Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/2: Attuazione della legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili a livello di ordinanza e ulteriori modifiche delle ordinanze interessate · 29 pagine

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Riferimento: BFE-011.0-14/6/6

percentuale iniziale del 30 per cento o 40 per cento e, in seguito, un percorso di aumento fino al 70 per cento entro il 2050.

Per quanto riguarda la durata minima dei contratti di acquisto (proposta del Consiglio federale: 3 anni) per raggiungere la quota minima 2, DSV chiede di rinunciare del tutto a una prescrizione, ElCom, WEKO e AES, invece, propongono di ridurre a 2 anni la durata minima, poiché temono un rincaro del servizio universale. Diverse associazioni ambientaliste e per la protezione degli uccelli, il settore delle energie rinnovabili, il Cantone GE e il PSS esigono l’estensione della durata minima a 5 o 10 anni per creare un canale di vendita preferenziale a lungo termine per le energie rinnovabili in regime di servizio universale.

ElCom, SKS, Swiss Cleantech, Swisspower, AES, Alpiq, BKW e Repower propongono di chiarire il ruolo delle garanzie di origine per la prova del raggiungimento della quota minima 2. Diversi partecipanti chiedono una copertura solo attraverso garanzie di origine e di specificare espressamente l’ammissione di cosiddette soluzioni di pool.

Prodotto elettrico standard

Secondo l’articolo 6 capoverso 2bis LAEl, nel servizio universale i gestori delle reti di distribuzione offrono un prodotto elettrico standard basato «in particolare» sull’utilizzo di energia rinnovabile di origine nazionale. Secondo il progetto posto in consultazione, tale prescrizione è attuata in modo tale che nell’etichettatura dell’elettricità per i consumatori finali riforniti con il prodotto elettrico standard, i gestori delle reti di distribuzione presentano, nella misura del 75 per cento dell’energia elettrica fornita, garanzie di origine attestanti l’origine nazionale e rinnovabile dell’energia elettrica.

La maggior parte dei pareri chiede di specificare se la prescrizione deve essere soddisfatta per anno civile o per trimestre. Per quanto riguarda concretamente la quota minima, diversi partecipanti sono favorevoli alla proposta del Consiglio federale del 75 per cento, ma a condizione che il valore si riferisca a un anno civile (Enalpin, Romande Énergie, Società Electrica Sopracenerina, Swisspower, città di Lausanne, VUE, Yverdon-les-Bains Énergies). Alpiq e FMV esigono il 75 per cento su base trimestrale. PVL, GGS, IGEB e altri attori e associazioni del settore delle energie rinnovabili auspicano un netto aumento (di solito in relazione all’anno civile). D’altro canto, la città di Zurigo, DSV, AES, Eniwa, ESA, ewz, Groupe E, Regiogrid, Repower, VAS e altre imprese di trasporto ferroviario chiedono una riduzione al 70 per cento o addirittura al 60 per cento (in alcuni casi è specificato il riferimento all’anno civile).

Copertura in caso di oscillazioni dei prezzi di mercato

Diversi partecipanti alla consultazione (DSV, BEV, IG Energiegase, VAS e varie piccole imprese di trasporto ferroviario) suggeriscono di rinunciare a fissare requisiti minimi per l’acquisto di energia elettrica da garantire, visto che limitano eccessivamente le strategie di acquisto delle AAE. ElCom, SKS e piccole imprese di trasporto ferroviario preferirebbero invece un migliore disciplinamento dei principi a livello di ordinanza. Solo la CdEN sostiene lo scaglionamento proposto nel quadro della consultazione.

4.4.2 Sviluppo delle reti / infrastruttura di rete

AES, EKZ e Repower esigono dalla Confederazione che aggiorni la base di dati per lo sviluppo delle reti (ad es. prospettive energetiche) con la stessa periodicità indicata nello scenario di riferimento, che coordini gli indicatori nazionali con i Cantoni e li pubblichi a livello cantonale. Inoltre, chiedono l’integrazione nell’ordinanza del documento settoriale dell’AES «Mehrjahrespläne für Netze NE2 und NE3». Swissgrid esige inoltre che l’articolo 6a capoverso 2 si riferisca solo alle reti di distribuzione.

4.4.3 Obblighi di informazione

Secondo la maggioranza dei pareri presentati dal settore elettrico, la fattura non è il mezzo ideale per informare la clientela sui dati comparativi relativi al consumo e sulle possibilità di risparmio. In molti casi si fa riferimento a un portale web per clienti quale strumento adeguato per diramare le relative informazioni. Alcuni partecipanti propongono di pubblicare le informazioni solo una volta all’anno. Secondo un

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