Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/103: Scenario di riferimento 2030/2040 per la pianificazione delle reti elettriche · 35 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 15Fedlex · Rapporto sui risultati
N. di registrazione: BFE-471.3-20/10/11
indicatori pressoché privi di fondamento non sono per nulla plausibili e risuonano come inni alla
perseveranza dal sapore eco-religioso – contro ogni ragione oggettiva.
Nel rapporto manca inoltre una disamina dell’immigrazione di massa. Sembrerebbe che l’Ufficio
federale competente non sia a conoscenza della «migrazione» passata e tuttora in atto. Ma dal 2000 il consumo di elettricità in Svizzera è aumentato complessivamente del 10%, anche se il valore pro capite è diminuito del 6,9%. Non serve a nulla investire in costose misure di efficientamento energetico e risparmiare elettricità se, allo stesso tempo, ogni anno c’è un’immigrazione di massa proveniente dall’UE grande quanto la città di Bienne.
Anche la prospettiva di un accordo sull’energia elettrica con l’UE rimane irrealistica, tanto più che anche le capacità dei Paesi confinanti – soprattutto nel semestre invernale – stanno diminuendo. In caso di ammanco sul lato dell’offerta, sarebbe la Svizzera a risentirne. L’assenza di un accordo
sull’energia elettrica deve comunque essere valutata in uno scenario a sé. Nello scenario di
riferimento, inoltre, manca chiaramente un’indicazione logica circa le probabilità di sua
concretizzazione, che devono essere rappresentate in maniera approfondita unitamente ai rischi e alle opportunità.
Un altro elemento mancante sono i principali rischi rilevanti sul piano della politica di sicurezza. In vista di una carenza di energia elettrica, invece, va considerato che vi è una stretta correlazione tra la necessità di mantenere la stabilità della rete elettrica svizzera, tutelarsi da un eventuale sovraccarico dall’estero e garantire un’elevata sicurezza di approvvigionamento, da un lato, e le misure di
protezione in caso di interruzioni di corrente o attacchi informatici e la riduzione della dipendenza dall’importazione di energia elettrica, dall’altro. Gli scenari devono quindi essere ponderati in base alla loro rilevanza sul piano della politica di sicurezza.
Per quanto riguarda lo sviluppo del settore energetico, la disponibilità di energia all’estero e il relativo andamento dei prezzi illustrati nello scenario di riferimento si deve ammettere che, alla luce dell’attuale situazione in Ucraina, è praticamente impossibile definire scenari realistici con un orizzonte temporale al 2040 e che la probabilità che subentrino rischi (di importazione) rilevanti è incalcolabile.
Si precisa infine che la modernizzazione, la digitalizzazione, l’espansione e la sicurezza delle reti elettriche svizzere rivestono un ruolo fondamentale per l’UDC e la sicurezza dell’approvvigionamento. Le strategie e le ipotesi alla base degli scenari sono chiaramente dettate da quel mainstream
ecologista tanto prevalente nella politica, da cui – costi quel che costi – non ci si deve discostare.
5.3. Istanze delle associazioni mantello nazionali dell’economia
Unione sindacale svizzera
Nel complesso, tutti gli scenari e le varianti di sviluppo su cui si basano le Prospettive energetiche 2050+ (ZERO base, ZERO A, ZERO B e ZERO C) sono tendenzialmente improntati a un
«proseguimento della politica energetica attuale». Rispetto al potenziamento delle energie rinnovabili (in particolare del fotovoltaico), essi rappresentano unicamente il quadro minimo assoluto sul piano della politica climatica, per cui si addicono solo limitatamente a strumento innovativo al servizio della politica. Uno sviluppo accelerato potrebbe – e dovrebbe! – tuttavia avvenire sotto la spinta della
politica, e in questo caso procederebbe molto più velocemente di quanto ipotizzato nelle Prospettive energetiche. In un simile contesto, invece, c’è il timore che le capacità della rete di trasporto e delle reti di distribuzione sovraregionali pianificate in base allo «scenario di riferimento 2030/2040» si
trasformino in un nuovo collo di bottiglia sistemico. Idealmente questi possibili sviluppi dovrebbero quindi essere mappati nell’ambito di ulteriori scenari, anche solo per il fatto che – a causa dell’orizzonte temporale estremamente dilatato – ciascuno di essi è generalmente gravato da enormi incertezze (soprattutto per quanto concerne il contesto internazionale).
USAM Organizzazione mantello delle PMI svizzere 15/35
BFE-D-DD883401/175