Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/88: Iv.pa. 10.431 «Chi abusa di alcol o droghe deve pagare di tasca propria la permanenza in una cella ‹anti-sbornia› o il ricovero in ospedale» · 20 pagine

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Per questo motivo si rende necessaria una soluzione che preveda una nuova forma di partecipazione ai costi (art. 64a0 LAMal). I costi del trattamento medico causati da un consumo eccessivo di alcol devono essere pagati interamente da chi li ha causati.

Per soddisfare l’obiettivo di un aumento del senso di responsabilità, la nuova partecipazione ai costi deve essere riscossa in aggiunta alle altre (franchigia annua, aliquota percentuale e contributo ai costi di degenza ospedaliera).

La modifica della LAMal prevede invece che la nuova partecipazione ai costi non venga riscossa se l’assicurato può provare di non essere responsabile dell’eccessivo consumo di alcol oppure che il trattamento sarebbe stato necessario anche senza aver abusato dell’alcol.

2.3.3.2 Valutazione e scadenze

Per comprendere le ripercussioni delle nuove disposizioni sul comportamento dell’assicurato e del fornitore dei prestazioni, il Consiglio federale deve essere incaricato di valutarne l’effetto e di comunicare al Parlamento il risutato di questa valutazione entro un anno dall’entrata in vigore delle disposizioni.

Nelle disposizioni finali si prevede di limitare la validità della nuova regolamentazione a cinque anni dall’entrata in vigore. Il Parlamento deve dunque disporre prima dello scadere di questo periodo di tutte le informazioni rilevanti per quel che riguarda le ripercussioni delle disposizioni al fine di prendere ulteriori decisioni.

2.4 Proposte di minoranza

2.4.1 Non entrata in materia

Una minoranza (Carobbio Guscetti, Fehr Jacqueline, Gilli, Heim, Rossini, Schenker Silvia, Schmid-Federer, van Singer, Steiert) propone di non entrare in materia per diverse ragioni.

Se l’iniziativa riuscisse, provocherebbe nell’assicurazione malattia obbligatoria un cambio di paradigma introducendo il principio della colpa al posto di quello della solidarietà. Oggi chiunque si ammali, a prescindere dalla causa, ha il diritto ad un risarcimento dei costi medico-farmaceutici da parte dell’assicurazione, a parte la franchigia e l’aliquota. Non è accettabile che questo principio non valga per una manciata di persone (soprattutto giovani) disposta a rischiare il coma etilico. Perché allora le persone sovrappeso, i fumatori, gli alcolisti e gli altri tossicodipendenti non dovrebbero passare alla cassa, dato che causano all’assicurazione contro le malattie costi miliardari molto maggiori? Il presente progetto viola chiaramente il principio della parità di trattamento. L’eccessivo e regolare consumo di alcol verrebbe trattato in modo privilegiato rispetto all’eccesso occasionale. Neanche nei Paesi limitrofi vengono addebitati i costi come chiesto dall’iniziativa.

Concretizzare una revisione di questo tipo causerebbe inoltre considerevoli problemi pratici. In che modo un medico può valutare se una persona in coma etilico ricoverata d’urgenza è sottoposta a cure mediche da almeno sei mesi? E come ci si dovrebbe comportare, se il paziente fosse in cura per alcolismo da soli tre mesi? Verrebbero a crearsi nuove disparità; analisi serie e approfondite sarebbero costose