Rapporto esplicativo
Consultazione 2008/60: 07.492 Iniziativa parlamentare. Protezione e utilizzo dei corsi d'acqua (CAPTE-S) · 23 pagine
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memente agli obiettivi previsti dalla legge del 26 giugno 1998 sull’energia (LEne, RS 730.0), e di rispettare i diritti acquisiti dei titolari delle concessioni per l’utilizzazione delle forze idriche. La nuova normativa dovrà rafforzare la certezza del diritto e garantire la parità di trattamento come anche la sicurezza degli investimenti.
– Riequilibrio del bilancio del materiale detritico: in molti corsi d’acqua il
bilancio del materiale detritico non è equilibrato; proponiamo di porre rimedio a questo problema mediante l’introduzione di disposizioni specifiche. Nel contempo, anche qui si tratterà di rafforzare la certezza del diritto e garantire la parità di trattamento.
– Nuove deroghe alle disposizioni sui deflussi residuali per i segmenti
d’acqua con potenziale ecologico ridotto; disposizioni speciali per piccole centrali idriche soggette alla protezione dei monumenti in caso di ri-
sanamento di segmenti con deflussi residuali insufficienti: nell’interesse
di un migliore sfruttamento idroelettrico proponiamo di prevedere nuove deroghe alle disposizioni sui deflussi residuali (art. 32 della legge federale del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque; LPAc, RS 814.20) per i segmenti d’acqua con potenziale ecologico ridotto e per i segmenti in cui le necessarie funzioni di ecologia delle acque possono essere assicurate anche con un deflusso residuale inferiore. I nuovi limiti minimi non saranno tuttavia inferiori alla soglia necessaria per garantire la qualità dell’acqua prescritta dalla legislazione sulla protezione delle acque. Inoltre proponiamo di applicare disposizioni speciali alle piccole centrali idriche soggette alla protezione dei monumenti in caso di risanamento di segmenti con deflussi residuali insufficienti.
– Per il finanziamento dei provvedimenti saranno applicate soluzioni specifiche.
2.2 Rivitalizzazione delle acque
Circa il 25 per cento dei corsi d’acqua in Svizzera (ca. 15 000 km) sono corretti con arginature rigide e il loro spazio è ridotto al punto da rendere necessaria la stabilizzazione del fondo per mezzo di oltre 90 000 soglie artificiali. Nell’Altipiano, dove scorrono i corsi d’acqua con il maggior valore ecologico dal punto di vista del rinnovo della falda freatica e dell’approvvigionamento in acqua potabile, della biodiversità e della protezione del paesaggio, le opere di correzione e arginatura permanenti concernono addirittura il 50 per cento dei corsi d’acqua. Ne conseguono vari pregiudizi, quali: peggioramento della protezione contro le piene, poiché a questi corsi d’acqua manca lo spazio necessario per potersi estendere; forte riduzione della biodiversità all’interno e lungo i corsi d’acqua; interruzione in molti punti della migrazione dei pesci; impoverimento dei paesaggi a causa della mancanza delle strutture naturali delle acque, con conseguente riduzione del valore del paesaggio ai fini ricreativi. Inoltre viene ridotta la capacità di autodepurazione dei corsi d’acqua. Il presente progetto si prefigge di contribuire alla rivitalizzazione dei corsi d’acqua interessati da questo problema. Il progetto prevede pertanto di ripristinare, nel corso di circa tre generazioni umane, le funzioni naturali di circa 4000 chilometri di corsi d’acqua per i quali è riconosciuta una necessità di intervento prioritaria.