Rapporto sui risultati

Consultazione 2010/63: Modifica della legge sulle banche (too big to fail, TBTF) · 20 pagine

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Rapporto del Dipartimento federale delle finanze sui risultati della consultazione relativa alla modifica della legge sulle banche

(too big to fail, TBTF)

scale dei CoCos durante il periodo transitorio affinché le banche di rilevanza sistemica possano avviare rapidamente l’attuazione delle esigenze supplementari relative ai fondi propri (economiesuisse, USI, ASB, VSPB, SFA, TK, UBS, CS, Raiffeisen). L’ASB auspica

l’introduzione al 1° gennaio 2012 dell’esonero limitato nel tempo dall’imposta preventiva sugli interessi dei titoli del mercato monetario emessi dalle banche e dalle società holding bancarie in adempimento delle prescrizioni in materia di vigilanza sui fondi propri.

Il CS esige una rielaborazione delle definizioni e della situazione concernente la responsabilità civile dell’agente pagatore. Di conseguenza, la normativa dovrebbe essere coordinata in maniera da tenere conto delle modifiche apportate nel quadro della legislazione statunitense FATCA, dell’imminente attuazione dell’imposta liberatoria con la Germania e la Gran Bretagna nonché della fiscalità del risparmio con l’UE (economiesuisse, USI, ASB, Swiss Holdings, BCG, CS, UBS).

Inoltre viene fatto notare che il metodo del pagamento a favore di un indirizzo (art. 4 cpv.

1abis AP-LIP) è difficile da realizzare e potrebbe essere facilmente raggirato (SZ, ASB, ASPS, Raiffeisen). Per evitare abusi, SZ propone di mantenere entro i limiti l’incentivo a investire presso una banca estera formulando proposte concrete al riguardo. Il PPD è favorevole a porre fine alle scappatoie fiscali, ma a suo avviso occorre evitare che le misure fiscali comportino il trasferimento all’estero di intere parti di mercato, come è stato il caso per i fondi di investimento. La SFA esige che anche i fondi di investimento collettivi, quali beneficiari di redditi da obbligazioni e titoli del mercato monetario, vengano esonerati dall’imposta preventiva.

Il Cantone SZ esige che una parte dell’imposta preventiva non restituita vada ai Cantoni. Anche se non ha un effetto liberatorio, l’imposta preventiva costituisce economicamente

nell’ambito dell’imposta prelevata presso l’agente pagatore un sostituto dell’imposta sul reddito, di cui bisognerebbe far profittare anche i Cantoni.

I Cantoni JU e VD nonché l’UDC e la VAS respingono la proposta. VAS deplora tra l’altro la mancanza di affermazioni sulle ripercussioni economiche. Secondo l’UDC, le modifiche apportate nell’imposta preventiva indebolirebbero la piazza finanziaria svizzera invece di rafforzarla, poiché in futuro saranno esigibili anche tasse su obbligazioni estere.

Infine, diversi Cantoni sono dell’avviso che eventuali misure finanziarie compensatorie debbano essere assunte dalla Confederazione (la CDCF e i Cantoni che aderiscono al suo parere nonché AG, JU, NE, NW, SO, TI, UR, VD, ZH).

5.8 Entrata in vigore e disposizioni transitorie

Il Cantone LU accoglie chiaramente la rapida continuazione della procedura legislativa entro fine anno. Swissmem è favorevole all’imminente attuazione dell’intero progetto.

Il PPD, il PLR e l’UDC nonché economiesuisse, USI, ASB, CS e UBS accolgono invece con scetticismo e talora con diniego lo scadenziario per l’elaborazione del disegno di legge fino all’approvazione da parte del Parlamento. L’UDC evidenzia inoltre che la partecipazione a una procedura di consultazione è un diritto garantito costituzionalmente che deve essere preso sul serio dal Consiglio federale.

Per garantire segnatamente l’armonizzazione tra le esigenze svizzere relative ai fondi propri e le esigenze internazionali poste alle banche di rilevanza sistemica, UBS propone la graduale entrata in vigore della legge.

Numerosi partecipanti alla consultazione esigono infine una proroga del termine per

l’attuazione della legge, in particolare delle misure organizzative e fiscali (PPD, PLR, economiesuisse, USI, SwissHoldings, BCG, VAS, SIX, Centre Patronal, CS, UBS, Raiffeisen).