Rapporto sui risultati

Consultazione 2011/94: Revisione totale della legge sui prodotti da costruzione (LProdC) e dell'ordinanza sui prodotti da costruzione (OProdC) · 26 pagine

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Le FFS accolgono favorevolmente in particolare il fatto che la revisione aumenti la trasparenza per quanto riguarda i prodotti da costruzione (dichiarazione di prestazione) e determini un ampliamento del mercato degli acquisti (compresa la possibilità di acquistare prodotti a prezzi più favorevoli). L’introduzione della tracciabilità della catena di fornitura permette di eliminare l’incertezza del diritto, che talvolta si osserva.

Per il gruppo CH-GNB è di fondamentale importanza mantenere il capitolo sui prodotti da costruzione nell’ARR. In base all’accordo bilaterale, in particolare nell’ambito dell’ARR, gli organismi svizzeri notificati di valutazione della conformità potrebbero rilasciare certificati di conformità UE e operare sul mercato alle medesime condizioni degli organismi europei. Gli organismi svizzeri di valutazione della conformità (ora: organismi designati) auspicherebbero la compatibilità della legislazione svizzera sui prodotti da costruzione con il regolamento dell’UE. Essi sono inoltre molto preoccupati per quanto riguarda la loro futura notifica, senza la quale non potrebbero più rilasciare certificati di conformità UE e sarebbero costretti a invitare i propri clienti a rivolgersi a organismi notificati europei di valutazione della conformità.

Secondo cemsuisse, la revisione della LProdC, vista nell’ottica della politica di sviluppo sostenibile perseguita dalle autorità svizzere, deve inoltre essere finalizzata a impedire che i produttori svizzeri siano ulteriormente svantaggiati. In particolare, i committenti pubblici dovrebbero essere invitati a tenere conto dei requisiti per lo sviluppo sostenibile nell’aggiudicazione delle commesse. Altrimenti la liberalizzazione auspicata con la LProdC avrebbe ripercussioni negative sullo sviluppo sostenibile in Svizzera.

4.2 Riserve riguardo al progetto

Il Cantone di SZ teme che l’attuazione della revisione totale a più livelli comporti un notevole dispendio e che la sostituzione del requisito dell’«idoneità all’uso» per i prodotti da costruzione con quello dell’«approccio orientato alla prestazione» abbia ripercussioni sull’acquisto di tali prodotti. Nel settore principale della costruzione questo determinerebbe un cambiamento nell’attuale modo di agire e di pensare nonché una ridefinizione della garanzia della qualità durante la fase di costruzione. Anche l’utilizzazione e il controllo di prodotti quali il cemento, i rivestimenti e simili risulterebbero problematici. Non è escluso che i Cantoni sfruttino la possibilità di concretizzare i requisiti di base delle opere di costruzione definendo prestazioni del prodotto e livelli di soglia propri e ciò renderebbe insicuri i fornitori attivi a livello internazionale e provocherebbe un rincaro delle opere di costruzione.

L’USAM, ISOLSUISSE e la VSSM hanno espresso alcune riserve sul fatto che in futuro il controllo della produzione in fabbrica dovrà essere sorvegliato da terzi. A loro avviso questa necessità comporterebbe un onere finanziario e amministrativo supplementare per le PMI e gli artigiani attivi soltanto sul mercato interno.

La SUVA e l’upi si oppongono alla possibilità (concretizzata nell’ordinanza sui prodotti da costruzione) di trasferire loro i compiti di vigilanza del mercato. Per l’upi l’elemento centrale della vigilanza del mercato dei prodotti da costruzione è la prestazione e non la sicurezza del prodotto. La SUVA è contraria al trasferimento dei compiti di vigilanza del mercato, poiché quest’ultima non ha alcuna relazione né con i compiti della SUVA né con la sicurezza sul lavoro.

L’upi si è inoltre espresso contro il trasferimento di nuovi compiti, dato che la legge non chiarisce la questione relativa al loro indennizzo. Neppure la SUVA e i Cantoni di TG e SH accettano il trasferimento di nuovi compiti di vigilanza del mercato senza una specifica regolamentazione legale del loro indennizzo.

Per quanto riguarda l’immissione in commercio degli impianti di combustione a legna la VHP, la SKMV, ideafuocodilegna e Energia legno Svizzera temono che le nuove disposizioni legali possano minare gli sforzi volti a uno sfruttamento energetico pulito ed efficiente del legno.