Rapporto sui risultati
Consultazione 2004/100: Progetto di legislazione sul traffico merci · 15 pagine
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• Il Cantone Ticino non può tollerare di essere penalizzato rispetto ad altre regioni del Paese e ritiene che la TTA discrimini le zone periferiche a sud delle Alpi. Fa notare infatti che il traffico interno su brevi o medie distanze si svolge in gran parte su strada, spesso per mancanza di alternative ferroviarie adatte.
• Il Cantone dei Grigioni chiede l'applicazione di deroghe, analogamente a quanto avviene oggi con il traffico S. Tali deroghe consentirebbero di attenuare gli svantaggi per il traffico interno in particolare su brevi tratti dell’arco alpino e nelle tratte senza alternative ferroviarie (p. es. dal nord al sud dei Grigioni). Aggiunge inoltre che, in caso d’introduzione di una TTA, la
Confederazione dovrebbe adottare speciali misure per evitare il traffico di aggiramento (p. es. Passi del Lucomagno, del Maloja o del Bernina).
• La Migros esige che le imprese con mandato nazionale di approvvigionamento siano
esonerate dal pagamento della tassa o dalla partecipazione alla borsa dei transiti o che beneficino perlomeno di un trattamento di favore per il trasporto nazionale transalpino di merci che non possono essere trasferite su rotaia.
3.4.2 Coinvolgimento della navigazione sul Reno
Alcuni partecipanti alla consultazione come i Cantoni BS, BL, SO, l’Associazione svizzera di
navigazione e di economia portuale ASN e CargoForum deplorano che le discussioni di politica dei trasporti siano circoscritte alla ferrovia e alla strada. Secondo loro, oltre a contraddire la moderna concezione della collaborazione, questo atteggiamento non corrisponde alla situazione in materia di competitività dei diversi vettori di trasporto. Il traffico merci è infatti un sistema a tutti gli effetti,
caratterizzato da forti interdipendenze tra i diversi mezzi e le diverse forme di trasporto. A loro avviso il progetto di legislazione sul traffico merci non tiene conto della navigazione, che riveste una notevole importanza per l'economia di mercato e la politica del trasferimento del traffico e dispone inoltre di un grosso potenziale tuttora inutilizzato. Essi rammentano che già oggi la navigazione sul Reno occupa un ruolo di spicco nel mercato dei trasporti. E fanno notare che, contrariamente al trasporto ferroviario dai porti di Basilea ai terminali e ai centri commerciali elvetici, il trasporto di container per idrovia non beneficia dei sussidi federali.
B Legge sul trasporto di merci
L’attenzione prestata dal progetto alla liberalizzazione del mercato del traffico merci ha raccolto ampi consensi. Gli interpellati hanno reagito positivamente al previsto snellimento dell’iperregolamentazione che caratterizza il diritto vigente nonché al parziale adeguamento delle condizioni quadro giuridiche agli sviluppi internazionali.
In questo ambito è stata espressa anche una delle principali critiche, secondo cui il progetto non terrebbe sufficientemente conto delle disposizioni vigenti in materia di trasporti internazionali, in particolare della COTIF o della CIM. Tanto le ferrovie quanto le cerchie economiche chiedono di prevedere deroghe alle convenzioni internazionali solo in casi giustificati o addirittura di dichiararle integralmente applicabili anche ai trasporti nazionali. Il progetto è inoltre stato biasimato a causa di lacune sistematiche. In particolare si domanda di definire il concetto di detentore del veicolo, in quanto oggi i carri merci privati non sono più inventariati nel registro delle ferrovie e sono quindi i detentori, anziché le ferrovie, a doversi assumere le proprie responsabilità. I partecipanti alla consultazione chiedono inoltre che accanto al contratto di trasporto di merce sia disciplinato anche il contratto di fornitura e di utilizzazione del carro. È stata infine deplorata da diversi partecipanti l’assenza, rispetto al diritto vigente, di una base legale che consenta ai poteri pubblici di ordinare prestazioni di traffico merci alle ferrovie.
C Legge sui binari di raccordo ferroviario
La revisione parziale della legge suscita reazioni contrapposte. Accanto alla sostanziale approvazione si levano anche voci discordanti. Mentre alcuni accolgono positivamente la ripartizione dei ruoli tra gestore dell’infrastruttura, raccordati e imprese ferroviarie, altri ritengono che la compatibilità di questa misura con le esigenze dell'esercizio non sia stata esaminata a sufficienza e chiedono ulteriori
disposizioni in tal senso. Anche il nuovo disciplinamento relativo all’applicabilità delle disposizioni di sicurezza suscita reazioni sia favorevoli che scettiche.