Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/6: Attuazione del primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050: modifiche di ordinanza · 95 pagine
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Rapporto sugli esiti della procedura di consultazione riguardante l’attuazione del primo pacchetto di misure relativo alla Strategia energetica 2050: modifiche d’ordinanza
AES, Repower, ASEA, VBE e SAK vorrebbero includere tra i costi opportunità anche i costi per l’erogazione di prestazioni di servizio relative al sistema (PSRS), dato che vengono considerati anche i ricavi derivanti dalle PSRS.
AES, Alpiq, Repower, CKW, ASEA, IWB, VBE e SAK chiedono che siano considerati anche i
pagamenti degli indennizzi ad altri impianti per le relative perdite di produzione.
AES, BKW, Alpiq, Axpo, Repower, CKW, EWZ, ASEA, IWB, VBE, SAK, Swisselectric e Swisspower auspicano che in alternativa si possano computare i costi effettivi più il rincaro per il periodo di
utilizzazione restante. In particolare nei rinnovamenti, per i quali viene eseguito un calcolo della redditività dell’intero impianto, oltre al calcolo forfetario dovrebbe essere possibile in alternativa anche il calcolo basato sugli effettivi costi d’esercizio nominali.
Swiss Small Hydro chiede che i costi d’esercizio e di manutenzione siano stabiliti a seconda della potenza dell’impianto e del dislivello. Come base in merito si potrebbe applicare il rapporto della Interessenverband Schweizerischer Kleinkraftwerk-Besitzer (l’odierna Swiss Small Hydro) «Umfrage Betriebs- und Unterhaltskosten Kleinwasserkraft», versione 1.1 del 25 gennaio 2016. La percentuale di computazione dei costi per l’esercizio dell’impianto, la manutenzione e gli altri costi d’esercizio al 2 per cento è estremamente bassa. Come mostra la prassi questi costi si attestano intorno al 3 per cento. Inoltre sono stati trascurati altri fattori d’influenza quali il dislivello e le dimensioni dell’impianto: in tal modo nei grandi impianti ad alta pressione risulta computabile una percentuale di costi
eccessiva, mentre nei piccoli impianti a bassa pressione una percentuale troppo esigua.
EWN stima i costi effettivi tra il 6 e l’8 per cento dei costi d’investimento. Il computo forfetario dei costi d’esercizio pari al 2 per cento è troppo basso in relazione agli effettivi costi d’esercizio.
AES, BKW, Alpiq, Axpo, Repower, CKW, ASEA, IWB, VBE, SAK, Swisselectric e Swisspower
chiedono che gli ulteriori redditi previsti, precisamente derivanti dalla vendita delle garanzie di origine e dall’offerta di PSRS, siano detratti dai costi. Devono essere considerati tutti i redditi derivanti dal prodotto pronto per la commercializzazione. Per quanto riguarda gli ulteriori redditi bisogna
considerare i costi opportunità.
EWZ osserva che in particolare per le garanzie di origine non esistono modelli fondamentali che consentono una previsione dei redditi e chiede che siano considerati tutti i redditi derivanti dal prodotto pronto per la commercializzazione.
AES, BKW, Alpiq, Axpo, EWZ, CKW, ASEA, IWB, VBE, SAK, Swisspower e Swisselectric auspicano un modello DCF nominale.
AES, Alpiq, Repower, CKW, ASEA, Axpo, Swisselectric, IWB, VBE e SAK in relazione allo scenario dei prezzi chiedono un orizzonte di 80 anni e un rapporto annuale comprendente le ipotesi sottostanti e le grandezze d’influenza quantitative. In relazione alle prospettive di mercato lo scenario dei prezzi deve considerare il principio prudenziale. Il metodo previsto dal progetto è attuabile soltanto se l’UFE fornisce scenari nominali dei prezzi per i prossimi 80 anni. Parallelamente i partecipanti lamentano l’assenza di indicazioni dettagliate sulle modalità di calcolo e aggiornamento delle previsioni dei prezzi di mercato. Tuttavia i prezzi di mercato sono determinanti per il calcolo degli investimenti non
ammortizzabili. Nell’ambito del business plan è importante poter prevedere quali saranno i prezzi stimati dall’UFE. Inoltre gli scenari dei prezzi non devono costituire una «black box» e devono essere illustrati in un rapporto. I precedenti scenari dei prezzi della Confederazione sono stati giudicati troppo elevati. Per non compromettere l’impiego dei mezzi previsti dal legislatore, per questo calcolo di controllo bisognerebbe ipotizzare uno sviluppo del mercato cauto piuttosto che ottimistico. Il principio prudenziale serve a evitare che siano applicati scenari eccessivamente ottimistici per il presente scopo. Inoltre lo scenario va stabilito come previsione dei prezzi per il mercato day-ahead (al
momento dell’adempimento).
L’Accademia delle scienze ritiene, che data la grande importanza delle previsioni a lungo termine,
andrebbero aggiunte ulteriori precisazioni sulla modalità di calcolo nonché sulle principali ipotesi (ad es. fonti per lo sviluppo dei prezzi dei combustibili e del CO2). Non è chiaro come potrebbero essere effettuate delle previsioni a lungo termine per le garanzie di origine (art. 67 cpv. 4). La definizione di uno scenario dei prezzi da parte dell’UFE è una questione spinosa e potrebbe avere delle
ripercussioni. I prezzi dovrebbero essere utilizzati come benchmark anche per altri obiettivi (pagamenti di concessioni, rettifiche di valore ecc.). Di conseguenza è importante una raffigurazione trasparente del modello e delle ipotesi.