Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/103: Scenario di riferimento 2030/2040 per la pianificazione delle reti elettriche · 35 pagine
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N. di registrazione: BFE-471.3-20/10/11
Anche la scelta di attingere alle PE2050+ per ricavare i cicli di vita delle centrali nucleari è un’ipotesi tutt’altro che scevra di incertezze (e allo stesso tempo ha un enorme impatto sulla rete elettrica):
spegnere una centrale nucleare (CN) per ragioni economiche, infatti, è possibile in qualunque
momento, considerato che una maggiore percentuale di energie rinnovabili dipendenti dalle condizioni meteorologiche determinerà fasi più frequenti e prolungate di prezzi bassi – un contesto
economicamente difficile per l’operatività delle centrali nucleari. A causa della vetustà delle CN e del crescente rischio che ne consegue, inoltre, non è escluso che si verifichino guasti non programmati – l’energia nucleare è soggetta a fluttuazioni imprevedibili, come dimostrano l’esempio della Francia o lo spegnimento prolungato della centrale nucleare di Leibstadt all’inizio dell’inverno 2021/2022.
Le forti variazioni nei profili di produzione dei Paesi confinanti hanno già evidenziato in passato come improvvisamente possano risultare nuovi regimi di transito e di importazione/esportazione: l’Italia, ad esempio, esporta energia elettrica in estate da circa 10 anni, mentre tra la Francia e la Germania si è venuta a creare negli anni passati una situazione di importazione/esportazione sempre più estrema, con ripercussioni sulla rete svizzera. Con lo scenario di riferimento proposto, le dinamiche di transito estreme non sono garantite.
La sicurezza dell’approvvigionamento elettrico futuro può essere realizzata non solo con un
ampliamento della rete, ma anche con una gestione mirata dei carichi. Tale opzione dovrebbe essere oggetto di uno scenario che sfrutti le possibilità offerte dai sistemi di controllo e di regolazione
intelligenti. A tal fine, tuttavia, occorrerebbe innanzitutto creare le basi giuridiche con cui sancire
l’obbligo di utilizzo di tali sistemi (ad es. tramite adeguamento, cfr. art. 17b LAEl).
Sulla base dello scenario di riferimento i gestori definiscono una rete target, la cui attuazione – come ci insegna il passato – procede spesso a ritmi estremamente rallentati a causa delle lungaggini
burocratiche. Se le future sfide dell’approvvigionamento elettrico richiedono più progetti di rete, i
medesimi devono essere realizzabili. Occorre pertanto verificare se non sia possibile, per i progetti di rete, semplificare le procedure di pianificazione e autorizzazione analogamente a quanto accade per gli impianti idroelettrici ed eolici più significativi, a condizione che si tutelino gli interessi della
protezione della natura, dell’ambiente e dei monumenti.
Si segnala infine che la definizione di tre soli scenari (ai sensi dell’art. 9a LAEl) è fortemente limitante. È praticamente impossibile rappresentare in una compagine così ristretta i vari sviluppi potenziali in Svizzera e all’estero.
Per ampliare il perimetro degli scenari, è necessario includere le seguenti varianti:
Scenario «Transizione energetica accelerata»: le Prospettive energetiche 2050+ vengono attuate entro il 2035 (anziché il 2050). Una fonte di dati alternativa per questo scenario può essere rappresentata dal nuovo scenario energetico globale «Sicurezza dell’approvvigionamento e protezione del clima» di Greenpeace Svizzera: https://www.greenpeace.ch/static/planet4-switzerland-
stateless/2022/03/eadac73f-gp_energy_revolution_it_v1_lowres.pdf. Occorre tenere conto sia di una maggiore produzione fotovoltaica sia di un incremento dei consumi elettrici.
Scenario «Ipotesi estreme nel transito di energia elettrica»: nella variante 1 il transito è a zero, nella variante 2 il transito aumenta fortemente (ad es. raddoppio: l’Italia esporta dalla Germania molta energia elettrica in estate e ne importa parecchia in inverno). Lo studio «Analisi della collaborazione tra Svizzera e UE in materia di energia elettrica» (Frontier Economics, settembre 2021) ha già delineato simili scenari. La variante 3 ipotizza elevati transiti lungo l’asse nord-sudovest.
Scenario «Consumatori modulabili»: in questo scenario si ipotizza che il consumo dei carichi modulabili possa essere impiegato nel 2040 al servizio della rete.
Unione democratica di centro
13/35 BFE-D-DD883401/175