Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/37: Introduzione dei documenti d'identità biometrici; L'Approvazione e la trasposizione di uno sviluppo dell'acquis di Schengen nell'ambito del diritto in materia di documenti d'identità e di stranieri · 20 pagine
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Rapporto
1 Parte generale
1.1 Contesto
1.1.1 Il passaporto biometrico: un nuovo tipo di passaporto
La comunità internazionale persegue l’obiettivo di rilasciare passaporti e altri documenti di viaggio che permettano d’identificare senza problemi i viaggiatori e quindi di facilitare gli spostamenti oltrefrontiera di questi ultimi. Tuttavia è anche indispensabile impedire e combattere gli abusi (p.es. falsificazioni, furti di documenti, uso dell’identità di un’altra persona dai tratti simili). Viste queste premesse e grazie alle nuove possibilità tecnologiche, negli ultimi anni il passaporto biometrico è sempre più al centro dell’attenzione. Questo nuovo tipo di passaporto è noto anche come passaporto elettronico. Esso si basa sulla tecnologia digitale (i dati sono registrati su un microchip e possono essere letti solo con un apparecchio di lettura) e racchiude un microchip con i dati biometrici del titolare quali la statura e la descrizione di determinate caratteristiche fisiche. Il microchip contiene anche una fotografia del viso, identica a quella che si trova nel passaporto. In occasione del controllo del passaporto biometrico i dati del microchip sono letti e la fotografia del viso viene confrontata elettronicamente con un’immagine del viso della persona in questione ripresa da una telecamera.
La presenza di dati biometrici nel passaporto non costituisce una novità, poiché già da tempo elementi quali la statura, la fotografia del viso o la firma sono stati inseriti nei passaporti. Rispetto a un documento d’identità tradizionale, la registrazione dei dati sul microchip garantisce tuttavia una maggiore sicurezza e permette il confronto elettronico con i dati del titolare del documento d’identità.
1.1.2 Raccomandazioni dell’Organizzazione dell’aviazione civile internazionale1
L’Organizzazione dell’aviazione civile internazionale (OACI), di cui è membro anche la Svizzera2 e che stabilisce le norme di riferimento e le raccomandazioni valide per i documenti d’identità usati per i viaggi internazionali, raccomanda ora anche l’introduzione di dati biometrici nei passaporti. L’OACI fissa anche le norme di riferimento da osservare per la produzione di passaporti biometrici o di altri documenti d’identità, poiché solo in questo modo si può garantire il loro utilizzo a livello globale. Quale caratteristica biometrica vincolante, l’OACI ha stabilito un’immagine digitale del viso in un formato standard (jpeg o jpeg 2000). Ulteriori opzioni possibili sono le impronte digitali e la scansione dell’iride3. Sul microchip devono essere inoltre registrati i dati che già attualmente sono presenti nel passaporto, ossia il cognome, il nome, la data di nascita ecc.
1Nome ufficiale in inglese: International Civil Aviation Organization, ICAO.
2Cfr. Convenzione del 7 dicembre 1944 relativa all’aviazione civile internazionale, RS
0.748.0.
3 Non è noto alcuno Stato che registri la scansione dell’iride nei passaporti.