Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/94: Concessione rilasciata alla SRG SSR · 25 pagine
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Consultazione relativa alla concessione SSR
Le richieste riguardano anche sponsorizzazioni e partenariati mediatici. RRR e VSP-ARPS chiedono che per la SSR sia vietato concludere con le emittenti contratti esclusivi concernenti prestazioni mediatiche. VSP-ARBS chiede che la SSR rinunci alle sponsorizzazioni nel settore radiofonico.
3.4.2 Art. 17 Programmi televisivi
Il progetto sancisce per iscritto i programmi televisivi che la SSR deve diffondere. Prevede inoltre che la SSR possa rinunciare a uno dei due canali nella regione linguistica italofona, a condizione che fornisca un'offerta multimediale equivalente (in base all'art. 18 cpv. 3). Si prevede anche che la SSR possa diffondere pubblicità mirata a gruppi specifici. Le disposizioni hanno dato adito a reazioni numerose e controverse.
I Cantoni di Basilea-Campagna, Basilea-Città e Turgovia ritengono accettabile obbligare la SSR a diffondere un'offerta di programmi chiaramente definita, e questo per il fatto che il progetto riguarda una concessione a carattere transitorio. PVL chiede in generale (e in modo non specifico) una riduzione delle emittenti televisive. Il Cantone di San Gallo, PES, RRR, COFEM, il comitato «Sì a No Billag» e i Giovani liberali radicali svizzeri esigono maggiore flessibilità per la SSR, con una riduzione del numero di canali che essa è tenuta a diffondere. Il PS accoglie favorevolmente la disposizione secondo cui anche per la Svizzera romancia la SSR può diffondere in streaming un programma consistente in materiale già esistente con informazioni costantemente aggiornate e relative indicazioni.
Sono formulate diverse richieste riguardo al numero dei programmi e ai relativi contenuti. Aktion Medienfreiheit esige che la quantità di emittenti televisive sia ridotta da una a due per regione linguistica. RRR e TELESUISSE desiderano l'abolizione del secondo canale in Ticino, e TELESUISSE abolirebbe anche i canali Internet (cpv. 4). Inoltre TELESUISSE, Stampa Svizzera e AZ Medien auspicano l'abolizione di SRF info. arbus desidera invece che SRF info diventi un'offerta televisiva multilingue. Il Cantone di Uri auspica un rafforzamento delle cronache regionali anche alla televisione.
Diversi partecipanti si sono espressi in merito alla disposizione sull'offerta multimediale. I Cantoni dei Grigioni e Ticino, nonché PS, impressum e Pro Grigioni Italiano esigono il mantenimento imperativo del principio dell'equivalenza del programma multimediale. TELESUISSE e AZ Medien chiedono una rinuncia all'offerta multimediale. PES e media Forti vorrebbero invece che la SSR possa rinunciare a un programma anche nelle altre regioni linguistiche, a condizione che sia messa a disposizione un'offerta multimediale equivalente.
La disposizione che prevede di autorizzare la SSR a diffondere pubblicità mirata a gruppi specifici è stata respinta da una maggioranza. I Cantoni di Argovia, Glarona, Lucerna, PVL, PES, sgv/usam, Aktion Medienfreiheit, arbus, media Forti, RRR, SSM, TELESUISSE, Stampa Svizzera, AZ Medien, Centre Patronal (CP), FER, comitato «Sì a No Billag» e giovani liberali radicali svizzeri hanno espresso un parere contrario. I Cantoni di Basilea-Campagna, Basilea-Città, San Gallo e Vaud, PPD, PS, IGEM, Swissstream e COMCO si sono invece detti favorevoli.
I Cantoni di Neuchâtel e Vallese, arbus, COFEM e FER chiedono di vietare la pubblicità mirata primariamente a gruppi geografici specifici allo scopo di proteggere le emittenti televisive regionali. Secondo il Cantone di San Gallo, PPD, SAB e IGEM nel settore della pubblicità mirata a gruppi specifici occorre tutelare le emittenti regionali, e/o cooperare con queste ultime. 3 Plus TV Network AG vorrebbe consentire alla SSR la diffusione di pubblicità mirata a gruppi specifici a condizione che le piattaforme di diffusione televisiva diffondano l'intero programma dell'emittente (compreso soprattutto il segnale HbbTV).
Infine sono state formulate diverse richieste generali concernenti la pubblicità. Il Cantone di Glarona, PV, TELESUISSE, Stampa Svizzera e COFEM chiedono una restrizione delle possibilità date alla SSR nell'ambito della pubblicità televisiva. Il Cantone Ticino e IGEM si sono dichiarati contrari a una limitazione temporale più severa della pubblicità televisiva.