Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/103: Scenario di riferimento 2030/2040 per la pianificazione delle reti elettriche · 35 pagine
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N. di registrazione: BFE-471.3-20/10/11
delle reti, ad esempio, con la stipula di nuove convenzioni (ad es. con la regione di calcolo delle capacità CORE).
Altrettanto opinabili sono, secondo il PLR, le ipotesi sui consumi elettrici futuri e il conseguente carico delle reti. Da quando sono state presentate per la prima volta le Prospettive energetiche 2050+ da parte dell’UFE nel novembre del 2020, vari indicatori rilevanti sono mutati. Oltre ai cambiamenti sul fronte dell’integrazione nel mercato europeo dell’elettricità e all’obiettivo di velocizzare gli iter
autorizzativi, vanno considerate anche le recenti delibere pubblicate dalla Tavola rotonda, con cui quest’ultima annuncia di voler dare una spinta in avanti ai progetti idroelettrici. Da vari ulteriori studi, inoltre, è emerso che le ipotesi e analisi dell’UFE in merito ai futuri consumi di elettricità sono
decisamente troppo ottimistiche. Secondo l’art. 9a cpv. 3 LAEI gli scenari di riferimento devono coprire l’intero ventaglio dei probabili sviluppi nel settore energetico. Da questo punto di vista, i tre scenari presentati sono troppo simili tra loro. Il PLR invita pertanto il Consiglio federale ad apportare le dovute correzioni e a presentare anche uno scenario che ipotizzi un consumo di elettricità ancora maggiore (ad esempio anche nel campo della mobilità elettrica) e che dunque copra una gamma
sufficientemente ampia di sviluppi futuri.
Partito socialista svizzero
Il PSS chiede quanto segue: questo primo scenario di riferimento rappresenta uno strumento di gestione indispensabile per garantire una realizzazione efficace e attendibile della transizione
energetica nell’arco dei prossimi 20 anni. Per la sua elaborazione l’UFE (ai sensi dell’art. 9a LAEl) si è basato sugli obiettivi di politica energetica della Confederazione, sui dati economici globali e sul contesto internazionale, di cui le «Prospettive energetiche 2050+» – recentemente riviste ed
estremamente dettagliate – costituiscono una fonte di dati essenziale sotto il profilo della politica energetica. Pur essendo una prassi corretta e coerente, la critica espressa nei confronti delle
«Prospettive energetiche» dalle associazioni ambientaliste e condivisa in parte dal PS svizzero può essere estesa anche allo «scenario di riferimento».
Per poter fungere da solida base di pianificazione, lo scenario di riferimento deve rappresentare nel modo più esaustivo possibile l’intero ventaglio di ipotesi realistiche, per cui è fondamentale che si tenga conto anche delle proiezioni più estreme. Tutti gli scenari e le varianti di evoluzione alla base delle Prospettive energetiche 2050+ (ZERO base, ZERO A, ZERO B e ZERO C) si collocano tuttavia ben al di sotto di ciò che sarebbe necessario e anche possibile dal punto di vista climatico – si tratta piuttosto di un «proseguimento della politica energetica attuale». Rispetto al potenziamento delle energie rinnovabili, in particolare del FV, le PE2050+ rappresentano unicamente l’aspettativa minima in assoluto sul piano della politica climatica, per cui si addicono solo limitatamente a diventare strumento innovativo al servizio della politica.
Una spinta allo sviluppo del fotovoltaico (nei prossimi 10-15 anni) potrebbe essere determinata da misure politiche e quindi realizzarsi in tempi molto più rapidi rispetto a quanto ipotizzato nelle
Prospettive energetiche. È dunque un aspetto di cui tenere conto in una pianificazione di rete, con orizzonti temporali della giusta durata. In caso contrario, potrebbe esservi il rischio che le capacità della rete di trasporto e delle reti di distribuzione sovraregionali pianificate in base allo «scenario di riferimento 2030/2040» si trasformino in un nuovo collo di bottiglia sistemico. Idealmente questi
possibili sviluppi dovrebbero quindi essere mappati nell’ambito di ulteriori scenari, anche solo per il fatto che – a causa dell’orizzonte temporale estremamente dilatato – ciascuno di essi è generalmente gravato da enormi incertezze (soprattutto per quanto concerne il contesto internazionale).
Le sfide del cambiamento climatico, inoltre, determinano non solo una rapida e forte crescita del fotovoltaico, ma anche una maggiore elettrificazione, che il consumo elettrico massimo stimato negli scenari non copre. Vari altri scenari pubblicati (ad es. Nordmann, Grossen, Rechtsteiner, ma anche Axpo e McKinsey) calcolano per il 2040 un consumo energetico annuo maggiore, compreso tra 5 e 15 TWh.
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