Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/33: Legge federale sulla parità dei sessi (LPar) · 21 pagine

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Numeri di riferimento/incarto: COO.2180.109.7.168486 / 2015/00002

aveva allora proposto di introdurre, in aggiunta all’informazione e alla sensibilizzazione in merito alla parità dei sessi in generale e alla parità salariale in particolare, un’analisi approfondita dei vantaggi e degli svantaggi dei diversi modelli di autorità dotate di competenze inquirenti ed esecutive.

1.1.3 Dialogo sulla parità salariale

Nell’autunno 2007 la Confederazione ha organizzato un incontro incentrato sugli strumenti d’applicazione di cui dispongono le autorità per realizzare la parità salariale. In tale occasione le federazioni mantello delle organizzazioni svizzere dei datori di lavoro e dei lavoratori hanno deciso di cercare di realizzare congiuntamente la parità salariale il più presto possibile ma senza misure statali. Il Consiglio federale si è detto disposto a dare un’opportunità a questo progetto. Ha però ripetutamente precisato che se il progetto non dovesse apportare i progressi auspicati prenderebbe in considerazione l’adozione di misure statali supplementari a tal fine12. Il progetto «Dialogo sulla parità salariale», avviato nella primavera 2009 dalle parti sociali con il sostegno della Confederazione, mirava a eliminare il più rapidamente possibile la discriminazione salariale delle donne con analisi salariali effettuate volontariamente dai datori di lavoro nelle loro aziende.

La Confederazione ha sostenuto il progetto pilota per i cinque anni della sua durata e si è posta una moratoria durante la quale ha rinunciato a considerare misure statali supplementari13.

Il dialogo sulla parità salariale ha tuttavia deluso le aspettative. Il numero di partecipanti (51) è rimasto nettamente inferiore a quello auspicato (100). Quasi la metà delle aziende partecipanti erano inoltre statali o parastatali. I risultati della valutazione del progetto hanno dimostrato che un dialogo volontario non basta a realizzare la parità salariale14.

1.1.4 Decisione del Consiglio federale del 22 ottobre 2014

Malgrado il diritto alla parità salariale sia sancito dalla Costituzione da oltre trent’anni e tutti gli sforzi da allora intrapresi, la discriminazione salariale fondata sul sesso non è ancora stata eliminata. Questa constatazione e la mancanza di disponibilità dei datori di lavoro a provvedere volontariamente a garantire la parità salariale nelle loro aziende hanno convinto il Consiglio federale della necessità di adottare misure statali supplementari15. Il mandato costituzionale è chiaro: la parità salariale deve essere realizzata. Le misure volontarie non sono bastate per conseguire tale obiettivo e il mercato ha dunque fallito. Il 22 ottobre 2014 il Consiglio federale ha pertanto deciso di provvedere con misure statali supplementari a realizzare più rapidamente la parità salariale.

La proposta del Consiglio federale prevede che i datori di lavoro siano obbligati per legge a effettuare regolarmente analisi dei salari nelle loro aziende e a incaricare terzi indipendenti (a scelta parti sociali, imprese di revisione o organismi di autodisciplina riconosciuti dallo Stato) di controllarne lo svolgimento. In seguito, i datori di lavoro pubblicano i risultati del controllo. Inoltre occorre esaminare la possibilità di prevedere un obbligo di notifica per gli organi di

12 P. es. nel suo parere alla mozione 10.3934 Simoneschi-Cortesi «Meccanismo di controllo della parità di salario fra donna e uomo», nel frattempo approvata dal Consiglio nazionale e in seguito sospesa, o alla mozione Schenker 11.3517 «Per una vera trasparenza salariale», respinta dal Consiglio nazionale il 17.04.2013.

13 Al di là del sostegno finanziario e di personale, mediante un appello scritto i tre consiglieri federali coinvolti Sommaruga, Berset e Schneider-Ammann hanno invitato importanti aziende selezionate a partecipare al suddetto dialogo per dare il buon esempio ad altre aziende.

14 Valutazione finale di Thomazine von Witzleben su incarico dell’Ufficio federale di giustizia: «Le dialogue sur l’égalité des salaires. Un projet des partenaires sociaux et de la Confédération» (non disponibile in italiano): https://www.bj.admin.ch/dam/data/bj/staat/gleichstellung/lohngleichheitsdialog/2014-06-30/ber-f.pdf

15 Il Consiglio federale si è pure basato su due studi commissionati in questo contesto: uno studio dell’Istituto svizzero di diritto comparato ha esaminato gli strumenti statali adottati da 14 Stati per realizzare la parità salariale (https://www.bj.admin.ch/dam/data/bj/staat/gleichstellung/ber-sir-f.pdf). Uno studio della comunità di ricerca Interface/Università di Berna ha analizzato quali meccanismi statali d’applicazione sono già in uso in Svizzera in altri settori e s e si presterebbero per conseguire la parità salariale. Ha inoltre osservato in dettaglio tre modelli stranieri con strumenti d’applicazione statali e formulato raccomandazioni per approcci risolutivi in Svizzera (https://www.bj.admin.ch/dam/data/bj/staat/gleichstellung/ber-interface-d.pdf).