Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/113: Revisione totale della legge federale per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato · 25 pagine
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C. Risultati della consultazione
1. Riassunto
La revisione totale della legge per la protezione dei beni culturali è stata accolta favorevolmente dalla maggior parte degli interpellati. L’aspetto principale, ossia l'estensione del campo d'applicazione della LPBC a catastrofi e situazioni d'emergenza in seguito al mutato quadro dei pericoli, viene vista come una necessità. L’orientamento della revisione è particolarmente ben accolto dai Cantoni, dai partiti politici e dalla maggior parte delle istituzioni e delle organizzazioni come pure dal CICR, considerato che agevola la pianificazione e l'attuazione di misure efficaci di prevenzione e di contenimento dei danni.
Tutti i Cantoni, la maggior parte delle organizzazioni e tre partiti politici sono fortemente contrari alla cancellazione dei sussidi federali finora corrisposti per l’allestimento delle documentazioni di sicurezza, con la motivazione che ciò pregiudicherebbe la conservazione a lungo termine dei dati relativi a beni culturali importanti. In particolare viene contestato il fatto che la Confederazione determina quali misure di protezione sono necessarie, senza però sostenere materialmente i Cantoni nella loro attuazione. In questo contesto si rimanda anche agli obblighi sanciti dalla Convenzione dell'Aia e dal relativo Secondo Protocollo. In tempo di pace, i beni culturali presenti sul suolo Svizzero devono essere tutelati contro gli effetti prevedibili di un conflitto armato. A questo scopo devono essere adottate misure adeguate. Questo obbligo concerne sia i Cantoni, sia la Confederazione. Se si dovesse insistere nella cancellazione dei sussidi federali, diversi Cantoni chiedono di essere prosciolti dai loro obblighi in questo settore e sgravati in egual misura. Sono inoltre criticate le esigue prestazioni di sostegno, soprattutto di natura finanziaria, elargite dalla Confederazione, in particolare per beni culturali d'importanza nazionale e per i siti patrimonio dell'umanità.
Sei Cantoni e un'associazione (SSC) sollevano la questione della costituzionalità di alcuni aspetti della revisione, mettendo in dubbio ad esempio la competenza per disciplinare la protezione dei beni culturali in caso di catastrofi e situazioni d'emergenza. Viene inoltre criticata la soppressione di disposizioni di rilevanza cantonale. Al contempo però, alcune organizzazioni e un partito politico (PS) sottolineano espressamente che la nuova legge non viola la sovranità dei Cantoni in materia di beni culturali ai sensi dell'art. 69 Cost.
La maggior parte dei Cantoni, alcuni partiti e associazioni, e in particolare le organizzazioni specializzate, accolgono favorevolmente l'istruzione del personale delle istituzioni culturali. Questa permetterebbe infatti di garantire una protezione efficace dei beni culturali, poiché in caso d'emergenza sarebbero le istituzioni stesse ad essere maggiormente sollecitate e a doversi fare carico delle misure adottate.
Diversi Cantoni sono esplicitamente favorevoli alla consulenza e al sostegno da parte della Confederazione.
Criticato viene unicamente il fatto che la Commissione federale per la protezione dei beni culturali, che affianca il Consiglio federale nelle questioni inerenti ai beni culturali come comitato tecnico, non venga citata nel testo di legge.
I contenuti più importanti delle risposte pervenute si possono riassumere nei punti seguenti:
Indirizzo generale: l'orientamento generale della revisione è stato giudicato positivo e la
maggior parte dei cambiamenti ritenuti opportuni.
Disposizioni generali (art. 1): l'estensione tematica della legge sulla protezione dei beni
culturali in caso di conflitto armato alle catastrofi e alle situazioni d'emergenza viene in gran parte accolta favorevolmente, non da ultimo considerato il mutato contesto di minaccia.