Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/2: Attuazione della legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili a livello di ordinanza e ulteriori modifiche delle ordinanze interessate · 29 pagine
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Riferimento: BFE-011.0-14/6/6
unico parere sarebbe opportuno abrogare l’articolo, in quanto la questione è già sufficientemente o diversamente regolata nella legge. Inoltre si sostiene che sia possibile procedere a un confronto sensato solo per i clienti finali fino a 50 MWh e che questo dovrebbe riguardare il prelievo di energia elettrica (non è possibile rilevare il consumo dei prosumer). I consumatori finali con un consumo annuo superiore a 50 MWh sono perlopiù clienti commerciali e PMI, che a seconda dell’applicazione vantano profili di consumo diversi. In alcuni casi si ipotizza che i gestori di rete non siano in grado di rilevare gli effettivi potenziali di risparmio dei consumatori finali. Le associazioni ambientaliste osservano che la fattura dovrebbe indicare il consumo degli ultimi tre anni, visto che i dati di un solo anno sono poco rappresentativi. Nel quadro della fatturazione, i gestori di rete dovrebbero inoltre illustrare le possibilità per sfruttare effettivamente il potenziale di efficienza energetica.
4.4.4 Regolazione della flessibilità
A più riprese viene sottolineato il ruolo della flessibilità per i futuri investimenti nelle reti (in particolare dagli attori del settore elettrico e dai gestori delle reti di distribuzione [GRD]). Per questi ultimi l’obiettivo è di ricorrere all’utilizzo della flessibilità ogniqualvolta permette di ottimizzare, limitare o ridurre i costi imputabili alla rete.
I GRD e la ElCom hanno inoltre sollevato delle domande sulla correlazione tra l’utilizzo della flessibilità e i sistemi di controllo e regolazione intelligenti, sulla funzionalità di tali sistemi per quanto riguarda la loro capacità di contribuire alla flessibilità nonché sui costi, sulle responsabilità e sulle possibilità di controllo.
Il progetto di ordinanza propone di disciplinare in modo preciso il rapporto contrattuale tra il GRD, i terzi e i titolari della flessibilità. Le critiche avanzate dalla maggior parte dei GRD, in particolare da DSV, riguardano la regolazione considerata eccessiva dell’utilizzo di questa nuova flessibilità. Tali attori mettono infatti in dubbio i requisiti contrattuali minimi, le modalità di utilizzo della flessibilità e i dettagli relativi alla fatturazione e agli obblighi di informazione tra i vari attori. Per quanto riguarda i partecipanti del settore elettrico, BKW ha ad esempio proposto di istituire dei portali clienti per risolvere in modo efficace il problema dell’obbligo di informazione. Inoltre, visto che la nuova flessibilità interessa sia i GRD che i terzi, gli attori del settore elettrico non comprendono i motivi alla base dell’eccessiva regolamentazione che è stata loro imposta.
In merito all’implementazione dell’utilizzo della flessibilità esistente, quasi tutti i GRD insistono sulla necessità di stipulare contratti a lungo termine con i titolari della flessibilità. La maggioranza degli attori del settore elettrico (in particolare AES), DSV nonché i rappresentanti delle città propongono di prolungare i termini per la risoluzione dei contratti con i titolari della flessibilità, poiché li considerano troppo brevi. In linea di massima non vi sono opposizioni alla modifica dei contratti per integrare nuove informazioni minime nei contratti e, in particolare, ai criteri relativi alla rimunerazione. Le critiche interessano soprattutto la forma e la frequenza delle comunicazioni.
In generale, viene messo in discussione il rapporto con i terzi. I GRD contestano la complessità dello scambio di informazioni e propongono una semplificazione del processo o addirittura la soppressione di quest’ultimo. Le organizzazioni negli ambiti cleantech e Swissgrid, invece, sottolineano ad esempio la rilevanza di tale regolamentazione e le nuove potenziali sinergie.
La maggior parte dei pareri presentati verte sul ricorso agli utilizzi garantiti della flessibilità. La maggioranza del settore elettrico e delle organizzazioni negli ambiti cleantech approva il principio di non rimunerazione per gli utilizzi garantiti. Una minoranza di attori (in particolare Migros SA, Swissmem o GGS) propone invece una rimunerazione integrale di questi utilizzi. Altri partecipanti fanno presente che l’utilizzo della flessibilità è importante in caso di imminente minaccia per l’esercizio sicuro della rete di trasporto e che perciò dovrebbe essere almeno rimunerato. In tal senso, i GRD dovrebbero ricorrere all’utilizzo della flessibilità solo quando la rete sta raggiungendo il suo limite.
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