Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/92: Revisione della legge federale sul servizio civile (Legge sul servizio civile, LSC) · 24 pagine

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l’Organo d’esecuzione gestisse un proprio centro di formazione e che la Confederazione ne assumesse i costi.

USAM e AWM sono dell’opinione che tutti i civilisti dovrebbero seguire una formazione mirata; occorrerebbe in particolare migliorare la formazione di base.

GSZ, GSsE, CIVIVA, CSI e KMS ritengono in generale auspicabile che i civilisti che seguono un corso di formazione e svolgono un periodo d’impiego in un determinato ambito, possano alla luce delle loro esperienze esprimere una valutazione sull’attuabilità, sul senso e sulla rispondenza alle esigenze pratiche delle competenze acquisite, ai fini di un costante miglioramento dei corsi di formazione sotto il profilo delle esigenze poste dai mansionari.

CURAVIVA reputa che i corsi di formazione contribuiscano a garantire la qualità delle attività svolte. Il rilascio di un attestato di frequenza sarebbe utile ai fini della documentazione relativa alle competenze acquisite dai singoli civilisti.

Il CNSI valuta positivamente l’aumentata offerta di corsi obbligatori, auspicando che gli stessi non si limitino strettamente alle pratiche e alle conoscenze professionali ma che comprendano anche, ad esempio, la nonviolenza e la risoluzione nonviolenta dei conflitti.

5 Pareri concernenti altri articoli del progetto di modifica della legge e il rapporto esplicativo

Art. 3a cpv. 1 lett. e LSC (Obiettivi)

ZG e NE chiedono una precisazione dei concetti di «formazione scolastica ed educazione» nella legge e nel rapporto.

Secondo VD, VS e JU l’ambito d’attività non dovrebbe corrispondere alla didattica in senso stretto, bensì tutt’al più a diversi compiti di assistenza scolastica.

Art. 4 cpv. 1bis LSC (Ambiti d’attività)

PPD, PEV, PS, SAGV e CNSI valutano positivamente la possibilità di includere altri ambiti d’attività. Il PPD rileva che occorrerebbe stabilire l’utilità degli impieghi nei diversi ambiti d’attività mediante valutazioni approfondite e progetti pilota. Gli ambiti d’attività dovrebbero essere oggetto di costanti verifiche.

Secondo la EMK sarebbe indispensabile un esame delle nuove possibilità d’impiego dei civilisti per verificarne la non incidenza sul mercato del lavoro. Occorre evitare che determinate prestazioni di utilità pubblica (ad es. prestazioni di cura presso ospedali) vengano svolte prevalentemente da civilisti. Andrebbe evitata anche la concorrenza ai programmi occupazionali (SAGV).

Il PLR auspica che il Consiglio federale consulti in via preliminare le organizzazioni del lavoro e dell’industria.

PEV, PES, CFIG, GSsE, CIVIVA, SCI e KMS chiedono che in considerazione della creazione di nuovi ambiti d’attività, si rifletta urgentemente sull’opportunità di limitare gli impieghi di ogni civilista a due soli ambiti d’attività. Non vi sarebbero ragioni oggettive per imporre tale vincolo; i civilisti dovrebbero poter pianificare i loro impieghi senza sottostare a inutili restrizioni; vi sarebbero vantaggi anche sul piano attuativo (EMK). Anche la GSZ pone la questione relativa all’opportunità di mantenere la limitazione del numero di ambiti d’attività. Maggiori possibilità di scelta consentirebbero di ridurre i tempi di attesa.

Il CNSI propone di modificare l’ordinanza per aumentare da due a tre il numero massimo di ambiti d’attività.

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