Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/92: Revisione della legge federale sul servizio civile (Legge sul servizio civile, LSC) · 24 pagine

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TI, VD, VS e JU sono dell’opinione che vi sia una disparità di trattamento tra civilisti e militari, poiché le qualificazioni acquisite nell’ambito del servizio civile possono essere sfruttate a livello professionale. Sarebbero sfavorito anche chi non è soggetto ad obbligo di servizio, come in particolare le donne e i cittadini stranieri. VD rileva che è pendente in Parlamento un’iniziativa cantonale, del 12 giugno 2013, relativa alla possibilità per le donne di prestare servizio civile in forma volontaria.

Anche EMK, GSsE e KMS auspicano che sia possibile ammettere al servizio civile anche donne, persone inabili al servizio militare e cittadini stranieri.

USAM e AWM rilevano la necessità di impedire che la necessaria disponibilità di effettivi militari possa essere messa a rischio dalle ammissioni al servizio civile. Il rapporto tra la durata del servizio civile e quella del servizio militare dovrebbe aumentare (USAM, AWM, GIARDINO). In relazione alle indennità, i civilisti non dovrebbero beneficiare di un trattamento migliore rispetto alle reclute, anche nel caso in cui svolgano parte del loro servizio soltanto al termine degli studi (PLR, USAM). AWM e GIARDINO respingerebbero nettamente eventuali proposte di regolamentazioni speciali in tale materia.

Secondo EMK il numero di ammissioni non dovrebbe avere alcun peso in relazione alla revisione della LSC. La possibilità di svolgere il servizio civile dovrebbe essere data a chiunque in uguale misura, e senza alcuna limitazione quantitativa. Sotto il profilo della regolamentazione la prova dell’atto sarebbe sufficiente. Una durata del servizio civile pari al 120 per cento di quella del servizio militare sarebbe sufficiente. Una simile riduzione della durata del servizio agevolerebbe l’ammissione al servizio civile in forma volontaria anche di stranieri, persone inabili al servizio militare e donne.

Secondo GSZ il servizio civile dovrebbe diventare più attrattivo; tutti i residenti in Svizzera dovrebbero poter essere ammessi al servizio civile; occorrerebbe evitare di ostacolare chi, in forma volontaria, desidera impegnarsi in favore della società. Effettivamente, nel rapporto esplicativo si insisterebbe sul fatto che la presente revisione della LSC non persegue lo scopo di ridurre ulteriormente il numero di ammissioni o di rendere meno attrattivo il servizio civile. Tuttavia alcune valutazioni espresse nel rapporto influirebbero sul giudizio in merito ad un aumento/una diminuzione dell’attrattiva del servizio civile; questo modo di procedere sarebbe ipocrita e irrispettoso, e viene respinto. Alla luce dei cambiamenti in atto nella società occorrerebbe permettere anche lo svolgimento di impieghi a tempo parziale.

GSsE ritiene che con la revisione della LSC si sia persa un’occasione per la promozione di un impegno in ambito civile: globalmente la revisione sancirebbe la disparità di trattamento tra servizio civile e servizio militare. Ciò avverrebbe fin dall’inizio della procedura, durante lo svolgimento delle giornate informative obbligatorie, la cui organizzazione spetta all’esercito. In tale occasione verrebbero fornite informazioni lacunose e tali da connotare negativamente il servizio civile. GSsE chiede che la durata del servizio civile venga ridotta e commisurata a quella del servizio militare. L’imposizione dell’obbligo di servizio a civilisti e militari dovrebbe seguire gli stessi criteri: in pratica, invece, buona parte dei militari non assolverebbe tutti i giorni di servizio, mentre a tale riguardo i civilisti sarebbero soggetti a controlli meticolosi.

Il CNSI auspica un ampliamento del servizio civile, affinché possa diventare un’alternativa credibile al servizio militare nella promozione attiva della pace.

Secondo il GSsE il reclutamento sarebbe inadatto ai civilisti; chiede perciò che la revisione migliori le disposizioni in materia di ammissione al servizio civile sostitutivo. La ferma continuata contemplata dall’ordinanza dovrebbe essere sancita anche nella LSC. Il sistema relativo alle indennità per perdita di guadagno andrebbe rivisto: anche nel corso della scuola reclute o durante la prima fase del servizio civile queste ultime dovrebbero consentire la copertura del minimo vitale.

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