Rapporto esplicativo

Consultazione 2008/60: 07.492 Iniziativa parlamentare. Protezione e utilizzo dei corsi d'acqua (CAPTE-S) · 23 pagine

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Inoltre il progetto si prefigge di favorire il ripristino dello spazio necessario ai corsi d’acqua per lo svolgimento delle loro funzioni naturali come anche per la protezione contro le piene (spazio riservato alle acque). Questo spazio dovrà essere strutturato e gestito garantendo condizioni conformi alla natura. Questa parte del progetto concerne circa la metà dei corsi d’acqua svizzeri, ovvero circa 30 000 chilometri.

In caso di opposizione da parte dei proprietari dei terreni da destinare alla rivitalizzazione, soprattutto per l’allargamento di alvei corretti, l’unico strumento disponibile secondo la legislazione vigente è l’espropriazione. In alternativa a questa misura incisiva, il presente progetto introduce la possibilità di effettuare ricomposizioni particellari.

2.3 Riduzione degli effetti dannosi del flusso discontinuo

Il 90 per cento dei corsi d’acqua utilizzabili a fini di produzione di elettricità è oggi sfruttato; questa utilizzazione comporta un gran numero di interventi incisivi sul flusso delle acque. Segnatamente, a valle di circa un quarto delle centrali ad accumulazione di grandi e medie dimensioni (cioè ca. 100 centrali), la portata dei relativi corsi d’acqua subisce forti variazioni repentine durante le quali la portata massima può risultare fino a 10-40 volte più elevata di quella minima (flusso discontinuo); il fenomeno ha effetti dannosi per gli animali acquatici, che vengono trascinati dalle ondate di piena e restano in secca nella fase di flusso minimo. Vero è che oggi in caso di nuove concessioni o di rinnovo di concessioni esistenti i Cantoni ordinano spesso l’adozione di provvedimenti contro il flusso discontinuo sulla base della legge federale del 21 giugno 1991 sulla pesca (LFSP; RS 923.0), tuttavia i provvedimenti variano molto da caso a caso e causano spesso lunghe procedure tra i richiedenti, le autorità e le organizzazioni ambientaliste. A tutt’oggi sono peraltro poche le centrali ad accumulazione che hanno realizzato provvedimenti efficaci per la riduzione del flusso discontinuo. Il presente progetto propone una normativa più precisa e puntuale volta a impedire l’insorgere di nuove situazioni di flusso discontinuo e a diminuire i pregiudizi esistenti; inoltre la soluzione proposta elimina le disparità di trattamento e l’incertezza del diritto. I provvedimenti concreti da adottare sono definiti segnatamente in base al principio della proporzionalità e alle conseguenze macroeconomiche.

A titolo di provvedimento complementare il progetto prevede di facilitare per i Cantoni e i Comuni l’acquisto dei terreni necessari alla costruzione di bacini di compensazione o alla realizzazione di provvedimenti sostitutivi, come la costruzione di canali di derivazione o di corsi d’acqua di compensazione. In caso di opposizione da parte dei proprietari dei terreni l’unico strumento disponibile secondo la legislazione vigente è l’espropriazione. Oltre ad attenuare gli effetti dannosi del flusso discontinuo, i bacini di compensazione possono in parte essere utilizzati come bacini di pompaggio o di protezione contro le piene.

All’interno di un bacino imbrifero le restituzioni delle acque si influenzano a vicenda. I flussi massimi possono quindi accumularsi o annullarsi a vicenda. Inoltre alcune regioni si prestano meglio di altre per provvedimenti edilizi come la costruzione di bacini di compensazione, canali di derivazione o corsi d’acqua di compensazione. Il genere di provvedimenti da adottare per le singole centrali ad accumulazione all’interno di un bacino imbrifero, come anche la loro ubicazione e le