Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/10: Modifica dell’ordinanza concernente la locazione e l’affitto di locali d’abitazione o commerciali (OLAL) · 22 pagine
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5.2 Prima misura: determinazione di rincari dei costi
5.2.1 Cantoni
Sulla prima misura (determinazione di rincari dei costi) i Cantoni hanno espresso le seguenti opinioni:
• 12 sono convinti (AG, AI, FR, GE, GL, JU, NE, SO, TI, VD, VS, ZG);
• due sono abbastanza convinti (BL, GR);
• dieci non sono convinti (AR, BS, LU, NW, OW, SZ, SG, TG, UR, ZH).
Il principale vantaggio della prima misura risiede, secondo i Cantoni, nel recepimento della giurisprudenza vigente (BL, GE, GL, GR, OW, TI, VD, VS). Diversi Cantoni sottolineano inoltre che essa contribuisce alla certezza del diritto o all’armonizzazione della sua applicazione (BL, LU, VD, VS). In merito a quest’ultimo punto, il Cantone di Basilea Campagna fa notare che attualmente nei vari Cantoni coesistono almeno sei diverse pratiche e che talvolta si riscontrano differenze persino all’interno di uno stesso Cantone. Oltre che nel recepimento della giurisprudenza, un altro beneficio della misura consiste nel consolidamento del principio dei costi effettivi. Singoli Cantoni constatano come la pratica attuale delle autorità di conciliazione non ammetta importi forfettari (FR, GL, TI). Il Cantone di Basilea Campagna aggiunge che tali forfait non sono previsti né da leggi né da ordinanze e sono problematici dal punto di vista dell’obbligo di documentazione e trasparenza a carico del locatore. Secondo il Cantone di Argovia è lecito e ragionevole pretendere che i locatori dimostrino gli effettivi aumenti dei costi. Per il Cantone di Zurigo tale misura impedisce che le pigioni subiscano un incremento non giustificato dal reale andamento dei costi. Infine, diversi Cantoni sono convinti che la misura riuscirà realmente a contenere le pigioni (BL, VS).
I maggiori dubbi dei Cantoni rispetto alla prima misura riguardano l’aumento degli oneri amministrativi per i locatori, le autorità di conciliazione e i tribunali, come pure la complicazione della prassi di documentazione dei costi e delle procedure (AR, BL, GE, GR, LU, NW, SG, ZH). A tal proposito, il Cantone di Basilea Città spiega che l’uso di importi forfettari facilita l’accettazione delle soluzioni proposte nelle procedure di conciliazione e che la loro eliminazione renderebbe più difficile il raggiungimento di un accordo. In alternativa alla misura proposta, alcuni Cantoni preferirebbero introdurre un forfait più contenuto, ma qualcuno specifica di esservi propenso solo a patto che anche gli inquilini siano d’accordo (AR, LU, NW, OW, TG, UR, ZH). In alcuni Cantoni i forfait sono ammessi solo se non vengono contestati (BL, GL). Da parte sua, il Cantone di Lucerna mette in luce la propria esperienza positiva con la nuova pratica forfettaria delle autorità di conciliazione, introdotta a causa dell’ingente aumento delle procedure. Tale pratica ammette i forfait solo nella misura in cui i locatori forniscono una dimostrazione credibile dell’incremento dei costi e le parti si mostrano disposte a raggiungere un compromesso.
Un’altra critica avanzata dai Cantoni riguarda la possibilità che l’andamento reale dei costi superi i forfait attualmente previsti, producendo un effetto contrario, cioè negativo, a quello auspicato (BL, ZH), o il rischio di scavalcare l’attuale e articolata giurisprudenza (TG).
5.2.2 Partiti politici rappresentati nell’Assemblea federale
Sulla prima misura (determinazione di rincari dei costi) i partiti hanno espresso le seguenti opinioni:
• due sono convinti (I Verdi Svizzeri, PEV);
• uno è abbastanza convinto (PS);
• uno non è convinto (PLR).
Diversi partiti ritengono che la misura contribuisca all’attuazione della giurisprudenza e del principio di pigione commisurata ai costi (I Verdi Svizzeri, PEV, PS). Il Partito evangelico svizzero aggiunge che la misura in esame è l’unica tra quelle proposte a esercitare un certo effetto mitigatore sulle pigioni, mentre il Partito socialista svizzero vorrebbe assicurarsi che i costi imputabili restino proporzionati e che, in alcuni casi, non si verifichi un peggioramento della situazione degli inquilini. Tuttavia, i partiti non avanzano obiezioni concrete contro la prima misura.