Rapporto sui risultati
Consultazione 2006/108: Modifica dell'ordinanza sulle prestazioni della Confederazione nel campo dell'esecuzione delle pene e delle misure e dell'ordinanza del DFGP sulle prestazioni della Confederazione nel campo dell'esecuzione delle pene e delle misure · 29 pagine
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f. almeno i tre quarti del personale che esplica un’attività pedagogica devono disporre di una formazione riconosciuta ai sensi dell’articolo 3; la persona responsabile della direzione dell’istituto nonché i collaboratori che seguono una formazione parallela all’impiego sono compresi in questi tre quarti. In via eccezionale e nella misura in cui almeno i due terzi del personale che esplica un’attività pedagogica dispone di una formazione riconosciuta, questa esigenza può essere provvisoriamente sospesa;
Il Canton NE, la SA-OW, l’AVOP-VD, la JHL, il BHW-BS e la FJF-VD per motivi tecnici accolgono favorevolmente l’aumento della percentuale della quota di personale che esplica un’attività pedagogica con una formazione riconosciuta. Per motivi inerenti al mercato del lavoro sostengono la possibilità di concedere delle eccezioni. Il JDK-LU chiede tuttavia che il mancato raggiungimento della percentuale non comporti conseguenze finanziarie dirette,
bensì che anche in questo caso venga concesso un termine purché l’istituto sia in grado di comprovare gli sforzi intrapresi in tale ambito. L’OJ-GE rileva inoltre che tutti gli istituti del Canton Ginevra dispongono di personale qualificato quasi nella misura del 100 per cento.
L’Integras e la zkj-ZH si dicono favorevoli all’aumento della quota, ma nel contempo sono contrari a una disposizione derogante poiché potrebbe indurre a offrire una qualità inferiore. La zkj-ZH si rammarica del peggioramento della situazione per gli istituti che dispongono di una quota ancora più elevata. Alla stessa stregua anche l’AGOER deplora che la quota venga fissata soltanto al 75%. Essa è del parere che tale quota debba ascendere al 100%. Inoltre nel fatto di concedere un’eccezione del 66% intravede il rischio di un ulteriore calo della qualità. Anche l’AGOER chiede dunque lo stralcio della disposizione derogante. In favore dello stralcio di questa regola derogatoria si esprime pure l’HG-GE.
La CDOS e il Canton BL respingono l’aumento della quota. Secondo il Canton BL non sussiste alcun motivo di carattere tecnico per escludere dal diritto ai sussidi un istituto che ha sempre adempito la quota attuale e coperto il resto con personale in possesso di una formazione secondaria superiore. Inoltre già oggi le direzioni degli istituti si lamentano che la ricerca di personale qualificato è sempre più difficoltosa. Ciò dipende dal fatto che ultimamente le formazioni a livello terziario si scostano vieppiù dalla pratica. Anche la CDOS parte dal presupposto che la quota prevista sinora permetteva di svolgere un lavoro qualitativamente di buon livello ed è del parere che non vi sia la necessità di un aumento di tale quota. Inoltre rinvia al nuovo orientamento in atto nell’ambito della formazione sociale con l’introduzione della formazione secondaria superiore. Spetta innanzitutto al mercato del lavoro manifestare certi fabbisogni e non sono certo le esigenze federali che devono incentivare determinate evoluzioni. Il Canton TG, la DSG-LU e la VSR-BE reputano l’attuazione dell’aumento della quota minima problematica per motivi inerenti al mercato del lavoro. Già attualmente il Canton TG deve poter far capo a collaboratori provenienti dalla Germania che però non sempre ottengono la dichiarazione di equipollenza da parte dell’UFFT. La DSG-LU fa notare di essere pienamente favorevole alle attuali esigenze in materia di quote, poiché un aumento coinvolgerebbe le sue direttive cantonali e la metterebbe dinnanzi al problema del loro
adeguamento. La DSG-LU osserva che con il raggiungimento della quota attuale è stato possibile accertare che gli istituti lavorano a un livello tecnico molto elevato. La VSR-BE propone in alternativa un «supplemento per le zone discoste» (ossia per le ubicazioni al di fuori delle zone urbane), che coprirebbe la lacuna tra l’attuale 66% e il nuovo 75% senza una riduzione dei sussidi.
Il Canton BE chiede un mantenimento della quota dei due terzi per quanto concerne il personale del livello terziario. Gli istituti che devono adempiere la quota dei tre quarti in ragione di un fabbisogno comprovato (ad es. maggiore inclinazione alla violenza dei collocandi), devono poter ricevere indennità suppletive da parte della Confederazione. Nel caso
dell’aumento della quota occorrerebbe anche tener conto dei diplomi nell’ambito sociale a livello di formazione secondaria superiore. Per le piccole strutture decentralizzate il rispetto di una quota maggiore appare più difficile, dal momento che sul mercato del lavoro
quest’ultime sono svantaggiate rispetto agli istituti di grandi dimensioni ubicati in zone centrali.