Rapporto sui risultati
Consultazione 2011/42: Approvazione e attuazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali (Convenzione di Lanzarote). · 24 pagine
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ti13 sono del parere che l'articolo 196 AP-CP sia una norma insufficiente a proteggere i minori e che occorrano ulteriori misure precauzionali e educative per i minori, i clienti, le autorità e l'opinione pubblica.
La questione del finanziamento delle misure preventive viene affrontata a più riprese. Secondo alcuni14 spetta alla Confederazione erogare i fondi per finanziare la necessaria prevenzione. JuCH e la Fondazione Svizzera per la Protezione dell’Infanzia lamentano invece la scarsa trasparenza dei criteri di stanziamento delle risorse destinate a sovvenzionare tali progetti. In particolare, la Fondazione Svizzera per la Protezione dell’Infanzia deplora l'assenza nel rapporto esplicativo di raccomandazioni in merito al finanziamento delle attività future in materia di prevenzione.
Reclutamento, formazione e sensibilizzazione di chi lavora a contatto con i bambini (art. 5 della Convenzione)
BL ritiene di aver già adottato, nello spirito dell'articolo 5 della Convenzione, sufficienti misure volte a una maggiore sensibilizzazione di coloro che lavorano con i minori. VS sottolinea invece l'importanza, per tutti i Cantoni, di rinnovare gli sforzi tesi a migliorare la formazione di chi opera nel settore. LU ritiene che, alla luce del ruolo fondamentale che gli educatori svolgono nel riconoscimento precoce dei segnali di abusi sessuali, sia necessario renderli maggiormente consapevoli della tutela e dei diritti dei minori,. La SSPF e la Fondazione Svizzera per la Protezione dell’Infanzia richiamano l'attenzione sulla scarsa omogeneità della formazione a livello nazionale, dovuta alla diversa offerta dei singoli Cantoni in questo campo. Per quanto riguarda i programmi di sensibilizzazione per i minori, la Fondazione Svizzera per la Protezione dell’Infanzia fa notare come non si possa parlare di un approccio nazionale, sistematico e diversificato a seconda delle fasce d'età.
In riferimento all'articolo 5 paragrafo 3 la LCH e la SBAP ritengono essenziale introdurre efficaci strumenti di controllo per l'insieme degli addetti ai lavori e osservano che esistono in parte ampi margini di miglioramento a livello cantonale. Stando alla SBAP, è soprattutto nella sfera privata che bisogna operare e non solo, come previsto, in quella lavorativa, poiché proprio nella prima si annidano i maggiori pericoli di abusi sessuali. Anche VS reputa importante che chi opera regolarmente con i minori non sia stato condannato per uno dei reati contemplati dalla Convenzione. Il Cantone di BE sostiene invece che nel suo caso non vi è necessità di ulteriori interventi.
La SBAP osserva che ai consumatori di materiale pedopornografico condannati non è vietato l’esercizio di un’attività con minori. Tale divieto sarebbe invece opportuno, poiché gli studi dimostrano che chi fruisce di materiale pedopornografico presenta un rischio maggiore di incorrere in abusi sessuali sui minori.
Mentre la Christliche Ostmission reputa fondamentale introdurre l'obbligo di presentare un estratto del casellario giudiziale per poter svolgere un'attività professionale, il PPD considera che questa soluzione non garantisca una maggiore tutela dei minori.
Infine, la Rete svizzera diritti del bambino e l'Unicef ritengono che un obbligo meno tassativo di autorizzazione e di sorveglianza per il sistema affidatario15, oggetto di discussio-
13 SG, FPS, F!Z, Amnesty International, Maria Magdalena, XENIA, SKF, SSDP, männer.ch, ZSM, Aspasie. 14 PCS, Aspasie, FPS, F!Z, PF, XENIA. 15 Si vedano le argomentazioni in proposito all'indirizzo: