Rapporto esplicativo

Consultazione 2010/81: Revisione parziale del Diritto delle obbligazioni (interesse moratorio) · 20 pagine

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Il diritto vigente non specifica quando queste regole commerciali speciali vadano applicate. Mentre il diritto delle obbligazioni parla normalmente di «vendite commerciali» o di «rapporti commerciali» (art. 190 capoverso 1, art. 215 cpv. 1 CO), l’articolo 104 capoverso 3 CO vigente parla di «commercianti», riferendosi quindi, almeno per quanto riguarda il suo tenore, alle caratteristiche personali delle parti e non al tipo di negozio giuridico (cfr. 2.2). Tuttavia il Tribunale federale ha esplicitamente rifiutato una tale interpretazione e ha limitato il campo d’applicazione della disposizione alle vendite commerciali obiettive63. Per maggiore chiarezza il testo di legge sarà adeguato e anche l’articolo 104 prevederà il termine «vendite commerciali».

3.3 Tasso d’interesse variabile o fisso

Va inoltre stabilito se in futuro (come previsto dal diritto vigente) sarà introdotto un tasso d’interesse fisso oppure, secondo il modello dei Paesi europei, un tasso d’interesse variabile. In caso di applicazione di un tasso d’interesse variabile sarebbe opportuno distinguere tra l’adeguamento regolare del tasso d’interesse da parte del Consiglio federale per via di ordinanza e l’adeguamento automatico legato al tasso ufficiale di riferimento come avviene nell’Unione europea.

Da quanto illustrato emerge che, sulla base della direttiva 2000/35/CE, gli Stati europei hanno introdotto un tasso d’interesse variabile soggetto a un meccanismo di adeguamento automatico. Tale soluzione ha soprattutto il vantaggio di rispecchiare gli sviluppi del mercato degli interessi e quindi determina anche una certa esattezza. Elimina inoltre l’inconveniente attuale per cui, a seconda dell’ammontare degli interesse applicati sul mercato, la mora diventa un affare per il creditore o per il debitore64. Occorre tuttavia osservare che l’interesse moratorio previsto dalla legge, anche se variabile, non è mai in grado di rispecchiare concretamente la perdita del creditore o il guadagno del debitore. Un altro svantaggio importante di una soluzione basata su un tasso variabile è che quest’ultimo deve essere aggiornato a scadenze regolari. Chi non ha dimestichezza con i tassi d’interesse in questione, avrà probabilmente difficoltà a calcolarli. Inoltre va osservato che i tassi d’interesse in molti casi hanno effetti retroattivi e in caso di tasso d’interesse variabile ciò comporterebbe l’applicazione di diversi tassi d’interesse con calcoli molto complicati, rendendo così imprescindibile il ricorso a programmi informatici. Di seguito illustriamo a titolo di esempio il calcolo d’interesse per una vendita commerciale, conformemente al diritto tedesco: l’obbligazione ammonta a 12 300 euro per il periodo dal 20 luglio 2006 al 21 luglio 2009:

Tasso d’interesse Interesse moratorio Interesse moratorio Periodo di mora Giorni (Tasso di riferimen- per il periodo di giornaliero to + 8) mora

Dal 20.07.2006 al 31.12.2006 165 9,95 % 3,3530 Euro 553,25 Euro

Dal 01.01.2007 al 30.06.2007 181 10,70 % 3,6058 Euro 652,64 Euro

Dal 01.07.2007 al 31.12.2007 184 11,19 % 3,7709 Euro 693,84 Euro

Dal 01.01.2008 al 30.06.2008 182 11,32 % 3,8043 Euro 692,38 Euro

Dal 01.07.2008 al 31.12.2008 184 11,19 % 3,7606 Euro 691,95 Euro

Dal 01.01.2009 al 30.06.2009 181 9,62 % 3,2418 Euro 586,77 Euro

01.07.2009 bis 21.07.2009 21 8,12 % 2,7363 Euro 57,46 Euro

Interesse moratorio accumulato 1098 3928,29 Euro

63 DTF 122 III 53, 55; cfr. anche KUSTER, pag. 276.

64 WEBER, Festschrift Bucher, pag. 789.