Rapporto sui risultati
Consultazione 2011/94: Revisione totale della legge sui prodotti da costruzione (LProdC) e dell'ordinanza sui prodotti da costruzione (OProdC) · 26 pagine
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(Cfr. elenco dei partecipanti alla consultazione e delle abbreviazioni).
3 Principi di valutazione
Visti l’elevato numero e la diversità dei pareri espressi, nella valutazione si prendono in considerazione soltanto le osservazioni più ricorrenti e significative. Riportare tutte le motivazioni sarebbe impossibile e andrebbe a discapito della chiarezza del presente rapporto. Nella valutazione si è adottato il principio di riprodurre fedelmente le osservazioni principali. Per i dettagli si rimanda ai pareri dei partecipanti alla consultazione pubblicati sul sito Internet dell’Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL).
4 Principali risultati della consultazione
Dei 65 pareri inoltrati, 43 (tra cui DCPA, UDC, PLR, USAM e costruzionesvizzera) sono espressamente favorevoli alla revisione totale della legislazione sui prodotti da costruzione e ai suoi obiettivi.
I Cantoni di SO, GL, GR,VS, JU e OW aderiscono al parere della DCPA. Le associazioni ASCA e ARV e la SIA sostengono il parere di costruzionesvizzera.
In linea di massima nessuno respinge il progetto, ma in 11 pareri (tra cui TI, SUVA, upi, U-SAM, Associazione dei chimici cantonali svizzeri) sono state espresse riserve o sono stati evidenziati punti critici in merito a diversi aspetti.
Tre Cantoni (FR, GE e NE) non hanno formulato alcuna osservazione sul progetto.
Due partecipanti (FL e BL) prendono posizione solo riguardo a determinati aspetti senza esprimersi sull’insieme del progetto.
Altri due partecipanti (PS e ACS) rinunciano invece espressamente a fornire un parere.
4.1 Argomenti dei favorevoli
In linea di massima quasi tutti i favorevoli motivano la loro sostanziale adesione con la necessità per la Svizzera di adottare misure. Essi fanno notare che le relazioni commerciali tra la Svizzera e l’UE rivestono una grande importanza economica anche nel settore dei prodotti da costruzione. Qualora si rinunciasse alla revisione, il capitolo sui prodotti da costruzione verrebbe stralciato dall’ARR. Quest’ultimo sarebbe però molto importante per l’economia nazionale poiché garantisce uno scambio transfrontaliero equilibrato e a parità di condizioni per i prodotti da costruzione. Un ritorno di questo settore alla situazione antecedente all’eliminazione degli ostacoli tecnici al commercio comporterebbe significativi svantaggi in termini di competitività e provocherebbe distorsioni negli scambi commerciali. I prodotti da costruzione svizzeri necessiterebbero di particolari certificazioni nell’UE, mentre il nostro Paese, in base al riconoscimento unilaterale del principio «Cassis de Dijon», dovrebbe accettare prodotti esteri che rispettano le prescrizioni valide nel luogo di produzione. Per i partecipanti alla consultazione è indispensabile impedire che gli esportatori svizzeri siano svantaggiati rispetto agli operatori economici dell’UE.
Swissmem auspica che la nuova legislazione svizzera corrisponda integralmente al regolamento europeo sui prodotti da costruzione. La soluzione migliore sarebbe che la LProdC contenesse rimandi diretti alla legislazione europea. Per il mercato svizzero non si dovrebbero prevedere requisiti più severi di quelli esistenti nell’UE, che rappresenta il mercato d’esportazione più importante per le industrie svizzere. Un notevole rincaro dei prodotti da costruzione sul mercato svizzero sarebbe l’inevitabile conseguenza.