Rapporto esplicativo
Consultazione 2010/81: Revisione parziale del Diritto delle obbligazioni (interesse moratorio) · 20 pagine
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2.4.4 Studio sull’efficacia
Nell’ ottobre del 2006 l’Unione europea ha pubblicato uno studio esauriente sull’efficacia della direttiva 2000/35/CE. Lo studio comprende due panoramiche: la prima concerne le ripercussioni legali della direttiva e dei disciplinamenti nazionali mediante i quali gli Stati membri hanno attuato la nuova normativa; la seconda illustra gli effetti di tale normativa sul comportamento di pagamento delle imprese. Lo studio si basa su una valutazione dei dati economici e sociali rilevati negli Stati membri; sono stati interpellati istituzioni e uffici pubblici, organizzazioni professionali (in particolare avvocati e agenti della riscossione) e 37 500 imprese.
Lo studio giunge ai seguenti risultati51: in seguito all‘attuazione della direttiva in tutti gli Stati membri, avvenuta nel 2002, i ritardi di pagamento sono diminuiti, ma non sono stati ancora del tutto eliminati52. È stato ad esempio rilevato che le prescrizioni della direttiva sono pertinenti e utili ma non sono sufficientemente dissuasive, poiché non hanno raggiunto l’efficacia auspicata53. Il rapporto è giunto alla conclusione che una lotta efficace contro i ritardi di pagamento presupporrebbe ulteriori provvedimenti. Per questo motivo il rapporto raccomanda di definire un danno minimo cagionato dal ritardo di pagamento valido dal primo giorno di mora e di calcolare un tasso d’interesse giornaliero maggiorato dell’interesse composto54.
Il rapporto constata inoltre che, nonostante ne siano autorizzate, molte imprese, in particolare le PMI non richiedono gli interessi moratori alle loro controparti55. Da un lato perché non vogliono contrariare i loro clienti e alcune disposizioni importanti della direttiva si sarebbero rivelate poco comprensibili e difficilmente attuabili. Dall’altro, ritengono l’onere amministrativo sproporzionato rispetto agli importi esigui che avrebbero potuto ricavare dagli interessi moratori.
2.4.5 Revisioni attuali
L’Unione europea considera i ritardi di pagamento nelle vendite commerciali tuttora un grave problema56. Secondo le stime più recenti della Commissione europea, il danno dei ritardi di pagamento recato all’interno dell’UE ammonterebbe a quasi 1900 miliardi di euro. Di questi 1100 miliardi corrispondono al debito nei confronti delle PMI. Il fatto che il PIL dell’UE ammonti a circa 11 300 miliardi di euro evidenzia la portata del problema57.
Per questi motivi il 18 marzo 2009 la Commissione europea ha approvato una nuova versione della direttiva 2000/35/CE. Le misure introdotte con la precedente direttiva costituiscono elementi fondamentali nella lotta contro i pagamenti tardivi, per migliorare la situazione sono
49 Decreto Legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, «Attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali».
50 Art. 1224 cpv. 1 in combinato disposto con l’art. 1284 cpv.1 Codice Civile.
51 «Bericht über die Wirksamkeit», pag. 202 e segg.
52 «Bericht über die Wirksamkeit», pag. 257.
53 «Bericht über die Wirksamkeit», pag. 277.
54 «Bericht über die Wirksamkeit», pag. 281 e segg.
55 Impact assessment, pag. 12.
56 Impact assessment, pag. 7; Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento delle transazioni commerciali (rifusione), considerando 3.
57 Al contempo la Commissione rileva che tale stima supera le reali dimensioni del problema, poiché tiene conto di tutti i pagamenti (anche di quelli effettuati un giorno dopo la scadenza).