Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/2: Attuazione della legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili a livello di ordinanza e ulteriori modifiche delle ordinanze interessate · 29 pagine
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Riferimento: BFE-011.0-14/6/6
AES, Swisspower, Regiogrid e singole aziende di approvvigionamento energetico chiedono diversi adeguamenti nel calcolo dei costi scoperti dei grandi impianti fotovoltaici di cui all’articolo 71a, come ad esempio maggiori accantonamenti computabili per lo smantellamento, maggiori costi d’esercizio computabili, un adeguamento dell’ordine di presa in considerazione del consumo proprio e un ammortamento fino a 30 anni per tutte le parti dell’impianto.
4.4. Modifica dell’ordinanza sull’approvvigionamento elettrico (OAEl)
4.4.1 Servizio universale
In generale
Diversi pareri criticano in generale la densità regolatoria e la complessità delle prescrizioni nel quadro del servizio universale. Nel contempo, alcuni attori esigono normative più specifiche e di più ampia portata in relazione alla determinazione dei costi energetici computabili nel servizio universale. Il settore elettrico, in particolare, critica il fatto che la formulazione proposta cambi inutilmente l’attuale prassi che consente un adeguato margine di profitto sui costi amministrativi e di distribuzione.
Diversi pareri sottolineano la necessità di chiarire le rimunerazioni negoziate e computabili nel servizio universale nel quadro dell’obbligo di ritiro e di rimunerazione (art. 15 LEne). Mentre PVL CH e, in particolare, i partecipanti del settore delle energie rinnovabili chiedono che le rimunerazioni negoziate fino a 15 ct./kWh siano computate nel servizio universale, ElCom e SKS esigono un limite massimo per i costi di produzione di un impianto di riferimento. AES e diverse altre imprese di trasporto ferroviario auspicano inoltre chiarimenti sulla modalità di presentazione della garanzia di origine nell’ambito della rimunerazione per la ripresa di energia elettrica o dei costi computabili del servizio universale. Inoltre, sottolineano la necessità di un termine transitorio (in relazione alle rimunerazioni attualmente concordate).
Quote minime
Su larga scala viene chiesto di specificare che le prescrizioni in materia di quote siano riferite all’anno civile (e non ai trimestri o ai mesi). Un fornitore (EWA) sottolinea che non è sempre possibile rispettare le vendite «fisiche» a causa della particolare struttura produttiva durante l’anno e del profilo di consumo specifico nella prospettiva annuale.
Quota minima 1 (secondo il progetto posto in consultazione 50 %): La quota minima di produzione propria ampliata che deve essere venduta nel servizio universale è stata poco contestata. Due imprese di trasporto ferroviario hanno chiesto una riduzione al 40 per cento. Molti partecipanti (città di Zurigo, swisspower, AES, Repower e ewz) chiedono che i fornitori del servizio universale con un’elevata produzione propria, in proporzione alla propria vendita in regime di servizio universale, possano rimanere al di sotto della quota minima 1, se già coprono il 70 per cento o addirittura solo il 60 per cento delle loro vendite in regime di servizio universale (nel progetto posto in consultazione la soglia era dell’80 %).
Quota minima 2 (secondo il progetto posto in consultazione 20 %): Molteplici pareri si esprimono sulla quota di energia elettrica venduta in regime di servizio universale che deve derivare dalla produzione nazionale di energia rinnovabile. WEKO, AES e alcune piccole aziende di approvvigionamento energetico locale sottolineano quanto sia ambiziosa la proposta di una quota del 20 per cento e alcuni partecipanti ne chiedono la riduzione. Molti pareri sono favorevoli alla percentuale proposta, ma contemporaneamente esigono la definizione di un percorso di aumento graduale della quota minima fino al 2035 e al 2050 (soprattutto Cantone GE, PLR, PSS, SKS, Swiss Cleantech, InfraWatt, Energie 360° e diverse associazioni per la protezione degli uccelli, organizzazioni ambientaliste e imprese di trasporto ferroviario). Alpiq, Axpo, CKW e FMV chiedono l’aumento della quota minima al 25 per cento e al 50 per cento, senza tuttavia definire un percorso di aumento. Altri partecipanti alla consultazione (ad es. aeesuisse, FSE, Swissolar, Swiss Small Hydro, ADEV, Helion Energy, Solarspar WWF, ecc.) esigono una maggiore
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