Rapporto verifica dei compiti della Confederazione

Consultazione 2009/119: Programma di consolidamento 2011-2013 (PCon 11/13) e rapporto sul piano die attuazione della verifica dei compiti · 35 pagine

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Piano di attuazione della verifica dei compiti: rapporto sui risultati della consultazione

2.1.4 Associazioni mantello

economiesuisse e l’Unione svizzera degli imprenditori (USI) evidenziano l’importanza di

una politica finanziaria durevole per la stabilità e la competitività della Svizzera. Essi sostengono l’approccio e gli obiettivi della verifica dei compiti e approvano la via intrapresa sul fronte delle uscite. Da un lato, il bilancio della Confederazione non presenterebbe problemi per quanto riguarda l’evoluzione delle entrate in rapporto al PIL. Dall’altro, le misure sul versante delle entrate non potrebbero risolvere il problema di fondo della labilità latente dei conti statali – ovvero la perdurante elevata crescita di natura strutturale delle uscite, in parte innescata da automatismi. Sarebbe quindi imprescindibile una verifica dei compiti che consentisse di modificare la struttura e i meccanismi che presiedono alle uscite e che sostanzialmente sarebbe più efficace dei programmi di sgravio finanziari. I risultati ottenuti finora sarebbero insufficienti, come dimostra la necessità di varare il PCon, scaturita anche da riforme strutturali troppo deboli o rimaste inattuate. L’entità delle misure proposte appare modesta anche in relazione agli oneri supplementari che comporterebbe; inoltre, le riforme strutturali proposte nei grandi settori di compiti (previdenza sociale, difesa nazionale, educazione e ricerca, trasporti, agricoltura) sembrerebbero pure alquanto vaghe. Poiché la maggior parte dei compiti della Confederazione è vincolata a livello di legge e inoltre rappresenta una quota considerevole del settore dei riversamenti, le riforme strutturali sarebbero imprescindibili ai fini di una politica di bilancio duratura. In particolare sono oggetto di critica le rinunce a determinati compiti e le riduzioni prive di peso politico-finanziario. Anche il volume di sgravio prodotto dagli attesi guadagni in termini di efficacia ed efficienza è considerato troppo esiguo.

La Società svizzera degli impiegati di commercio (SIC Svizzera) è sostanzialmente favorevole a una verifica periodica dei compiti. In merito all’obiettivo di una quota d’incidenza della spesa pubblica stabile, osserva tuttavia che una quota d’incidenza superiore a quella registrata attualmente dalla Svizzera di per sé non pregiudicherebbe la crescita economica, come dimostra l’evoluzione nei Paesi nordici. In generale si invita a rinunciare ad affrettare l’attuazione delle misure proposte in tempi di elevata incertezza congiunturale fintantoché non possa effettivamente esserne dimostrato l’effetto positivo.

travail.suisse condivide la verifica dei compiti nella misura in cui l’esecuzione dei compiti sia anteposta a una rigida linea di risparmio. In generale auspica la rinuncia ad applicare misure di risparmio in settori di compiti importanti per la competitività e il mercato del lavoro svizzeri, come ad esempio la tecnologia ambientale rivolta al futuro.

L’Unione sindacale svizzera (USS) non ritiene provata la necessità di una verifica dei compiti e motiva la propria posizione criticando il freno all’indebitamento, che per lacune nel metodo sopravvaluterebbe i deficit strutturali. Per questa ragione negli scorsi anni si sarebbero sempre ipotizzate entrate della Confederazione troppo basse.

L’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) e l’Unione Svizzera dei Contadini (USC)

prendono posizione in merito al PCon, ma non al rapporto sul piano di attuazione della verifica dei compiti.

2.1.5 Altri ambienti interessati

Le seguenti organizzazioni e associazioni si sono espresse solo in merito a singole misure nell’ambito di specifici settori d’interesse: Federazione Svizzera dei Sordi e procap,

Transfair, WWF, ATA, Federazione svizzera del turismo, Gastro Suisse, Verband verladende Wirschaft VAP, costruzionesvizzera, Società svizzera impresari costruttori, Federazione Infra e Fédération des Entreprises Romandes.