Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/17: Revisione parziale della legge sui trapianti · 23 pagine
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caso di sospetto traffico di organi, USB chiede la possibilità di notificarlo a un servizio centrale preposto. KiPaDoS e USZ auspicano l’introduzione standard di un consenso delle coppie nelle donazioni da vivente, affinché i loro dati possano essere scambiati con altri centri di trapianto con lo scopo di impedire il turismo dei trapianti in Svizzera. CBCES e ASI reputano che una delle sfide per impedire il traffico di organi sia costituita soprattutto dalla collaborazione con l’estero. CBCES chiede che le donazioni da vivente con la partecipazione di membri della famiglia all’estero avvengano il più possibile in Svizzera. STS vorrebbe che nel rapporto esplicativo sia specificato che una donazione non deve provocare costi per il donatore o la sua famiglia e che i costi per la donazione e il trapianto sono rimborsati all’ospedale.
Art. 7a
KiPaDoS e USZ desiderano che siano precisate le regole per la fabbricazione di infusioni e medicamenti a partire da tessuti e cellule.
Art. 14
Dieci partecipanti alla consultazione (H+, KiPaDoS, santésuisse, ASSM, SG, SNO, SOLV-LN, SVK, USZ, VD) apprezzano che nei trapianti incrociati tra vivi sia l’assicuratore del ricevente che costituisce una coppia incompatibile con il donatore a farsi carico delle spese. santésuisse e SVK fanno notare che in questo modo può essere garantito l’anonimato tra donatore e ricevente e che per l’assicurazione è indifferente per quale donatore debba assumersi le spese.
VD è favorevole a un chiarimento dell’assunzione delle spese per le persone senza assicurazione in Svizzera.
SNO chiede una precisazione dell’espressione «altre spese», per chiarire che anche i trattamenti successivi devono essere pagati. Inoltre, SNO sottolinea che nella pratica insorgono difficoltà nell’assunzione dei costi dei trattamenti successivi quando il ricevente muore e l’assicuratore in seguito non ha più accesso ai dati, e pertanto chiede un disciplinamento migliore nella legge. ASSM e SOLV-LN per contro sostengono che dopo la morte del ricevente le spese per i trattamenti successivi debbano essere a carico dell’assicurazione del donatore. Inoltre propongono di aggiungere un rimando al capoverso 2bis nel capoverso 3. STS auspica che la legge specifichi che l’assicurazione del ricevente deve pagare le spese della donazione anche se il trapianto non può essere effettuato («ricevente orfano»). Al contrario, SVK chiede che sia la Confederazione ad assumersi le spese se il prelievo o il trapianto non può essere effettuato.
Per USB, l’obbligo di garanzia ai sensi del capoverso 2 non dovrebbe più essere adempiuto necessariamente con un’assicurazione secondo la legge sul contratto di assicurazione12 (LCA), come è attualmente previsto dall’ordinanza sui trapianti. Rischi calcolabili con una frequenza di danni così bassa possono essere coperti anche con accantonamenti del centro di trapianto.
Undici partecipanti alla consultazione (B-CH, H+, HirsZH, HUG, KSSG, santésuisse, SBST, SVK, swisstransplant, USB, USZ) chiedono che per il risarcimento delle spese e della perdita di guadagno si faccia riferimento al «Regolamento concernente il rimborso delle spese e l’indennità per perdita di guadagno in caso di donazione di organi da vivente». MFÄF chiede che questo regolamento sia approvato dal Consiglio federale. SVK chiede che il Consiglio federale limiti a un determinato importo l’indennità per perdita di guadagno da versare, ad esempio al salario massimo LAINF vigente al momento del prelievo.
ASSM, SNO e SOLV-LN ritengono opportuna l’introduzione di una nuova disposizione che imponga che i donatori d’organo viventi non possano essere svantaggiati al momento di stipulare un’assicurazione ’ad esempio complementare, sulla vita o di indennità giornaliera in caso di malattia. Secondo loro, i donatori d’organo viventi sarebbero più sani della media della popolazione, anche dopo la donazione di un organo. santésuisse e SVK chiedono un chiarimento in merito alle prestazioni per i superstiti in caso di morte del donatore e un disciplinamento nell’ordinanza secondo cui l’’assicurazione malattie non assume tali prestazioni. ASI domanda chi dovrebbe pagare l’importo forfettario per i controlli postdonazione in caso di decesso del ricevente.