Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/174: Legge federale sul principio del debitore e dell'agente pagatore nell'imposta preventiva · 21 pagine
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coesistenza aumenterà notevolmente l’impegno necessario e le spese oltre a generare problemi per la corretta delimitazione.
- Anche l’UBCS e l’ABPS rifiutano la riforma dell’imposta preventiva. Attualmente svariati progetti fiscali di rilievo sono oggetto di discussione pubblica o sono in fase di processo decisionale. Occorre pertanto una visione complessiva integrale di tutte le iniziative e di tutti gli obiettivi perseguiti in ambito fiscale sulla base della quale si possa giungere a una decisione di principio coerente e previdente. Senza una visione complessiva ne risulterebbe un raffazzonamento indeterminato che genererebbe inutili costi elevati, vincolerebbe risorse sproporzionate, indebolirebbe il settore finanziario, influirebbe negativamente sull’assistenza al cliente, metterebbe in pericolo il raggiungimento efficace ed effettivo dei vari obiettivi perseguiti e per tutte le banche implicherebbe, infine, notevoli rischi concernenti i diritti e la compliance. L’ultimo punto citato graverebbe in modo particolare sulle banche medio-piccole.
- Raiffeisen si oppone al cambiamento di sistema nell’imposta preventiva poiché il progetto trascura sviluppi rilevanti in ambito fiscale. Da un lato, gli ingenti adeguamenti richiesti alle banche apporterebbero scarsi vantaggi all’economia complessiva. D’altro lato, l’osservazione isolata
dell’imposta preventiva impedisce una visione e una strategia fiscali complessive. Il cambiamento di sistema è soltanto una soluzione transitoria costosa.
- Neppure l’USAM – che in generale auspica un sistema fiscale semplice e coerente – non sostiene la proposta del Consiglio federale. La riforma considera solo in parte le esigenze dell’economia. Delude inoltre che la riforma appaia elaborata con una certa fretta, al fine di considerare gli interessi delle imprese più grandi sullo sfondo di svariate sfide internazionali. L’USAM e la FPV auspicano una riforma globale che unisca svariate procedure legislative in corso, in particolare la RI imprese III. L’USAM è inoltre favorevole a una riduzione dell’aliquota dell’imposta preventiva.
- La FER approva l’orientamento generale della riforma. Tuttavia, i suoi vantaggi non bastano, secondo la FER, a giustificare l’introduzione di un sistema così complesso per l’imposta preventiva. La FER si rammarica inoltre che la questione dello scambio automatico delle informazioni non sia discussa in modo autonomo. Secondo la FER, la riforma apporterà un maggiore gettito fiscale e non è convinta che questo sia giustificato. La FER dubita inoltre che i due sistemi previsti (riscossione dell’imposta e notifica) possano coesistere. Inoltre per la FER è importante che un’eventuale perdita finanziaria risultante dalla riforma dell’imposta preventiva non influisca su altre riforme di legge importanti – in particolare la RI imprese III.
- up! boccia l’estensione dell’imposta preventiva agli investimenti esteri. Tale ampliamento renderebbe più conveniente per i contribuenti svizzeri detenere i propri valori patrimoniali presso agenti pagatori esteri. Inoltre aumenterebbe la pressione per fare aderire la Svizzera allo scambio automatico di informazioni, aspetto altrettanto rifiutato da up!, che inoltre fa presente che la revisione manchi di introdurre criteri chiari per la valutazione di sufficienti requisiti patrimoniali delle società straniere che richiedono un rimborso dell’imposta preventiva sulla base di un accordo sulla doppia imposizione. up! approva invece il passaggio dal principio del debitore a quello dell’agente pagatore in particolare perché i debitori stranieri sarebbero esentati dall’imposta preventiva e ciò contribuirebbe a liberare il mercato svizzero dei capitali da un notevole svantaggio competitivo.
Proposte di miglioramento:
- l’ASB e la ABPS evidenziano che l’esito della prossima votazione popolare sull’iniziativa «Sì alla protezione della sfera privata» sarà determinante per l’ulteriore sviluppo del segreto bancario sul territorio svizzero. Se l’iniziativa è approvata, non si porrà la questione dell’introduzione di un sistema di notifica in Svizzera. Sarà necessario elaborare una nuova proposta, sostenibile e in grado di soddisfare gli interessi delle banche.