Rapporto esplicativo
Consultazione 2008/60: 07.492 Iniziativa parlamentare. Protezione e utilizzo dei corsi d'acqua (CAPTE-S) · 23 pagine
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migliorare il bilancio del materiale detritico e la migrazione dei pesci. Nell’insieme provvede tuttavia a garantire un equilibrio tra protezione e utilizzazione delle acque. La produzione di elettricità a partire dalla forza idrica aumenterà leggermente a lungo termine senza pregiudicare eccessivamente la natura; nel contempo la forza idrica viene risanata. Le centrali idroelettriche interessate si assumono di regola il 20 per cento dei costi, ossia complessivamente circa 10 milioni di franchi all’anno; il resto è finanziato con i contributi versati dai gestori della rete. Grazie a questa soluzione di finanziamento i risanamenti sono economicamente sopportabili.
4.6 Per l’utilizzazione del terreno
Al fine di raggiungere l’obiettivo prefissato, le rivitalizzazioni verranno realizzate prevalentemente al di fuori delle zone urbane. La rivitalizzazione di corsi d’acqua corretti presuppone in molti casi un allargamento della superficie dell’alveo, il che corrisponde, su circa 4000 km di corsi d’acqua, a un fabbisogno di terreno pari ad approssimativamente 2000 ettari. La grande maggioranza dei corsi d’acqua interessati sono situati in superfici agricole o paesaggi naturali o con scopo ricreativo.
Affinché i corsi d’acqua possano adempiere le loro molteplici funzioni, lo spazio a essi riservato dev’essere strutturato e gestito in modo naturale (ossia in modo estensivo). Questa misura s’impone su circa 30 000 km di corsi d’acqua situati in zone agricole. Il controprogetto concerne circa 20 000 ettari sui quali occorre passare da una gestione intensiva a una gestione naturale (a titolo di paragone: la superficie agricola utile corrisponde in Svizzera a un milione di ettari). Gran parte di queste superfici possono essere considerate superfici di compensazione ecologica, il che contribuisce a fare in modo che il contingente di siffatte superfici prescritto dalla legislazione sull’agricoltura possa essere raggiunto più facilmente sull’Altipiano. Queste superfici possono essere acquistate dai poteri pubblici (Comuni, Cantoni) o restare in possesso degli agricoltori. Questi ultimi riceveranno indennità sotto forma di acquisti, compensazioni in natura o contributi per superfici di compensazione ecologica.
I risanamenti legati all’utilizzazione delle forze idriche hanno ripercussioni minime sull’utilizzazione del terreno: soltanto 200-400 ettari saranno necessari per la costruzione di bacini di compensazione al fine di evitare gli effetti nocivi del flusso discontinuo. Per lo stesso fine, ma in misura minore, saranno parimenti necessari terreni per costruire canali di derivazione o corsi d’acqua di compensazione.
5 Rapporto con il diritto europeo
Le modifiche di legge proposte non sono in contraddizione con nessuno degli obblighi derivanti alla Svizzera dal diritto internazionale.
Nel 2000 è entrata in vigore nell’Unione europea (UE) la direttiva che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque (direttiva quadro sull’acqua). Questa direttiva vuole «istituire un quadro per la protezione delle acque superficiali interne, delle acque di transizione, delle acque costiere e sotterranee». Essa non è vincolante per la Svizzera, non implica quindi alcun obbligo per il nostro Paese. La direttiva impegna gli Stati dell’Unione europea a elaborare programmi di migliora-