Rapporto sui risultati
Consultazione 2004/100: Progetto di legislazione sul traffico merci · 15 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 11Fedlex · Rapporto sui risultati
PS, Verdi e PEV caldeggiano l’introduzione di una borsa dei transiti alpini. Ritenendo la forma
potestativa troppo debole, il PS propone di adottare una formulazione vincolante e suggerisce di investire la totalità dei proventi nell'attuazione dell'obiettivo di trasferimento.
Il PLR reputa le proposte troppo poco concrete per consegnare al Consiglio federale un assegno in bianco.
Il PPD ricorda la necessità di intavolare nuovi negoziati con l'UE e chiede di separare questa tematica dal pacchetto di legislazione sul traffico merci.
La Lega dei Ticinesi è favorevole all’introduzione di una borsa dei transiti alpini, ma soltanto per il traffico di transito, ritenendo che in nessun caso il traffico interno vada gravato da tasse
supplementari.
Organizzazioni
L’Iniziativa delle Alpi e altri partecipanti alla consultazione, come ATA, Greenpeace, Medici per l’ambiente, WWF, pro natura e umverkehR considerano la borsa dei transiti alpini l’unico strumento che nelle contingenze attuali consenta non solo di raggiungere l’obiettivo ma anche di garantirne un consolidamento sostenibile. Sono inoltre convinti che la borsa possa essere strutturata in modo compatibile con l'accordo sui trasporti terrestri. Essi non intravedono nel prezzo per l’acquisto di un diritto di transito alpino una misura fiscale, in quanto lo Stato può p. es. emettere gratuitamente i diritti di transito sottoforma di bonus per l'utilizzazione della ferrovia. In tal caso le contrattazioni
interverrebbero solo in un secondo tempo. Adottando un disciplinamento speciale, analogamente a quanto avviene già oggi con il traffico S nell’attuale sistema di dosaggio, questa misura potrebbe essere impostata in modo accettabile anche per il traffico merci regionale.
Anche altre organizzazioni come le ferrovie, UTP, Litra, SEV, CITraP e Pro Bahn auspicano
l'introduzione della borsa dei transiti alpini.
Vi si oppongono invece ASTAG, ACS, strasseschweiz, UPSA, auto-svizzera, RoutiersSuisse,
VESTRA, SSIC, InfrastrukturStrasse e TCS secondo i quali la borsa dei transiti discrimina di fatto il traffico interno e la messa all'asta dei diritti di transito non consente alle imprese di trasporto di reagire rapidamente alle esigenze dell'economia. A loro avviso non sarebbe una soluzione praticabile
specialmente su brevi tratte nonché nei settori dell’approvvigionamento e dello smaltimento.
Hupac e RAlpin respingono la proposta di disciplinamento legale ritenendo necessario intavolare nuove trattative con l'UE. Hupac sottolinea inoltre che la borsa dei transiti alpini implica come misura d'accompagnamento il massiccio potenziamento della strada viaggiante.
Trasportatori
Tra i trasportatori, Cargo Forum si dice favorevole alla borsa dei transiti alpini purché il traffico
d'importazione, quello di esportazione e il traffico interno dispongano di un contingente separato. Il VAP approva l’introduzione di questo strumento che considera un mezzo di pressione sull’UE affinché adotti le misure necessarie per il traffico merci ferroviario a livello internazionale.
Coop, Migros e UP si oppongono invece alla borsa dei transiti che a loro avviso discriminerebbe i trasporti interni.
Associazioni economiche
In seno a economiesuisse le reazioni riguardo all’introduzione della borsa dei transiti alpini sono contrastanti: parte dei suoi membri l’approva, altri vi si oppongono. Sono favorevoli USS, transfair e Travail.Suisse. Scettica l’Unione dei contadini, che teme un aumento dei costi che ricadrebbero sulla popolazione e ritiene inoltre problematico il trasporto della merce deperibile. È contrario il CP.
Secondo la Comco, la limitazione dei diritti di transito non è uno strumento di economia di mercato ma semplicemente una restrizione quantitativa imposta dallo Stato. Costituisce invece di principio uno strumento di economia di mercato la messa all’asta dei diritti di transito. Sempre per la Commissione della concorrenza, poiché il numero di viaggi consentiti sarà ripartito su diversi valichi alpini e periodi di tempo, non sarà il mercato a stabilire i contingenti bensì un'istituzione statale, di cui sarà necessario garantire l'indipendenza giuridica. La Comco ritiene possibile evitare gli abusi per il dominio del mercato al momento della prima attribuzione dei diritti di transito, ma teme che i problemi in tal senso subentrino nel mercato secondario.