Rapporto sui risultati

Consultazione 2010/63: Modifica della legge sulle banche (too big to fail, TBTF) · 20 pagine

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Rapporto del Dipartimento federale delle finanze sui risultati della consultazione relativa alla modifica della legge sulle banche

(too big to fail, TBTF)

ai fondi propri non soltanto in base agli attivi ponderati in funzione del rischio, bensì eventualmente anche mediante una maggiore ponderazione del “leverage ratio”. La CDCF e i Cantoni che aderiscono al suo parere ritengono che a lungo termine le esigenze più severe relative ai fondi propri e alla liquidità siano un vantaggio per gli istituti di rilevanza sistemica nella concorrenza internazionale. Eventualmente approverebbero la verifica di un ulteriore inasprimento delle esigenze relative ai fondi propri per rafforzare il capitale proprio non ponderato in funzione del rischio.

I Verdi e l’USS chiedono fondi propri di base pari al 12 - 15 per cento invece di fondi propri ponderati in funzione del rischio. Secondo I Verdi gli istituti di rilevanza sistemica dovrebbero poter garantire la loro liquidità per tre mesi. La SIC approva il concetto di fondi propri a tre livelli, ma ritiene necessario indicare inoltre una quota minima di “leverage ratio” non ponderata in funzione del rischio pari a circa il 10 per cento. Il PS avanza la richiesta di un “leverage ratio” pari almeno al 12 per cento e di una quota di fondi propri non ponderata in funzione del rischio del 10 per cento. Inoltre le esigenze materiali minime relative al capitale proprio dovrebbero essere fissate nella legge.

I partiti PPD, PLR nonché l'Unione delle città, economiesuisse, USS, USI, ASB, VAS, SIX, SFA, Centre Patronal, CS, UBS e FER ritengono indispensabile l'adeguamento in particolare delle esigenze relative ai fondi propri agli sviluppi e agli standard internazionali. L’UDF chiede la ripresa di standard internazionali senza ulteriori inasprimenti ai sensi dello «Swiss finish». L'ASB ritiene che sia necessaria una sincronizzazione con lo scadenziario per BASI-LEA III. Il leverage ratio sarebbe una rete di sicurezza sussidiaria, da definire quindi quale esigenza non vincolante. Ulteriori esigenze relative alla liquidità che esulano dal quadro degli accordi vigenti e dagli standard del Comitato di Basilea dovrebbero essere stralciate.

Secondo l'opinione di UBS l’esigenza relativa al capitale proprio dovrebbe essere limitata al massimo al 13 per cento. Le esigenze relative alla liquidità non dovrebbero superare né le quote convenute con la FINMA nel 2010, né essere più severe delle prescrizioni del Comitato di Basilea. Ulteriori prescrizioni in materia di liquidità per banche svizzere dovrebbero essere respinte, dato che rappresentano un «ring fencing» nei confronti dell'estero e provocherebbero misure di ritorsione. Il CS dubita che le esigenze relative ai fondi propri più severe porterebbero a una maggiore solvibilità. Anche se questa ipotesi «fosse valida, questo vantaggio verrebbe vanificato dalle spese supplementari per i CoCos». In futuro saranno soprattutto le esigenze relative al capitale proprio da detenere a determinare la concorrenza.

Il prof. Geiger raccomanda che le prescrizioni relative alla concentrazione di rischi devono essere rispettate dalle banche non soltanto in toto, ma anche singolarmente dal settore di rilevanza sistemica nei confronti del resto della banca, questo già prima del verificarsi di una crisi.

5.2.3 Esigenze relative all'organizzazione (art. 9 cpv. 2 lett. d)

I Cantoni BS e TI nonché il PBD approvano espressamente le esigenze relative all'organizzazione. Secondo l'avviso de I Verdi le condizioni sono insufficienti e troppo poco vincolanti. Lo scopo dovrebbe essere previsto a lungo termine e costituire la suddivisione e il ridimensionamento delle grandi banche. L'esame di un sistema bancario separato sarebbe stato eseguito in modo insufficiente.

I partiti PPD e PLR nonché economiesuisse, USAM, USI, ASB, ASA, Centre Patronal, CS e UBS hanno espresso un parere critico o negativo riguardo alla competenza della FINMA di intervenire nella struttura organizzativa e nel modello di gestione degli affari della banca. Essi chiedono il rispetto assoluto del principio di sussidiarietà per tutte le disposizioni della FINMA. Anche secondo l'UDC il campo di competenza della FINMA è troppo ampio. L'UDC è del parere che soltanto l'introduzione di una struttura di una holding con società affiliate indipendenti possa minimizzare i rischi per l'economia nazionale. Anche l’UDF e il prof. Geiger