Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/117: Revisione della legge federale concernente i provvedimenti in materia di lotta contro il lavoro nero (LLN) · 22 pagine
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Secondo SZ i salari delle persone che lavorano nelle economie domestiche dovrebbe poter essere dedotti dalle imposte analogamente agli stipendi degli impiegati d’azienda in modo da ridurre gli incentivi al lavoro nero.
TI, PSS, PES e USS propongono di svolgere una nuova campagna informativa in concomitanza con l’entrata in vigore della legge riveduta. Secondo loro molti datori di lavoro credono ancora che il lavoro nero non sarebbe poi tanto dannoso.
VS chiede che l’iscrizione dei nuovi stipendiati alle assicurazioni sociali avvenga prima ancora dell’inizio dell’impiego. Con gli strumenti di telecomunicazione moderni questa misura è realizzabile senza troppi oneri.
PSS, PES e USS propongono di combinare la riforma della LLN con la riforma, attualmente in corso, della legge sul casellario giudiziale e di registrare nel sistema d’informazione VOSTRA le persone giuridiche che contravvengono alla LLN e alla legge sui lavoratori distaccati (LDist6). All’articolo 102 del Codice penale (CP7) bisognerebbe inoltre aggiungere la fattispecie del lavoro nero.
PSS, PES e USS chiedono a più riprese di legalizzare la situazione delle persone sprovviste di un permesso di soggiorno che risiedono e lavorano da lungo tempo in Svizzera («sanspapiers»). sic svizzera fa notare che la riforma della LLN non peggiora la situazione dei «sanspapiers» in parte residenti da molti anni nel nostro Paese.
PES e USS suggeriscono di valutare l’ipotesi di un «badge-social», ossia di una tessera d’identità su cui registrare tutti i dati e documenti rilevanti ai fini dei controlli previsti da LLN e LDist. Bisognerebbe però evitare di intessere un legame con la legislazione sugli stranieri.
Il PPD propone di valutare in un prossimo futuro l’efficacia della LLN e, in particolare, delle nuove misure.
Secondo il PBD bisognerebbe aumentare drasticamente gli importi delle sanzioni per lavoro nero.
Secondo la SUVA, gli organi di controllo dovrebbero poter sanzionare anche le contravvenzioni alla legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF8). Anche nell’ambito della LAINF, infatti, molte persone controllate dichiarano di aver assunto il loro impiego soltanto il giorno prima o all’inizio della settimana in corso. In casi del genere non è possibile infliggere sanzioni, dato che l’omissione della notifica non può essere considerata un’evasione dei premi assicurativi. Gli organi cantonali di controllo dovrebbero quindi poter infliggere sanzioni anche per contravvenzioni agli obblighi di notifica previsti dalla LAINF.
Travail.Suisse ritiene che le sanzioni di cui all’articolo 13 LLN debbano essere specificate e rivedute.
Secondo Associations de la construction de la suisse romande, la lotta contro il lavoro nero dovrebbe focalizzarsi maggiormente sull’aspetto della concorrenza leale.
CGAS e Plateforme nationale pour les sans-papiers chiedono che non ci si concentri tanto sulle infrazioni alla legge sugli stranieri, ma piuttosto sulle violazioni al diritto fiscale e al diritto delle assicurazioni sociali, perché sono queste che causano i danni maggiori.