agricoltura sostiene la proroga della moratoria all’unanimità, in particolare perché non sono ancora disponibili i risultati dei lavori scientifici 9/25
031/2005-02181/01/12/07/17/I102-0837