Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/64: Revisione dell'ordinanza del DFI sulla cartella informatizzata del paziente: introduzione dei formati di scambio elettronici · 26 pagine
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esempio quello per la cartella farmacologica informatizzata. Queste informazioni devono essere presenti separatamente nella CIP in forma strutturata.
La CDS e due Cantoni (AR, SG) vorrebbero che nella tabella al numero 3.1.2 venisse considerato il grado di obbligatorietà «O» al posto di «F» per tutte le unità d’informazione tranne per «Raccomandazioni di vaccinazione» e «Osservazioni».
TI è a favore del fatto che debbano essere registrate obbligatoriamente le unità d’informazione della «data della vaccinazione» e, come anche GSASA, del «lotto del vaccino».
BEKAG desidera che sia obbligatoria la «raccomandazione di vaccinazione», mentre FMH scrive che deve essere registrato obbligatoriamente l’«elenco dei problemi».
Inoltre GSASA auspica che l’unità d’informazione «Allergie e intolleranze» venga modificata in un campo obbligatorio, in quanto la cartella di vaccinazione è spesso l’unico posto in cui vengono annotati eventi precedenti, reazioni allergiche o intolleranze.
TG scrive che devono essere inseriti i dati sul luogo della vaccinazione ancora mancanti. Dal punto di vista del diritto in materia di protezione dei dati, fa notare che al numero 1.1.24 del supplemento 1 all’allegato 4 dell’ordinanza del DFI del 22 marzo 2017 sulla cartella informatizzata del paziente viene stabilito che per le pazienti donne (che danno il proprio consenso) deve essere redatta una «Pregnancy History», cioè una «storia della gravidanza». A tal proposito si chiede che venga inserita ogni iscrizione nota. Allo stesso modo, secondo il numero 1.1.40 va prescritto che devono essere registrati i dati della «Pregnancy Observation Entry». Secondo TG, a livello del diritto in materia di protezione dei dati, queste prescrizioni si spingono troppo oltre.
Da un lato, nella legge federale sulla cartella informatizzata del paziente non esiste alcuna base legale sufficiente per creare questo tipo di raccolte di dati. Dall’altro, la persona che acconsente al libretto di vaccinazione elettronico è a malapena al corrente del fatto che con il suo consenso vengono memorizzati anche i dati sulla gravidanza.
Se le singole gravidanze devono essere memorizzate, nel corso del tempo tutte le gravidanze sono note. Soprattutto per le pazienti che hanno avuto gravidanze problematiche o interruzioni di gravidanza, memorizzare e trattare questi dati personali degni di particolare protezione può rappresentare una notevole ingerenza nella personalità delle interessate. Pertanto, secondo TG, bisogna rinunciare alla registrazione delle gravidanze. Per gli stessi motivi, occorre rinunciare a memorizzare i dati relativi all’anamnesi della gravidanza secondo il numero 2.18. Qui viene annotata la DELIVERY DATE (CLINICAL ESTI-MATE), cioè la data del parto presunta in base all’anamnesi. In base all’anamnesi significa che il medico ha appreso la data dal colloquio con la paziente. Queste informazioni ottenute dal colloquio non devono essere memorizzate nel libretto di vaccinazione elettronico, ma il medico dovrà domandare anche in futuro, prima di una vaccinazione che può influire sulla gravidanza, se in base ai dati della donna da vaccinare c’è una gravidanza in corso. Non serve quindi memorizzare i dati personali degni di particolare protezione se essi, in virtù dell’obbligo di diligenza del medico, devono comunque essere chiesti nuovamente alla paziente da vaccinare. Anche per motivi di attualità eventualmente mancante dei dati, prima della vaccinazione un medico non può fidarsi dell’iscrizione registrata, ma ha l’obbligo (secondo l’anamnesi) di chiedere se c’è una gravidanza in corso. Pertanto anche in questo caso occorre rinunciare a memorizzare i dati sulla gravidanza.
IHE Suisse critica il fatto che l’assegnazione e la designazione dell’Object Identifier (OID) dei template non corrispondano alla eHealth Suisse Governance di ART-DECOR e questo aspetto deve essere adeguato. Inoltre, analogamente alla cartella farmacologica informatizzata, il formato di scambio deve poter rappresentare anche i tipi di documenti sotto indicati.
Cinque partecipanti13 esortano alla prudenza nell’indicazione del dosaggio. È importante distinguere nell’ambito delle vaccinazioni tra «dose per unità» e «dosaggio», poiché questo schema di vaccinazione dipende da numerosi fattori (p. es. età al momento della prima vaccinazione, schema accelerato ecc.).
PharmaSuisse reputa inoltre necessario definire in maniera precisa, sulla base di esempi, il significato di questa designazione nel contesto univoco delle vaccinazioni. All’occorrenza, in tedesco dovrebbe essere usato un termine diverso, come per esempio «schema».
FMH scrive che nel supplemento 1 sulla cartella di vaccinazione informatizzata, a partire da pagina 53, sono elencati altri temi d’informazione che non sono menzionati nell’allegato. Inoltre, osserva che il termine «dosaggio» è usato sia per la cartella di vaccinazione informatizzata (n. 3.1) sia per la cartella
13 ChiroSuisse, IPAG, PharmaSuisse, Physiosuisse, SBK