Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/102: Revisioni parziali dell’ordinanza sulla pianificazione del territorio, dell’ordinanza sull’efficienza energetica e dell’ordinanza sugli impianti a bassa tensione · 25 pagine

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Riferimento: BFE-011.0-4/13/2

che la loro applicazione sia chiara. Per JU, la portata di questa disposizione non sembra essere sufficientemente chiara nel progetto posto in consultazione.

LAVEBA Genossenschaft è dell'opinione che la realizzazione di un impianto agrivoltaico dovrebbe essere subordinata a una doppia utilizzazione del terreno.

Viene chiesto un chiarimento dei termini «comprensori adiacenti a zone edificabili» (BL), «strutture» (BL) e «integrati in strutture» (ZH). LU auspica che venga precisato se con l'espressione «integrati in strutture» sono intese strutture edilizie e/o economiche. Per SO non è chiaro se anche i vantaggi finanziari debbano essere conteggiati tra le «maggiori rese». BL ritiene che nel rapporto esplicativo debba essere chiarito che non possono essere fatti valere vantaggi finanziari in relazione al prezzo del suolo. Secondo GE, per essere autorizzato un impianto solare deve permettere un aumento della produzione agricola: la sola possibilità di un proseguimento delle attività agricole non sarebbe invece sufficiente.

ZH considera necessario che venga spiegato quando è soddisfatto il criterio «degli scopi sperimentali o di ricerca».

Secondo SO, il requisito secondo il quale si deve trattare di zone meno sensibili dal punto di vista estetico dovrebbe essere esplicitamente integrato nel testo dell'ordinanza.

A parere di JU e NE, sulle superfici agricole utili non dovrebbero essere realizzati impianti che non siano in relazione con l'agricoltura. SG reputa che, dal punto di vista agricolo, gli impianti agrivoltaici non forniscano alcun vantaggio alla coltivazione agricola e che la pressione sull'agricoltura in «luoghi idonei» aumenterà, poiché tali impianti hanno un maggiore rendimento rispetto a una coltivazione del suolo. Il criterio del vantaggio procurato alla coltivazione agricola dovrebbe essere stralciato (SG) o riconsiderato (SSES, VESE). Per ADEV, dovrebbe essere sufficiente che gli impianti incidano

positivamente sulla biodiversità. SSES e VESE fanno notare che, in genere, una coltivazione più estensiva aumenta la biodiversità, il che è anche un imperativo del momento per l'agricoltura.

Osservano inoltre che gli impianti agrivoltaici sono anche meno compatibili con l'agricoltura intensiva, perché per quest'ultima trovano generalmente impiego grandi macchinari.

Secondo Swissolar, anche la protezione delle colture, ad esempio, dalla grandine o dall'eccessivo irraggiamento solare (senza aumento del rendimento), dovrebbe essere considerato come «vantaggio alla coltivazione agricola» e pertanto gli impianti che la forniscono dovrebbero essere ritenuti idonei all'autorizzazione. FDP Weiningen fa ulteriori proposte per la precisazione del termine «vantaggi».

PLR, UDC e Axpo sono dell'opinione che anche l'integrazione degli impianti fotovoltaici nelle

infrastrutture agricole esistenti che non sono direttamente adiacenti alle zone edificabili dovrebbe poter essere autorizzata, mentre AES pensa che se ne dovrebbe almeno verificare l'idoneità

all'autorizzazione.

La compatibilità con la coltivazione agricola dovrebbe essere una condizione sufficiente (Alpiq, Energie Zukunft Schweiz, Ökostrom Schweiz, OptimaSolar Schweiz, Romande Energie, SIA) o dovrebbe essere sufficiente che gli impianti fotovoltaici siano integrati in strutture che non causano svantaggi significativi alla coltivazione agricola (Schweizer Obstverband). Anche gli impianti fotovoltaici nei terreni agricoli in comprensori adiacenti a zone edificabili dovrebbero quindi essere possibili se non sorgono svantaggi per la coltivazione agricola (PSS; SES) o se le conseguenze sulla produttività dei raccolti sono solo limitate (PSS) o la produzione agricola non venisse significativamente ridotta (Bio Suisse, FiBL). PSS sottolinea che, anche in questo caso, è necessario che tali impianti non vengano trattati in modo prioritario e che prima si sfrutti il potenziale ancora disponibile sulle infrastrutture già esistenti.

A parere del WWF, l’importante è che non si tratti solo di vantaggi a breve termine, ma anche a medio e lungo termine.

13/25 BFE-D-08663401/636