Rapporto esplicativo
Consultazione 2010/81: Revisione parziale del Diritto delle obbligazioni (interesse moratorio) · 20 pagine
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1 Osservazioni generali
In seguito alla crisi economica il comportamento di pagamento delle imprese svizzere è notevolmente peggiorato. Sempre meno fatture sono saldate entro il termine di pagamento;
mentre nel primo trimestre 2008 la media dei ritardi nei pagamenti era di 14,8 giorni, nei primi mesi del 2009 il ritardo medio ammontava a 20,1 giorni1. Nel 2008 soltanto il 60 per cento dei crediti è stato pagato entro il termine previsto. Uno studio internazionale effettuato nel 2008 riassume come segue i dati più importanti2:
Debitore Clienti privati Imprese Pubblica
amministrazione
Termine di pagamento previsto, media in 24,0 (27,0) 29,0 (31,0) 31,0 (32,0) giorni
Pagamento effettivo, media in giorni 35,0 (35,0) 42,0 (43,0) 47,0 (47,0) Ritardo di pagamento 2008, media in giorni 11,0 (8,0) 13,0 (12,0) 16,0 (15,0)
Grazie al pagamento tardivo delle loro obbligazioni, i debitori risparmiano i costi che causerebbe un prestito richiesto a terzi, sfruttando così i loro creditori che praticamente assumono la funzione di una banca. Di fatti l’interesse moratorio per pagamenti tardivi attualmente vigente in Svizzera è pari al 5 per cento ed è quindi di regola inferiore all’interesse sugli scoperti di conto corrente o a quello sui prestiti bancari usualmente applicato sul mercato3. Inoltre, molti debitori approfittano volutamente del fatto che i loro creditori rinunciano, non raramente, a esigere il pagamento immediato di una fattura per non contrariare i loro clienti. Del resto sono piuttosto le grandi imprese o le autorità a pagare in ritardo le fatture, mentre sono le piccole e le medie imprese a subirne le conseguenze.
In seguito a questi crediti involontari che i fornitori concedono ai loro debitori, è possibile che i primi siano obbligati a procurarsi la liquidità necessaria presso terzi, il che causa ulteriori costi. In casi estremi, il ritardo di pagamento può addirittura comportare la cessazione
dell’attività di un’impresa, poiché non dispone più della sufficiente liquidità. Il danno causato dal ritardo di pagamento non si limita soltanto al creditore interessato, ma, siccome a sua volta anche lui non dispone della liquidità per pagare i suoi creditori, si crea una reazione a catena (effetto domino). L’insolvenza di un’impresa si ripercuote quindi anche su terzi.
L’aumento recente dei ritardi di pagamento conferma che in una situazione di crisi il fenomeno diventa più importante: da un lato aumentano i ritardi nei pagamenti e, dall’altro, non sono più accessibili, o soltanto a condizioni più svantaggiose, altre fonti di finanziamento quali linee di credito o prestiti bancari, a cui le PMI ricorrono normalmente per sormontare le fasi di scarsa liquidità.
Complessivamente si può concludere che tale fenomeno non comporta perdite soltanto per le singole imprese, ma reca danni importanti all’intera economia. L’Unione europea ha calcolato che all’interno del mercato europeo il ritardo di pagamento è responsabile di un quarto
1 D&B, Global Payment Index 2009; cfr. anche European Payment Index 2009, 4.
2 European Payment Index 2009, 35, tra parentesi sono indicate le cifre del 2007, completate dall’European Payment Index 2008, 35.
3 D&B, Comportamento di pagamento, 3° e 4° trimestre.