Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/51: Ripristino della sovranità cantonale su questioni elettorali. Modifica della Costituzione federale · 18 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 12Fedlex · Rapporto esplicativo
es. Germania). In questo contesto bisogna rammentare che anche in Svizzera i membri del Consilgio nazionale sono eletti all’interno di circondari di dimensioni estremamente diverse.
Secondo Lutz, il Tribunale federale si fonda quindi su uno standard, cioè il massimo rispetto possibile del principio dell’equivalenza dell’influsso dei voti sull’esito della votazione, che lui stesso ha creato. La focalizzazione sulla rappresentanza più proporzionale possibile dei partiti è unilaterale: i sistemi elettorali perseguono anche molti altri obiettivi legittimi, come la rappresentanza territoriale o di determinati gruppi sociali (ad es. le donne oppure le minoranze etniche) oppure l’obiettivo di ostacolare la frammentazione e la polarizzazione delle configurazioni partitiche nonché la comprensibilità delle regole di commutazione dei voti in seggi21.
Altri autori non si concentrano solo sull’uguaglianza in materia di diritto di voto, ma anche sulla limitazione della libertà di voto degli elettori dovuta a quorum troppo elevati. Secondo Andrea Töndury, ad esempio, gli elettori sono di fatto obbligati a dare la preferenza a determinati partiti nonché ai loro candidati, poiché un voto a favore di un (troppo esiguo) partito di minoranza costituirebbe di fatto un voto perso, una preferenza a cui il sistema elettorale non è semplicemente in grado di prestare ascolto22. Töndury esprime considerazioni critiche anche nei confronti della proposta formulata dal Tribunale federale di ridurre gli effetti negativi dei circondari troppo piccoli con una ripartizione dei mandati operata a un livello che va oltre i circondari elettorali in base al metodo «doppio Pukelsheim». Reputa infatti che in determinati casi la riconfigurazione del territorio elettorale sia imprescindibile, al fine di assicurare l’equivalenza dell’influsso dei voti sull’esito della votazione anche all’interno dei circondari e non solo complessivamente all’interno dell’area in cui si svolgono le elezioni23.
Anche Boris Müller critica il procedimento che si fonda sul metodo «doppio Pukelsheim», sostenendo che esso cancella il senso e gli obiettivi perseguiti con l’istituzione dei circondari elettorali, poiché lascia aperta la possibilità che un candidato poco votato nel suo circondario elettorale venga eletto in base alle preferenze di elettori appartenenti ad altri circondari24. Il significato del voto del singolo elettore viene ridotto a un semplice voto di partito. Müller propone quindi che le delimitazioni obiettivamente non giustificate di circondari elettorali diseguali vengano corrette in modo tale da adempiere i requisiti posti dalla Costituzione federale.
Secondo Anina Weber invece, la ripartizione dei mandati con il metodo «doppio Pukelsheim» è il solo procedimento che assicura un’applicazione ottimale del sistema proporzionale25. I Cantoni dovrebbero quindi adeguare il loro sistema elettorale e introdurre questo sistema di ripartizione, apportando inoltre modifiche ai circondari elettorali oppure istituendo gruppi di circondari. In questo ambito, secondo Weber,
21 Lutz, p. 6
22 Töndury Andrea, Der ewige K(r)ampf mit den Wahlkreisen, in: Direkte Demokratie: Herausforderungen zwischen Politik und Recht. Festschrift für Andreas Auer zum 65. Geburtstag, Berna 2013, p. 59
23 Töndury, p. 66
24 Müller, Boris: Wahlkreisprobleme, in: AJP 2014, p. 1314
25 Weber, marg. 1292