Rapporto sui risultati

Consultazione 2011/42: Approvazione e attuazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali (Convenzione di Lanzarote). · 24 pagine

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virtù della sua residenza abituale sul territorio nazionale, ma non siano adempiute le condizioni di cui all'articolo 7 capoversi 1 e 2 CP, mentre il giudice svizzero è competente per i reati commessi da un soggetto che (ai sensi dell'art. 5 CP) si trovi soltanto nel Paese, ma non possa essere estradato. L’Unicef e l'ICJ-CH si esprimono anche sul «caso contrario», quindi sulla fattispecie di cui all'articolo 25 paragrafo 2 della Convenzione, in cui il reato viene commesso contro una persona residente abitualmente in Svizzera. Non è accettabile che la Svizzera non disciplini questo caso adducendo a motivo che la Convenzione non prevede l'obbligo di intervenire.

Sia l'ICJ-CH sia JuCH sostengono inoltre che anche per i reati commessi all'estero di cui all'articolo 5 capoverso 1 lettera b CP l'età protetta debba essere di 16 anni e vada stabilita in maniera univoca nel CP.

UNIGE e GE osservano che l'inclusione dei nuovi articoli nell'articolo 5 CP amplia ulteriormente il campo di applicazione già (fin troppo) vasto di questa disposizione. Ciò potrebbe comportare problemi per i cittadini dei Paesi che hanno una legislazione più permissiva in materia di pedopornografia. È problematico che la Svizzera persegua un soggetto accusato di consumo di materiale pornografico con un minore di 18 anni in un altro Paese, benché in tale Stato questo comportamento non costituisca reato.

SO, l'UDC, il PEV e männer.ch sono invece favorevoli alla proposta di ampliamento dell'articolo 5 CP. In linea di massima, anche UNIFR approva le argomentazioni contenute nel rapporto esplicativo in merito all'articolo 25 della Convenzione, ma si chiede se sia ragionevole stabilire tre diversi limiti di età (14 anni secondo l'art. 5 cpv. 1 lett. b CP, 16 anni secondo l'art. 187 CP e 18 anni per le restanti disposizioni).

Responsabilità dell'impresa, articolo 102 CP (art. 26 della Convenzione)

Alcuni partecipanti56 ritengono insufficiente la vigente disposizione sulla perseguibilità della persona giuridica di cui all'articolo 102 CP. L'articolo 26 della Convenzione prevede una doppia pena per le persone fisiche e giuridiche, mentre l'articolo 102 capoverso 1 CP sancisce solo una responsabilità secondaria dell'impresa, qualora il reato, per carente organizzazione interna, non possa essere ascritto a una persona fisica. Propongono pertanto di modificare in questo senso l'articolo 102 capoverso 1 o, in alternativa, di includere nell'articolo 102 capoverso 2 i pertinenti reati. Il capoverso 2 contempla infatti la possibilità di cumulare le pene previste dall'articolo 26 della Convenzione, ma solo per i reati elencati.

3.6 Indagini, perseguimento penale e diritto procedurale

Principi (art. 30 della Convenzione)

L'ICJ-CH approva espressamente l'articolo 30 e seguenti della Convenzione, volti a proteggere i minori da traumi secondari durante le indagini e il procedimento penale. A proposito del diritto procedurale, anche le FPS sostengono che sia fondamentale evitare ulteriori traumi ai minori.

La procedura penale consente le indagini sotto copertura, ossia l'inchiesta svolta nell'ambito di un procedimento penale, ma non le cosiddette indagini in incognito, ovvero l'attività in-

56 AI, GE, UNIGE, UNIFR.