Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/128: Revisione parziale della legge sull'IVA (Attuazione della mozione CET-N 13.3362) · 34 pagine

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collaborazione tra collettività pubbliche e permetterebbe un’ottimizzazione dei costi grazie allo sfruttamento di sinergie. Secondo la Camera fiduciaria la proposta rischia però di essere troppo restrittiva se rimane limitata a società a cui partecipano «esclusivamente» collettività pubbliche, cosa che escluderebbe a priori la partecipazione anche minima di terzi che non sono collettività pubbliche. Propone quindi di utilizzare il termine «sostanzialmente» invece di «esclusivamente» nelle lettere b e c (riguarda il testo tedesco).

Per contro, tra le associazioni e gli altri interessati l’Associazione Svizzera d’Assicurazioni (ASA), economiesuisse, Centre Patronal (CP), Services Industriels de Genève (Sig-ge),

l’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) e l’Associazione delle aziende elettriche svizzere (AES) respingono il progetto. Le società rese autonome a cui partecipano esclusivamente collettività pubbliche dovrebbero essere trattate come le società a cui partecipano privati e che svolgono gli stessi compiti, ai sensi di una neutralità concorrenziale disciplinata nella legge (art. 1 cpv. 3 lett. a LIVA). L’AES afferma espressamente che le disposizioni proposte hanno effetti distorsivi sulla concorrenza, se un’impresa privata che mette a disposizione di una collettività pubblica delle reti e fornisce dell’energia dovesse dichiarare tutte le prestazioni, mentre l’acquisto delle stesse prestazioni da parte della collettività pubblica presso un’impresa di cui all’articolo 21 capoverso 2 numero 28 AP-LIVA è escluso dall’imposta. Inoltre, le disposizioni proposte non sarebbero eurocompatibili (art. 13 sottopar. 3 Direttiva IVA). L’AES chiede pertanto di dichiarare inapplicabile l’esclusione dall’imposta per prestazioni di una collettività pubblica nel campo del trasporto, della distribuzione e della fornitura di energia proposta nell’articolo 21 capoverso 2 numero 28 AP-LIVA.

Art. 21 cpv. 2 n. 28bis

La Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDCF), la Conferenza latina dei direttori cantonali delle finanze e i 25 Cantoni che hanno espresso un parere accolgono favorevolmente questa esclusione dall’imposta. Il Cantone GR osserva tuttavia che in tal modo sorgono nuove questioni di delimitazione, poiché la fornitura di personale a prestito rimane imponibile, se non è fornito solo il personale ma se sono fornite anche macchine o infrastrutture di altro tipo o laddove è esternalizzato l’intero compito. Con la formulazione dell’articolo 21 capoverso 2 numero 28 lettera a AP-LIVA proposta dal Cantone GR si potrebbe stralciare il numero 28bis senza sostituzione. Il Cantone UR auspica espressamente l’estensione dell’esclusione

dall’imposta alla fornitura di macchine e infrastrutture di altro tipo. A complemento di questo numero il Cantone TG chiede che tutte le prestazioni tra collettività pubbliche siano escluse dall’imposta, dato che l’imposizione di prestazioni tra collettività pubbliche è estranea al sistema.

Tra le associazioni e gli altri interessati, la Conferenza dei rettori delle università svizzere (CRUS), la Conferenza dei rettori delle scuole universitarie professionali svizzere (KFH), la Conferenza svizzera dei rettori delle alte scuole pedagogiche (CSASP), Swissuniversities, il Politecnico federale di Losanna (PFL), l’Università di Ginevra, l’Università di Losanna, Fiduciari Suisse, il Comune di Losanna, l’Unione delle città svizzere e la Camera fiduciaria sono favorevoli alla proposta del Consiglio federale. Per CRUS, KFH, CSASP e Swissuniversities occorre tuttavia chiedersi perché altre forme di cooperazione non debbano essere incluse in questa esclusione dall’imposta. Inoltre, la fornitura di personale esclusa dall’imposta di cui al numero 13 e 28bis deve essere riunita in un unico numero.

L’Associazione Svizzera d’Assicurazioni (ASA) respinge il progetto perché discrimina

l’economia privata, causa disparità di trattamento e distorsioni inaccettabili della concorrenza.

I partiti PBD, PPD, PLR, PS e UDC approvano l’avamprogetto di legge.