Rapporto esplicativo

Consultazione 2021/44: Introduzione di un freno alla regolamentazione (modifica dell’art. 159 cpv. 3 della Costituzione federale e modifica della legge sul Parlamento) · 18 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 5Fedlex · Rapporto esplicativo

Avamprogetto e rapporto esplicativo sull’introduzione di un freno alla regolamentazione

1 Situazione iniziale

1.1 Necessità di agire e obiettivi

Problematica e necessità di agire

Una regolamentazione efficiente e misurata è importante per l’attrattiva e le condizioni quadro della piazza economica svizzera. Le normative che implicano nuovi obblighi di agire (p. es. fornire informazioni o investire), di tollerare o di omettere (p. es. divieti) possono tradursi in costi per le imprese. Questi cosiddetti costi normativi fanno aumentare i costi di produzione e privano le aziende di risorse che potrebbero utilizzare in altro modo. Un carico normativo elevato può pregiudicare la competitività della Svizzera e la crescita della produttività a lungo termine.

Oggi la Svizzera dispone di poche cifre attendibili sulla portata reale dell’onere normativo che pesa sulle imprese. Il Monitoraggio della burocrazia della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) fornisce indicazioni e delinea tendenze sulla percezione del carico amministrativo da parte delle aziende. L’ultimo sondaggio condotto nel 2018 ha evidenziato un aumento delle imprese che percepiscono un incremento del carico amministrativo rispetto a quattro anni prima; il 67,5 per cento di loro lo ha addirittura giudicato (piuttosto) elevato1. Nel 2013 il Consiglio federale aveva già commissionato una valutazione globale dei costi generati dalla regolamentazione2. All’epoca quelli diretti a carico delle aziende erano stati stimati a circa 10 miliardi di franchi all’anno. Nel quadro dell’analisi erano tuttavia stati considerati soltanto dodici ambiti e non erano stati quantificati i costi normativi indiretti3. Si può quindi supporre che i costi effettivi cui le imprese devono far fronte siano molto più alti.

L’interpretazione in chiave economica di queste cifre richiede tuttavia prudenza, visto che i costi normativi non tengono conto dell’utilità delle regolamentazioni. Per una valutazione attendibile dell’efficienza economica non si può tuttavia prescindere dal confronto tra costi e utilità. Ogni normativa statale persegue degli obiettivi, spesso sanciti dalla Costituzione e definiti a livello di legge, e mira quindi a produrre benefici che possono anche essere misurabili. Le regolamentazioni devono rispondere al pubblico interesse (cfr. art. 5 cpv. 2 Cost.): devono per esempio tutelare la salute, proteggere i consumatori o correggere disfunzioni del mercato (p. es. in caso di monopoli naturali). Una normativa è efficiente in prospettiva economica quando presenta un rapporto costi/utilità ottimale. Per fornire al Consiglio federale e al Parlamento basi decisionali attendibili e ponderate, i costi normativi a carico delle imprese vanno quindi presentati nella prospettiva più ampia delle ripercussioni economiche generali.

È inoltre importante determinare se il percorso di genesi delle regolamentazioni presenta carenze sistemiche che potrebbero portare a disposizioni inefficaci e a un aumento del carico normativo per le imprese. Nella procedura legislativa è fondamentale che le unità amministrative responsabili esaminino in modo approfondito i costi e l’utilità nell’ambito di un’analisi d’impatto della regolamentazione (AIR)4 e che li presentino con oggettività al Consiglio federale e al Parlamento per fornire loro basi decisionali attendibili e fondate sui fatti.

Quando un intervento normativo non tiene conto in misura sufficiente dei costi a carico delle aziende, vi è un rischio di fallimento della regolamentazione5. È il caso per esempio quando, per evitare dispendi di tempo e risorse o per non compromettere la riuscita di un progetto, si espongono i costi normativi in misura insufficiente o non si considerano eventuali alternative meno onerose. Dal punto di vista istituzionale va inoltre ricordato che la Svizzera, diversamente da molti altri Stati dell’OCSE6, non dispone di un servizio indipendente incaricato di esaminare le analisi d’impatto della regolamentazione effettuate dalle unità amministrative responsabili in caso di nuovi progetti normativi.

Contesto

Il 6 dicembre 2019, in adempimento delle mozioni 15.3400 Vogler e 15.3445 Gruppo liberale radicale, il Consiglio federale ha adottato nuove direttive per l’analisi d’impatto della regolamentazione applicabili ai progetti legislativi della Confederazione (direttive AIR)7. Così facendo ha chiaramente espresso la volontà di creare più trasparenza sugli effetti di nuovi progetti legislativi. Precedentemente, con decisione del 19 dicembre 2018, aveva invece rinunciato all’istituzione di un servizio di controllo AIR chiesta dalle due mozioni8. Il 9 dicembre 2020 queste ultime sono state stralciate dal ruolo dal Parlamento.

In seguito alla decisione del Consiglio federale, il Parlamento ha ribadito in diversi interventi la chiara necessità di agire e manifestato la volontà di adottare misure supplementari per arginare in modo più efficace gli oneri normativi per le aziende. In tal senso il 14 febbraio 2019 è stato dato seguito all’iniziativa parlamentare 19.402 CET-S «Analisi

1 Cfr. LINK (2019): Monitoraggio della burocrazia 2018.

2 Consiglio federale (2013): Rapporto sui costi della regolamentazione.

3 Rientrano in questa categoria i mancati utili derivanti per lo più da obblighi di tollerare o astenersi. Per maggiori informazioni si rimanda al commento all’articolo 77a capoverso 3 LParl (cfr. n. 4.2).

4 L’analisi d’impatto della regolamentazione (AIR) è uno strumento che permette di esaminare e illustrare le ripercussioni economiche dei progetti legislativi della Confederazione («Handbuch Regulierungsfolgenabschätzung» / «Manuel Analyse d’impact de la réglementation», 2013).

5 Cfr. Ecoplan (2021): «Auswirkungen des Unternehmensentlastungsgesetzes und der Regulierungsbremse, RFA», aprile 2021, disponibile solo in tedesco all’indirizzo www.seco.admin.ch > Wirtschaftslage & Wirtschaftspolitik > Wirtschaftspolitik > Regulierung > Projekte zur Regulierungspolitik.

6 Cfr. OECD (2018), «OECD Regulatory Policy Outlook 2018» / «Perspectives de l’OCDE sur la politique de la réglementation».

7 FF 2019 7111

8 Cfr. comunicato stampa del Consiglio federale del 19 dicembre 2018 (https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicatistampa.msg-id-73492.html).