Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/10: Modifica dell’ordinanza concernente la locazione e l’affitto di locali d’abitazione o commerciali (OLAL) · 22 pagine
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a subaffittarlo a canoni significativamente più elevanti. Analogamente, la Camera Ticinese dell’Economia Fondiaria (CATEF) osserva che i conduttori preferiscono restare in abitazioni troppo grandi per continuare a beneficiare di pigioni molto vantaggiose.
Per alcune organizzazioni, il modello di pigione dell’UFAB non rispecchia la realtà ed è difficilmente applicabile nella prassi (CAFP, FRI, SVIT Schweiz). SVIT Schweiz approfondisce spiegando che i proprietari con una quota di capitale proprio superiore a quella prevista dal modello attuale incorrerebbero in un rischio d’inflazione crescente in proporzione a tale quota. Al contrario, i proprietari con una quota di capitale di terzi superiore a quella prevista dal modello risulterebbero avvantaggiati, in quanto tendenzialmente beneficerebbero di tassi d’inflazione più elevati, il che non è auspicabile neanche dal punto di vista della stabilità del mercato finanziario.
Alcune organizzazioni ritengono inoltre problematico che la misura tradisca l’intenzione originaria del legislatore, il quale aveva recepito nel diritto in materia di locazione vigente l’ormai abrogato decreto federale del 30 giugno 1972 concernente provvedimenti contro gli abusi in materia di locazione (DAL), che sanciva una percentuale di compensazione del rincaro del 40 per cento (CATEF, CGI, HEV Schweiz, SVBK). La CATEF ricorda a tal proposito che, in una sua vecchia decisione, il Tribunale federale aveva espressamente respinto la riduzione della percentuale dal 40 al 28 per cento (TF 4C.270/1993 del 25 gennaio 1994).
Alle obiezioni viste sopra se ne affiancano altre isolate, secondo cui la revisione della percentuale sarebbe insufficiente o trascurabile (ASI, RPSL), l’aumento dei costi abitativi non potrebbe essere contrastato a lungo termine (LOGEMENT SUISSE), una compensazione del rincaro del 40 per cento sarebbe una pratica consolidata (AIS) e, infine, verrebbe ostacolata la necessaria crescita patrimoniale delle organizzazioni istituzionali (CAFP).
5.3.6 Organizzazioni e persone non interpellate ufficialmente
Sulla seconda misura (riduzione della compensazione del rincaro) le organizzazioni e le persone non interpellate ufficialmente hanno espresso le seguenti opinioni:
• una è convinta (studenti uni ZH);
• una è abbastanza convinta (GastroSuisse);
• nove non sono convinte (AMAS, ASA, ASIP, COPTIS, CP, HEV ZH, Immofonds Asset Management AG, SSIC, UBS Fund Management [Switzerland] AG).
Le organizzazioni e le persone non interpellate ufficialmente non indicano alcun beneficio specifico della seconda misura ma esprimono invece varie perplessità, sottolineando ad esempio che una compensazione del rincaro del 40 per cento si è dimostrata valida nella prassi (ASA, UBS Fund Management [Switzerland] AG). Riguardo alle organizzazioni istituzionali, si sostiene che il tasso odierno sia inadeguato considerata la quota di capitale proprio investita generalmente più elevata e che la misura indebolisca la tutela patrimoniale degli investitori (AMAS, ASA, ASIP, COPTIS, Immofonds Asset Management AG). Il CP e la Società Svizzera degli Impresari-Costruttori (SSIC) ritengono inoltre che la misura favorisca gli affitti a lungo termine (a prezzi inferiori a quelli di mercato). C’è chi solleva il problema dei freni agli investimenti e alla locazione (ASA, ASIP, CP, studenti uni ZH, UBS Fund Management [Switzerland] AG). Per HEV ZH la misura non tiene conto della disparità tra il criterio assoluto del rendimento eccessivo e il criterio relativo della compensazione del rincaro e contraddice la volontà del legislatore, che nel 1990 aveva recepito nel diritto vigente la quota del 40 per cento sancita dalle normative precedenti. Infine, gli studenti dell’Università di Zurigo richiamano l’attenzione sullo sgravio di lieve entità per i conduttori. Dal canto suo, GastroSuisse osserva che anche per i contratti di locazione indicizzati sarebbe opportuno ridurre all’80 per cento il trasferimento del rincaro, alla luce del fatto che le pigioni e le spese accessorie sono già incluse nel paniere dell’indice nazionale dei prezzi al consumo con un peso del 20 per cento circa.