Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/113: Revisione totale della legge federale per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato · 25 pagine

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 Definizioni (art. 2 lett. b): diversi Cantoni e associazioni chiedono che i rifugi per beni cul-

turali possano essere utilizzati, oltre che come depositi protetti per beni culturali d'importanza nazionale, anche per oggetti d'importanza regionale.

 Compiti e collaborazione nel campo della protezione dei beni culturali (art. 4 lett. b): i

Cantoni e le organizzazioni culturali approvano la nuova denominazione dell'inventario. Ritengono tuttavia che la ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni nell'ambito dell'inventario PBC non sia definita in modo abbastanza chiaro. La maggior parte dei Cantoni e delle associazioni criticano il fatto che non venga citata la commissione extraparlamentare per la protezione dei beni culturali (Commissione federale della protezione dei beni culturali) e definita la sua funzione.

 Istruzione (art. 4 lett. h): l'istruzione da parte della Confederazione di personale specializ-

zato delle istituzioni culturali è considerata positiva. Si chiede tuttavia che la formazione sia tenuta in collaborazione con le istituzioni culturali. Singoli Cantoni chiedono che sia possibile istruire personale di istituzioni culturali anche per beni culturali d'importanza regionale.

 Compiti dei Cantoni (art. 5 cpv. 4): numerose organizzazioni e Cantoni fanno notare che il

catalogo dei pericoli stilato per la pianificazione delle misure d'emergenza non deve tenere conto solo di incendi e crolli di edifici, ma anche dei pericoli legati all'acqua e agli smottamenti (frane, colate di fango, ecc.).

 Misure per la protezione dei beni culturali (art. 6 cpv. 2): tenendo conto delle competenze

costituzionali della Confederazione, diversi Cantoni chiedono di limitare ai beni culturali d'importanza nazionale le misure di protezione civili in vista di catastrofi e situazioni d'emergenza. Diversi Cantoni chiedono inoltre informazioni più precise in merito alle conseguenze finanziarie e alle competenze in relazione a queste misure.

 Categorie di protezione (art. 7): i Cantoni chiedono una maggiore partecipazione della

Confederazione anche nell'ambito della procedura per l'ottenimento dello statuto di protezione speciale e di protezione rafforzata: l'inoltro della domanda da parte della Confederazione all'UNESCO deve, a loro avviso, avvenire in stretta collaborazione con il Cantone in cui si trova il bene il culturale oggetto della domanda. È inoltre auspicato che la procedura sia la stessa per entrambe le categorie di protezione.

 Contrassegno «scudo dei beni culturali» (art. 11 cpv. 2): sono diversi i Cantoni e le orga-

nizzazioni che accolgono favorevolmente la possibilità di apporre il contrassegno già in tempo di pace.

 Deposito protetto (art. 12): la creazione di un deposito protetto per beni culturali prove-

nienti da Stati in cui sono minacciati da conflitti armati è considerata una misura utile. Diversi Cantoni e organizzazioni fanno tuttavia notare che in caso d'evento anche loro potrebbero avere bisogno di fare capo a depositi della Confederazione, ad esempio per custodirvi temporaneamente archivi o collezioni di musei.

 Finanziamento (art. 13): praticamente tutti i Cantoni, la maggior parte delle organizzazioni

specializzate e tre partiti politici trovano inaccettabile che vengano soppressi i sussidi federali per l'allestimento di documentazioni di sicurezza. Il sostegno finanziario, per quanto esiguo, sarebbe infatti di cruciale importanza. Inoltre la cancellazione dei sussidi trasmetterebbe un segnale contraddittorio: da un lato si continua a sottolineare l'importanza delle documentazioni di sicurezza, dall'altro però la Confederazione prevede di ritirarsi sul piano finanziario. Ciò sarebbe discutibile anche considerato che con la ratifica della Convezione dell'Aia del 1954 e dei relativi Protocolli aggiuntivi la Svizzera assume una funzione di coordinamento e di esempio per gli altri Stati. Diversi Cantoni criticano in particolare il fatto che il sostegno finanziario sia stato stralciato dalla legge ancora prima che il Parlamento abbia deciso in merito. Per questo sono numerosi i Cantoni che chiedono di essere sollevati dall'obbligo di allestire delle documentazioni di sicurezza se la Confederazione dovesse effettivamente rinunciare a partecipare a questa misura.