Rapporto verifica dei compiti della Confederazione

Consultazione 2009/119: Programma di consolidamento 2011-2013 (PCon 11/13) e rapporto sul piano die attuazione della verifica dei compiti · 35 pagine

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Piano di attuazione della verifica dei compiti: rapporto sui risultati della consultazione

ma di consolidamento. Anziché una pianificazione finanziaria a ritroso, che toglierebbe forza innovativa alla politica ambientale svizzera e riverserebbe i costi per la sanità su Cantoni e Comuni, la Confederazione necessiterebbe di entrate supplementari. I Verdi sollecitano una pianificazione e un finanziamento coerenti e lungimiranti dei compiti della Confederazione, che aprano prospettive di lungo termine.

Il PCS lamenta che la verifica dei compiti sia decaduta a mero esercizio di taglio e risparmio. Lo dimostrerebbero, tra l’altro, i consuntivi degli ultimi anni, chiusisi con risultati molto migliori del previsto a seguito della rigorosa disciplina applicata sul versante delle uscite. Il PCS non si esprime in merito alle profonde riforme esposte nel rapporto sul piano di attuazione.

Il PEV attribuisce un ruolo di primo piano agli obiettivi della verifica dei compiti − stabilizzazione della quota d’incidenza della spesa pubblica e obiettivi di crescita specifici ai singoli settori di compiti − per ottenere finanze stabili e accoglie sostanzialmente il rapporto sul piano di attuazione della verifica dei compiti. Ai fini di una politica finanziaria stabile il PEV ritiene importante la verifica periodica dei compiti della Confederazione. Esso osserva inoltre che sgravi fiscali quali la riforma III dell’imposizione delle imprese non sarebbero più sostenibili a fronte dei progetti fiscali, che in parte sono stati elaborati affrettatamente. Per quanto riguarda le misure nei singoli settori di compiti, il PEV si limita a esprimere un primo parere generale e si riserva di entrare nel merito delle singole consultazioni al momento debito.

L’UDF è favorevole alla verifica dei compiti della Confederazione e approva tutte le misure proposte.

2.1.3 Comuni, Città e regioni di montagna

L’Unione delle città svizzere (UCS) approva sostanzialmente il riesame periodico dei compiti della Confederazione come previsto dalla verifica dei compiti, auspicando che

quest’ultima abbia per effetto una soppressione dei doppioni, che sarebbe possibile segnatamente sulla scia della Riforma dell'Amministrazione federale. L’UCS critica soprattutto quelle misure i cui oneri possano riversarsi sulle Città e sui Comuni. Per quanto riguarda la durata della consultazione, l’UCS lamenta il modo di procedere insolitamente rapido adottato dal Consiglio federale. La rinuncia a una procedura ordinaria sarebbe incomprensibile, dal momento che entrambi gli avamprogetti avrebbero una notevole portata su tutti i livelli istituzionali, ragione per cui richiederebbero un esame approfondito.

L’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) protesta per la brevità del termine per formulare i pareri, che impedirebbe un esame approfondito dei progetti e una seria consultazione dei partecipanti, che in parte lavorano in un sistema di milizia. L’ACS ritiene la verifica dei compiti volta a stabilizzare le finanze della Confederazione complessivamente meritevole di essere sostenuta. Le relative misure non dovrebbero tuttavia determinare maggiori oneri diretti o indiretti per i Cantoni e i Comuni, in quanto questi ultimi non avrebbero la possibilità di compensarli. Inoltre, l’ACS biasima il fatto che, in particolare nei settori dell’educazione, della sanità e della previdenza sociale, sarebbero stati tralasciati problemi strutturali, che genererebbero tassi di crescita molto elevati. Essa auspica, infine, che prima di attuare le varie misure sia avviata una discussione di fondo sulla verifica dei compiti.

Anche il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) critica anzitutto l’estrema brevità del termine per formulare osservazioni, che non ritiene giustificato a fronte dei tempi impiegati finora nella pianificazione della verifica dei compiti. Sotto il profilo materiale, il SAB è critico nei confronti degli indirizzi di crescita nei settori di compiti. Esso respinge la priorità conferita ai settori dell’educazione e della ricerca a scapito tra l’altro dei trasporti. Inoltre,

chiede che siano evitati coerentemente anche riversamenti di oneri non formali, bensì effettivi, su Cantoni e Comuni. Infine, il SAB sottolinea che il potenziale di efficienza generato dalla NPC andrebbe sfruttato meglio e, nel senso del postulato Maissen (08.3347), computato nella verifica dei compiti.