Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/120: Programma di stabilizzazione 2017-2019 · 28 pagine
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Programma di stabilizzazione 2017–2019
manovra necessario per decidere se i contributi federali soppressi debbano essere rimpiazzati o meno con mezzi propri. I Cantoni sono chiamati a subentrare alla Confederazione in particolare nell’ambito delle prestazioni a favore della popolazione. Per questa ragione le misure che lasciano scarso margine di manovra ai Cantoni non vanno inserite nel programma di stabilizzazione. Oltre a ciò occorre badare affinché i risparmi sul personale federale non producano una mole di lavoro maggiore per le amministrazioni cantonali.
I governi cantonali respingono le misure che (1) portano di fatto a un trasferimento di oneri sui Cantoni (ad es. PC AVS/AI, FIF, RIP, agricoltura), che (2) vanno in direzione opposta alle sfide del momento (ad es. migrazione e integrazione) e le misure (3) le cui conseguenze per i Cantoni non sono valutabili sulla base delle delucidazioni contenute nel rapporto esplicativo (ad es. ERI).
I Cantoni chiedono inoltre che, considerata l’eccedenza dell’esercizio 2015, il fabbisogno di misure di risparmio venga sottoposto a un nuovo e approfondito esame.
Alcuni Cantoni appoggiano senza riserve il parere della Conferenza dei governi cantonali. Molti di essi, invece, nei propri pareri differiscono in singoli punti dalla posizione della CdC.
2.1.2 Partiti politici
L’UDC sostiene in linea di massima gli sforzi del Consiglio federale volti a sgravare il bilancio sul fronte delle uscite. Considera tuttavia insufficienti le misure di risparmio presentate e propone mandati di risparmio più consistenti in vari settori; in contropartita vuole però operare riduzioni più contenute in particolare nell’esercito e nell’agricoltura. Ritiene inoltre che il programma di stabilizzazione debba essere posto in vigore d’urgenza. L’UDC chiede poi un contenimento dell’aumento delle uscite sul rincaro.
Anche il PLR, il PPD, i Verdi liberali e il PBD appoggiano in larga maggioranza la proposta del Consiglio federale. In alcuni settori esigono tuttavia una riduzione del volume del programma di stabilizzazione, in altri invece tagli più cospicui.
Il PS e i Verdi mettono in dubbio la necessità del programma di stabilizzazione e ne chiedono il rigetto o, quanto meno, il rinvio di un anno. Nello specifico respingono la maggior parte delle misure di sgravio proposte. Il PS è inoltre dell’avviso che il freno all’indebitamento abbia un effetto troppo restrittivo.
2.1.3 Comuni, città e regioni di montagna
Il SAB, l’Unione delle città svizzere e l’Associazione dei Comuni Svizzeri condividono, in linea di principio, il modo di procedere proposto dal Consiglio federale e sostengono in particolare l’obiettivo di risanare le finanze statali. Ciascuna delle tre organizzazioni respinge, per intero o in parte, alcune misure di risparmio. Nella fattispecie sarebbero da evitare trasferimenti di oneri sui livelli statali inferiori.
2.1.4 Associazioni mantello dell’economia
L’USAM ed economiesuisse sostengono il programma di stabilizzazione 2017–2019. Raccomandano tuttavia isolate correzioni al pacchetto di misure proposte, ovvero la rinuncia alla chiusura di uffici doganali e riduzioni più esigue nel settore Educazione e ricerca. Al tempo stesso riconoscono tra l’altro un potenziale di risparmio maggiore nel settore proprio dell’Amministrazione federale, nella cultura e nella cooperazione allo sviluppo. Oltre a ciò si dovrebbero vagliare ulteriori sgravi per le uscite fortemente vincolate.