Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/117: Revisione della legge federale concernente i provvedimenti in materia di lotta contro il lavoro nero (LLN) · 22 pagine

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a. Argomenti degli oppositori

PLR e UDC temono che le imprese irreprensibili debbano sopportare un maggior numero di controlli.

CGAS e Plateforme nationale pour les sans-papiers ritengono che estendendo il novero delle autorità soggette all’obbligo di informare ci si focalizzi troppo sul perseguimento dei «sanspapiers».

b. Argomenti dei sostenitori

NE e SH approvano la proposta perché per contrastare il lavoro nero è importante che le varie autorità interessate collaborino tra di loro.

Anche usam condivide la proposta, purché non ne risultino nuovi obblighi per i datori di lavoro.

c. Proposte, riserve, chiarimenti

ASM propone di riformulare la disposizione.

4.6.2 Maggiori scambi

L’avamprogetto prevede che gli organi di controllo e le autorità e istanze di cui all’articolo 11 capoverso 1 LLN si informino a vicenda sul seguito delle procedure.

Dei partecipanti che si sono espressi al riguardo, 20 approvano la proposta, mentre 2 la respingono.

Pareri favorevoli: GL, JU, NE, NW, SG, SH, SO, SZ, TI, VS, ZG, ZH, PBD, PSS, Unione svizzera degli imprenditori, USS, Travail.Suisse, usam, sic svizzera, UCS.

Pareri contrari: BL, TG.

a. Argomenti degli oppositori

BL non vede la necessità di imporre agli organi di controllo un obbligo nei confronti delle autorità interessate. Una tale misura non farebbe che gonfiare la burocrazia.

NW condivide in via di principio la proposta di intensificare gli scambi, ma fa notare che le autorità in questione – già in parte oberate di lavoro – potrebbero essere sommerse da una valanga di informazioni difficilmente gestibile.

TG respinge l’obbligo di fornire feedback e propone invece che l’organo di controllo trasmetta queste informazioni soltanto su richiesta. Un obbligo creerebbe oneri inutili, anche perché le informazioni fornite «per default» sarebbero parzialmente irrilevanti.

b. Argomenti dei sostenitori

Secondo NE, SH e TI l’obbligo di scambiarsi informazioni è uno strumento efficace nella lotta contro il lavoro nero.

VS adduce che in determinati ambiti lo scambio di informazioni con le autorità competenti non funziona nonostante le attuali disposizioni sulla collaborazione con gli organi di controllo. Le autorità tenderebbero infatti a «nascondersi» dietro disposizioni sulla protezione dei dati. Per questo motivo occorrerebbe specificare il tipo di informazioni da scambiare.

Secondo PBD questo articolo è di fondamentale importanza per evitare che il lavoro nero dilaghi proprio perché lo scambio di informazioni e il coordinamento tra le autorità non è ammesso. Bisognerebbe valutare l’ipotesi di un’autorità direttiva.

Pur condividendo questa proposta, Unione svizzera degli imprenditori, KKAK e ACCP chiedono che la portata e la praticabilità della disposizione sia valutata a priori da esperti esterni.